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Come abbiamo detto il melo cotogno è uno degli alberi da frutto che viene coltivato da più tempo dall'uomo. Originario del Caucaso veniva coltivato a Babilonia e Creta più di 4000 anni fa; infatti prende il proprio nome latino, Cydonia Oblonga, da un piccolo paese nell'isola di Creta: Cedonia. Dai greci era considerato frutto sacro ad Afrodite e simbolo di fecondità. Durante i festeggiamenti di nozze gli sposi ne mangiavano in grandi quantità per propiziarsi una prole numerosa. Curiosità: questa usanza venne imposta come legge ad Atene sotto il governo di Solone. Anche i romani apprezzavano moltissimo questo frutto; lo utilizzavano come deodorante, rinfrescante per l'alito e profumo. Fino agli anni sessanta nelle case di campagna, accanto alla lavanda veniva usata una mela cotogna per mantenere profumati armadi e cassetti nei quali venivano poi riposti vestiti e biancheria.Fonte: ferrebeekeeper.files.wordpress.com
Il Pero appartiene alla famiglia delle Rosaceae, genere Pyrus. La sua massima crescita è riscontrata in terreni freschi non sabbiosi, profondi e ricchi di sostanze nutritive. Si tratta di un albero ch...
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Queste piante trovano il loro habitat naturale nelle zone calde ma possiedono comunque grandi capacità di adattamento anche ai climi meno miti. Per questo motivo il cacomela cresce rigoglioso in Itali... ![]() | 1 Pianta di Corbezzolo Arbutus Unedo Prezzo: in offerta su Amazon a: 18,4€ |
Il melo cotogno fa parte della grande famiglia delle rosacee, famiglia che comprende il melo, il ciliegio, l'albicocco e molti altri alberi da frutto. A seconda della forma dei frutti prodotti, forma sferica oppure oblunga, si fa riferimento all'albero come, rispettivamente, melo o pero cotogno. E' un albero che sopporta molto bene gli inverni rigidi e la siccità estiva, perciò il suo areale di diffusione è molto esteso, e per la sua robustezza spesso viene usato come albero da innesto per varietà più delicate come peri e meli. Al termine della sua crescita è un albero dalle dimensioni contenute, tra i cinque e gli otto metri d'altezza, fiorisce nel periodo primaverile con fiori bianco-rosacei. Il frutto risulta coperto da una fitta peluria che serve a proteggerlo dai parassiti, peluria che perde nel momento in cui arriva a piena maturazione. La stessa consistenza della polpa, molto dura e legnosa, scoraggia gli insetti dal cibarsene. Il frutto è ricco di pectine, vitamine (A, C, B1, B2) e di sali minerali come calcio, magnesio, potassio e fosforo. Le catene degli zuccheri sono particolarmente lunghe, per questo il sapore risulta poco dolce e leggermente acre.Fonte: lindamziedrich.files.wordpress.com
La ricchezza in pectine del frutto lo rende ideale per la preparazione di marmellate e conserve. Può essere utilizzato come addensante naturale per la loro preparazione. Non è un caso che la parola marmellata derivi dal termine portoghese 'marmelo' che è il nome del melo cotogno in lingua lusitana. La diffusione e la lunga storia di questo albero hanno fatto si che numerose ricette regionali si avvalgano della mela cotogna come ingrediente base. La cotognata è probabilmente la ricetta più conosciuta, tipica del lodigiano e della parte orientale della Sicilia: è un dolce compatto fatto da mele cotogne, acqua e zucchero. Importanti doti fitoterapiche e cosmetiche sono riconosciute a questa pianta. L'involucro dei semi svolge un'azione lenitiva e combatte la disidratazione e la comparsa delle rughe. Mentre il frutto in sé è molto utile per l'intestino e per l'apparato digerente.Fonte: media.uccdn.com
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