Alcuni esemplari di Tetranychus urticae

Parassiti delle piante

Eliminare i ragnetti rossi

I ragnetti rossi sono piccoli acari che possono attaccare diversi vegetali, in particolar modo fagioli, soia, pomodori e molte specie di piante ornamentali. In commercio esistono diversi insetticidi atti ad eliminare i ragnetti rossi, oltre che diversi rimedi naturali e senza sostanze di sintesi.

di Redazione

30 gennaio 2015

Accorgersi della loro presenza

La presenza di questi fitoparassiti sulle piante si svela, in genere, quando è ormai in atto una corposa infestazione. Il Tetranychus urticae (nome scientifico del ragnetto rosso) è una specie di acaro molto comune e a distribuzione cosmopolita che infesta gran parte delle coltivazioni di soia mondiali e di molte altre piante coltivate (piante da frutto, ortaggi, piante ornamentali) e spontanee. Vive sulla pagina inferiore delle foglie, dove si nutre succhiando il contenuto citoplasmatico delle cellule vegetali. La conseguenza dei suoi attacchi sono ampie placche color bronzo sulla lamina foliare, che portano rapidamente la pianta a perdere precocemente le sue foglie. Sono molto piccoli, nell'ordine del millimetro, e presentano sovente una caratteristica colorazione rossastra (da cui è nato il nome comune della specie).

Come eliminare i ragnetti rossi

Data la distribuzione pressoché cosmopolita del ragnetto rosso, sono stati studiati negli anni diversi metodi e tecniche per debellare questo flagello. Gli acaricidi più comuni attualmente in commercio sono lo spirodiclofene e l'abamectina. Il primo è un composto chimico acaricida di nuova generazione, inodore e insolubile in acqua, che porta alla morte i ragnetti rossi inibendo in loro la sintesi dei lipidi. Il secondo, invece, è un acaricida miscelato ad azione neurotossica: ingerito per via orale provoca la paralisi e la conseguente morte dei ragnetti rossi. Risulta attivo ed efficace anche sulle uova, limitandone la percentuale di schiusa. Queste sostanze vanno utilizzate con cautela, spesso in abbinamento ad altri principi attivi e solo in determinati periodi (generalmente in giugno-luglio) senza mai prolungarne l'uso nel tempo.

Rimedi alternativi: predatori naturali e prodotti ecologici

In sostituzione dei fitofarmaci sintetici, ci sono diversi metodi naturali per eliminare i ragnetti rossi. In via di sperimentazione (ma già ampiamente usata in molti Paesi mondiali) c'è la lotta biologica con i predatori naturali. il Phytoseiulus persimilis è un acaro predatore del famigerato ragnetto rosso. Dotato di una velocità superiore rispetto a quella della preda, è in grado di localizzare e nutrirsi di un gran numero di ragnetti rossi, tenendone in questo modo sotto controllo la crescita e la diffusione sulle piante. Molti olii essenziali sono efficaci contro questo parassita: olio essenziale di neem, di rosmarino, di tanaceto offrono tutti un'azione diretta sul parassita. Basta diluire alcune gocce di olio essenziale (5-6 gocce) in 500 millilitri di acqua, distribuendolo in seguito mediante l'uso di un nebulizzatore. Bisogna effettuare dei controlli periodici e nebulizzare le piante infestate almeno a giorni alterni, avendo cura (se si tratta di piante in vaso) di isolare le piante sane da quelle colpite.

Da non confondersi con i ragnetti rossi dei muri

Esiste anche un'altra specie di acaro comunemente chiamata ragnetto rosso, presente soprattutto nei periodi primaverili. Il Trombidium holosericeum è un acaro che può colonizzare varie aree urbane, ma non è un pericolo né per l'uomo, né per le piante. Noti anche come ragnetti rossi dei muri, questi acari si nutrono di materiale biologico depositato sulla superficie di davanzali e balconate (ad esempio le deiezioni degli uccelli). Spesso sono presenti in numero elevato e se schiacciati macchiano mani e vestiti con il loro colore rosso vivo. La macchia è difficile da mandar via (soprattutto sui vestiti), anche con un lavaggio accurato. Non ci sono metodi di lotta per questi acari dei muri, dal momento che compaiono solamente in primavera per approfittare delle temperature miti, dopodichè rientrano nei loro rifugi per evitare il caldo estivo, che può risultar loro fatale.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come riconoscere un'infestazione di ragnetti rossi sulle piante?
    La presenza di Tetranychus urticae si manifesta solitamente con ampie placche color bronzo sulla lamina fogliare, causate dalla suzione del contenuto cellulare. Le foglie colpite tendono a ingiallire e cadere precocemente. Essendo acari microscopici (circa un millimetro), spesso difficili da vedere a occhio nudo, l'infestazione diventa evidente quando i danni sono già avanzati. Controllare attentamente la pagina inferiore delle foglie è fondamentale per individuare tempestivamente questi parassiti prima che compromettano la salute dell'intera pianta.
  • Quali sono i migliori acaricidi chimici per combattere i ragnetti rossi?
    Tra i prodotti chimici più efficaci figurano lo spirodiclofene e l'abamectina. Lo spirodiclofene agisce inibendo la sintesi dei lipidi, mentre l'abamectina ha un'azione neurotossica che provoca paralisi e morte, risultando attiva anche sulle uova. È cruciale utilizzare questi principi attivi con cautela, preferibilmente in abbinamento ad altri composti e solo durante specifici periodi dell'anno, come giugno-luglio. L'uso continuativo va evitato per prevenire resistenze del parassita e proteggere l'ambiente circostante.
  • È possibile usare la lotta biologica contro i ragnetti rossi?
    Sì, un metodo naturale molto efficace è l'introduzione del predatore naturale Phytoseiulus persimilis. Questo acaro beneficiario è più veloce della sua preda e si nutre avidamente di ragnetti rossi, controllandone efficacemente la popolazione. Questa tecnica è già ampiamente utilizzata in molti paesi come alternativa ai fitofarmaci. Assicurarsi di rilasciare i predatori nelle fasi iniziali dell'infestazione per massimizzare l'efficacia del controllo biologico senza danneggiare l'ecosistema del giardino.
  • Come preparare un trattamento naturale con oli essenziali contro i ragnetti?
    Si possono utilizzare oli essenziali di neem, rosmarino o tanaceto, noti per la loro azione diretta sul parassita. Diluire 5-6 gocce di olio essenziale in 500 millilitri di acqua e mescolare bene. Spruzzare la soluzione sulle piante infestate utilizzando un nebulizzatore, trattando specialmente la pagina inferiore delle foglie. Ripetere l'applicazione ogni due giorni fino alla scomparsa del problema. Se le piante sono in vaso, isolare quelle colpite per evitare la propagazione agli esemplari sani.
  • I ragnetti rossi dei muri sono pericolosi per le piante?
    No, il Trombidium holosericeum, noto come 'ragnetto rosso dei muri', non è un parassita delle piante né pericoloso per l'uomo. Si nutre di materiale biologico depositato su davanzali e balconi, come le deiezioni degli uccelli. Appare prevalentemente in primavera sfruttando temperature miti e scompare d'estate per il calore eccessivo. Anche se schiacciati lasciano macchie rosse difficili da rimuovere da vestiti e pelle, non richiedono interventi di lotta poiché non danneggiano il verde domestico.