Il periodo giusto: tra ottobre e novembre, con qualche settimana di scarto
In Italia la feijoa arriva a maturazione in autunno, con il grosso della raccolta concentrato tra ottobre e novembre. Il percorso parte molto prima: la fioritura avviene tra la primavera e l'inizio dell'estate, con i caratteristici fiori bianco-rosati dai lunghi stami rossi, e da lì i frutti impiegano tutta l'estate per ingrossarsi, restando verdi e duri fino a poche settimane dal momento buono. Non aspettarti una data fissa: il periodo si sposta in base al clima della tua zona, all'esposizione della pianta e alla cultivar. In una posizione calda e soleggiata del Centro-Sud i primi frutti possono cadere già a inizio ottobre, mentre in un giardino del Nord, o in un angolo più ombreggiato, è facile arrivare a fine novembre. Contano anche l'età e lo stato della pianta. Gli esemplari giovani maturano in modo meno uniforme rispetto a un arbusto adulto ben nutrito e irrigato in estate, e una siccità prolungata durante l'ingrossamento può ritardare tutto o far cadere frutti ancora acerbi. Se hai una sola feijoa e il raccolto è scarso, verifica se la varietà è autofertile: molte sono autosterili e hanno bisogno di una seconda pianta vicina per allegare bene, quindi la stagione sarà tanto più generosa quanto migliore è stata l'impollinazione in primavera.
Come riconoscere un frutto maturo: la buccia non aiuta, il resto sì
Il problema della feijoa è che la buccia resta verde dall'allegagione alla maturazione, quindi il colore non ti dice nulla. Il segnale più affidabile è la caduta spontanea: il frutto maturo si stacca da solo dal rametto e quello che trovi a terra al mattino è quasi sempre pronto. Il secondo è il tatto: premendo delicatamente tra le dita, un frutto maturo cede appena, mentre quello acerbo resta duro. Il terzo è il profumo, che da vicino ricorda ananas e fragola e si sente solo negli ultimi giorni. Per toglierti ogni dubbio taglia un frutto a metà nel senso della lunghezza. La polpa pronta ha il centro gelatinoso e traslucido, circondato da una parte più compatta color crema; se il centro è bianco e opaco il frutto è ancora acerbo e il sapore risulterà aspro e astringente, mentre se la polpa ha virato al marrone la feijoa è passata e va usata subito o scartata. Fai questa prova su uno o due frutti a inizio stagione: ti dà il metro per giudicare tutti gli altri.
Raccogliere da terra o dalla pianta: metodo, frequenza e accorgimenti
Dato che la feijoa matura cade da sola, il metodo più semplice è raccogliere da terra, ma con due accorgimenti. Passa sotto la chioma ogni giorno o al massimo ogni due, perché i frutti a contatto con il suolo umido si ammaccano, attirano lumache e insetti e iniziano a fermentare in fretta. Se l'arbusto è grande e l'erba sotto è alta, stendi un telo o una rete da raccolta sotto la chioma: i frutti restano puliti, li trovi subito e non li calpesti. Una pacciamatura morbida di paglia o foglie attutisce la caduta e serve allo stesso scopo. Se preferisci anticipare, puoi staccare i frutti dalla pianta con una leggera torsione: quelli pronti si separano dal peduncolo senza sforzo, quelli che resistono vanno lasciati dove sono. Evita di strappare o di scuotere i rami con forza, perché faresti cadere anche i frutti acerbi, che non maturano altrettanto bene. Raccogli in cassette basse, in un solo strato, e tieni separati i frutti ammaccati da quelli integri.
Dopo la raccolta: conservazione, maturazione in casa e uso della polpa
La feijoa non si conserva a lungo come una mela, quindi organizza il consumo in base al punto di maturazione. I frutti caduti e già cedevoli vanno mangiati entro pochi giorni; nel cassetto della frutta del frigorifero guadagni qualche giorno, ma controlla spesso perché la polpa imbrunisce senza che la buccia cambi aspetto. Quelli staccati dalla pianta ancora sodi lasciali a temperatura ambiente, in un luogo fresco e arieggiato, dove completano la maturazione in alcuni giorni: riconoscerai il momento dal profumo e dalla leggera cedevolezza di cui abbiamo parlato. Per gustarla, taglia il frutto a metà e scava la polpa con un cucchiaino: la buccia è commestibile ma aspra e di solito si scarta. La polpa si ossida in fretta all'aria, quindi in una macedonia aggiungila per ultima con qualche goccia di limone. Se il raccolto è abbondante, congela la polpa in porzioni o trasformala in confettura o gelatina, così utilizzi tutto il frutto di una stagione che dura poche settimane.





