La pulizia autunnale dello specchio d'acqua prima del freddo
Preparare il laghetto da giardino in inverno comincia da una pulizia accurata, da fare quando le foglie degli alberi iniziano a cadere e prima che l'acqua scenda sotto i dieci gradi. Le foglie che affondano si decompongono sul fondo e consumano ossigeno proprio nei mesi in cui le piante acquatiche non ne producono quasi più; nel frattempo rilasciano sostanze nutritive che in primavera alimentano le alghe. Raccogli con un retino a maglia fine tutto ciò che galleggia e, se il laghetto si trova sotto una chioma, stendi una rete tesa a qualche centimetro dal pelo dell'acqua, così da togliere il fogliame con un solo gesto quando la caduta è terminata. Approfitta di questo momento per potare le piante perimetrali che sporgono sull'acqua e per ridurre lo strato di fanghiglia sul fondo con un retino o un aspiratore per laghetti, senza però asportarlo del tutto, perché ospita i microrganismi che tengono in equilibrio il piccolo ecosistema. Controlla infine il telo o la vasca lungo i bordi: una piccola crepa o un lembo di guaina scoperto tendono a peggiorare con le gelate, e sistemarli adesso ti evita di scoprire una perdita a febbraio.
Ninfee rustiche, ossigenanti e palustri: cosa resta in acqua
Molte piante acquatiche coltivate nei nostri laghetti sono rustiche e svernano senza problemi, a condizione che la parte che deve sopravvivere, cioè il rizoma o le gemme, resti sotto lo strato di ghiaccio. Le ninfee rustiche perdono le foglie in autunno: taglia i piccioli ingialliti a pochi centimetri dal cesto e sposta il contenitore nella zona più profonda del laghetto, dove la temperatura è più stabile. Se la vasca è poco profonda e sei in una zona con inverni rigidi, valuta se ritirare i cesti in un locale fresco e buio, tenendo i rizomi umidi in sabbia o torba. Le ossigenanti sommerse, come il ceratofillo e l'elodea, formano gemme svernanti che affondano da sole, perciò è sufficiente eliminare le parti annerite e lasciarle dove sono. Per le palustri sempreverdi che vivono sui gradini laterali, come giunchi e canne, abbassa i cesti in modo che le radici restino immerse ad almeno dieci centimetri di profondità, perché il gelo che raggiunge il pane di terra è ciò che le danneggia. Non tagliare però gli steli cavi delle canne a filo d'acqua: lasciarne una parte emersa favorisce lo scambio di gas tra l'acqua e l'aria quando la superficie ghiaccia.
Le piante che non sopportano il gelo: quando e dove ritirarle
Nel laghetto da giardino convivono spesso specie di origine tropicale o subtropicale che muoiono con le prime gelate. È il caso delle galleggianti come il giacinto d'acqua e la lattuga d'acqua, che annerisce già con i primi freddi notturni, delle ninfee tropicali, del papiro e di alcune piante da bordura come la pontederia nelle varietà meno rustiche. Per queste piante aspettare novembre è troppo tardi: ritirale quando le minime scendono stabilmente sotto i cinque gradi, in genere tra la fine di ottobre e i primi di novembre nelle regioni settentrionali, un po' più tardi al centro e al sud. Le galleggianti si conservano in una bacinella o in un acquario con acqua a temperatura ambiente e buona luce, anche se spesso è più semplice ricomprarle in primavera, dato il loro costo contenuto. Il papiro e le altre palustri in vaso si portano in veranda o in un locale luminoso e fresco, con il sottovaso sempre pieno d'acqua, mentre i tuberi delle ninfee tropicali si puliscono, si lasciano asciugare qualche giorno e si ripongono in sabbia appena umida in un ambiente che non scenda sotto i dieci gradi. Etichetta ogni contenitore: a marzo ti sarà facile ricollocare ogni pianta alla profondità giusta.
Ghiaccio, pompa e livello dell'acqua: i controlli durante l'inverno
Una volta sistemate le piante, il laghetto richiede poche attenzioni, ma regolari. La più importante riguarda il ghiaccio: una lastra continua per molti giorni impedisce ai gas della decomposizione di uscire e all'ossigeno di entrare, con conseguenze sia per i pesci sia per le radici delle piante palustri. Non rompere mai il ghiaccio battendo con un oggetto, perché le vibrazioni stressano gli animali in letargo; appoggia invece sulla superficie una pentola o una bottiglia di acqua calda e lascia che apra un varco lentamente. Se il laghetto ospita pesci, un piccolo aeratore o uno scaldino galleggiante tiene aperto un foro per tutta la stagione. Valuta anche cosa fare della pompa e del filtro: in un laghetto profondo è meglio spegnerli, perché il ricircolo mescola l'acqua fredda di superficie con quella più tiepida del fondo, dove le piante e i pesci svernano. Pulisci i filtri e conservali al riparo dal gelo. Tieni infine d'occhio il livello dell'acqua, sia dopo le piogge intense, perché il traboccamento trascina via fango e nutrienti sul prato, sia nei periodi secchi e ventosi, quando l'evaporazione può scoprire i cesti posizionati sui gradini meno profondi.





