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Laghetto da giardino in inverno: come preparare le piante

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
La pulizia autunnale dello specchio d'acqua prima del freddo

La pulizia autunnale dello specchio d'acqua prima del freddo

Preparare il laghetto da giardino in inverno comincia da una pulizia accurata, da fare quando le foglie degli alberi iniziano a cadere e prima che l'acqua scenda sotto i dieci gradi. Le foglie che affondano si decompongono sul fondo e consumano ossigeno proprio nei mesi in cui le piante acquatiche non ne producono quasi più; nel frattempo rilasciano sostanze nutritive che in primavera alimentano le alghe. Raccogli con un retino a maglia fine tutto ciò che galleggia e, se il laghetto si trova sotto una chioma, stendi una rete tesa a qualche centimetro dal pelo dell'acqua, così da togliere il fogliame con un solo gesto quando la caduta è terminata. Approfitta di questo momento per potare le piante perimetrali che sporgono sull'acqua e per ridurre lo strato di fanghiglia sul fondo con un retino o un aspiratore per laghetti, senza però asportarlo del tutto, perché ospita i microrganismi che tengono in equilibrio il piccolo ecosistema. Controlla infine il telo o la vasca lungo i bordi: una piccola crepa o un lembo di guaina scoperto tendono a peggiorare con le gelate, e sistemarli adesso ti evita di scoprire una perdita a febbraio.

Ninfee rustiche, ossigenanti e palustri: cosa resta in acqua

Molte piante acquatiche coltivate nei nostri laghetti sono rustiche e svernano senza problemi, a condizione che la parte che deve sopravvivere, cioè il rizoma o le gemme, resti sotto lo strato di ghiaccio. Le ninfee rustiche perdono le foglie in autunno: taglia i piccioli ingialliti a pochi centimetri dal cesto e sposta il contenitore nella zona più profonda del laghetto, dove la temperatura è più stabile. Se la vasca è poco profonda e sei in una zona con inverni rigidi, valuta se ritirare i cesti in un locale fresco e buio, tenendo i rizomi umidi in sabbia o torba. Le ossigenanti sommerse, come il ceratofillo e l'elodea, formano gemme svernanti che affondano da sole, perciò è sufficiente eliminare le parti annerite e lasciarle dove sono. Per le palustri sempreverdi che vivono sui gradini laterali, come giunchi e canne, abbassa i cesti in modo che le radici restino immerse ad almeno dieci centimetri di profondità, perché il gelo che raggiunge il pane di terra è ciò che le danneggia. Non tagliare però gli steli cavi delle canne a filo d'acqua: lasciarne una parte emersa favorisce lo scambio di gas tra l'acqua e l'aria quando la superficie ghiaccia.

Le piante che non sopportano il gelo: quando e dove ritirarle

Nel laghetto da giardino convivono spesso specie di origine tropicale o subtropicale che muoiono con le prime gelate. È il caso delle galleggianti come il giacinto d'acqua e la lattuga d'acqua, che annerisce già con i primi freddi notturni, delle ninfee tropicali, del papiro e di alcune piante da bordura come la pontederia nelle varietà meno rustiche. Per queste piante aspettare novembre è troppo tardi: ritirale quando le minime scendono stabilmente sotto i cinque gradi, in genere tra la fine di ottobre e i primi di novembre nelle regioni settentrionali, un po' più tardi al centro e al sud. Le galleggianti si conservano in una bacinella o in un acquario con acqua a temperatura ambiente e buona luce, anche se spesso è più semplice ricomprarle in primavera, dato il loro costo contenuto. Il papiro e le altre palustri in vaso si portano in veranda o in un locale luminoso e fresco, con il sottovaso sempre pieno d'acqua, mentre i tuberi delle ninfee tropicali si puliscono, si lasciano asciugare qualche giorno e si ripongono in sabbia appena umida in un ambiente che non scenda sotto i dieci gradi. Etichetta ogni contenitore: a marzo ti sarà facile ricollocare ogni pianta alla profondità giusta.

Ghiaccio, pompa e livello dell'acqua: i controlli durante l'inverno

Una volta sistemate le piante, il laghetto richiede poche attenzioni, ma regolari. La più importante riguarda il ghiaccio: una lastra continua per molti giorni impedisce ai gas della decomposizione di uscire e all'ossigeno di entrare, con conseguenze sia per i pesci sia per le radici delle piante palustri. Non rompere mai il ghiaccio battendo con un oggetto, perché le vibrazioni stressano gli animali in letargo; appoggia invece sulla superficie una pentola o una bottiglia di acqua calda e lascia che apra un varco lentamente. Se il laghetto ospita pesci, un piccolo aeratore o uno scaldino galleggiante tiene aperto un foro per tutta la stagione. Valuta anche cosa fare della pompa e del filtro: in un laghetto profondo è meglio spegnerli, perché il ricircolo mescola l'acqua fredda di superficie con quella più tiepida del fondo, dove le piante e i pesci svernano. Pulisci i filtri e conservali al riparo dal gelo. Tieni infine d'occhio il livello dell'acqua, sia dopo le piogge intense, perché il traboccamento trascina via fango e nutrienti sul prato, sia nei periodi secchi e ventosi, quando l'evaporazione può scoprire i cesti posizionati sui gradini meno profondi.

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