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Lamponi rifiorenti: potatura dopo il raccolto autunnale

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Perché i lamponi rifiorenti si potano in modo diverso dagli uniferi

Perché i lamponi rifiorenti si potano in modo diverso dagli uniferi

I lamponi rifiorenti si distinguono dalle varietà unifere per il modo in cui fruttificano: mentre gli uniferi producono sui tralci cresciuti l'anno precedente, i rifiorenti portano i frutti sulla parte alta dei polloni spuntati nella stessa stagione, con una raccolta che parte a fine estate e si chiude in autunno. Questa differenza cambia l'impostazione della potatura, perché il tralcio di un anno che ha appena finito di produrre non è un ramo esaurito come nelle varietà estive, ma conserva nella porzione inferiore gemme ancora intatte, capaci di dare un piccolo raccolto l'estate seguente. Prima di prendere in mano le forbici, verifica quindi di avere davvero una varietà rifiorente: se la pianta ha fruttificato una sola volta a inizio estate, è quasi certamente unifera e il taglio raso di tutti i tralci ti farebbe perdere il raccolto successivo. Nei rifiorenti, invece, puoi riconoscere la parte che ha prodotto dai residui dei peduncoli e dalla corteccia più scura e secca verso l'apice, mentre la base resta verde e vitale.

Quando potare dopo il raccolto autunnale

Una volta raccolti gli ultimi lamponi rifiorenti, non c'è fretta di intervenire subito: la pianta entra gradualmente in riposo e il legno può essere tagliato in qualunque momento tra il tardo autunno e la fine dell'inverno. Molti coltivatori preferiscono attendere febbraio o marzo, perché i tagli eseguiti con il gelo intenso si rimarginano più lentamente ed espongono il legno a marciumi e funghi. Se vivi in una zona a inverni miti puoi anticipare, mentre in montagna o nelle vallate soggette a brinate tardive conviene aspettare che le temperature più rigide siano passate. Lasciare i tralci in piedi durante l'inverno ha anche un vantaggio pratico: proteggono un po' il colletto dal freddo e ti permettono di distinguere con calma, a gemme ancora ferme, quali polloni sono robusti e quali deboli. L'importante è completare il lavoro prima che la vegetazione riparta, perché i nuovi germogli emergono dalla base e dalle radici e un taglio tardivo rischierebbe di danneggiarli.

Taglio raso o taglio parziale: scegli in base ai raccolti che vuoi

La scelta principale riguarda l'altezza di taglio. Se ti interessa un solo raccolto autunnale, abbondante e concentrato, taglia tutti i tralci dei lamponi rifiorenti rasoterra a fine inverno: la pianta concentrerà le energie sui polloni dell'anno, che fruttificheranno sulla nuova vegetazione da fine estate in poi. È il metodo più semplice, adatto anche a chi ha poco tempo, e ha il pregio di ridurre il rischio di malattie perché elimina ogni anno tutto il legno vecchio. Se invece desideri anche un raccolto estivo, più piccolo ma gradito, elimina solo la porzione superiore che ha prodotto in autunno, tagliando appena sotto l'ultimo punto in cui vedi i resti dei grappoli. La parte bassa, con le sue gemme intatte, darà frutti all'inizio dell'estate seguente; subito dopo questa seconda produzione il tralcio va rimosso alla base, perché ormai ha esaurito il suo ciclo biennale. Ricorda che l'altezza non è una misura fissa, ma dipende da quanto il tralcio ha fruttificato, e che con il doppio raccolto la pianta si affatica di più: valuta se il terreno e l'irrigazione sono in grado di sostenerla.

Diradamento, attrezzi e cure dopo il taglio

Qualunque metodo tu scelga, la potatura dei lamponi rifiorenti non si limita a eliminare il vecchio: serve anche a diradare. Un cespuglio che emette troppi polloni produce frutti piccoli e si ammala più facilmente per mancanza di aria, quindi conserva per ogni pianta i tralci più vigorosi, in numero di circa sei-dieci, distanziati tra loro di una decina di centimetri, ed elimina i getti deboli, storti o cresciuti fuori dalla fila. Se la varietà è spinosa, indossa guanti robusti e usa forbici ben affilate e disinfettate, così le ferite restano nette e non trasmetti eventuali patogeni da un tralcio all'altro. Finito il taglio, allontana e distruggi i residui invece di lasciarli ai piedi delle piante, elimina le erbe infestanti attorno al colletto e stendi uno strato di sostanza organica ben matura, che nutre i polloni in arrivo e aiuta il terreno a restare umido ma drenato. Se usi un sostegno a fili, lega i tralci conservati prima della ripresa vegetativa: la raccolta estiva sarà più comoda e i frutti resteranno puliti.

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