Bocca di leone fiore
Il nome scientifico delle bocche di leone è Anthirrinum e la specie più diffusa nel mondo è la majus, quella che si incontra normalmente anche passeggiando in mezzo al verde. Si tratta di una pianta perenne che cresce spontaneamente soprattutto nell’area del Mediterraneo. Da anni i botanici studiano e producono nuovi ibridi più compatti, che non superino i 150 centimetri di altezza, per rendere questa pianta anche un’ottima varietà da bordura e una risorsa per i fiori da taglio. Questa specie è molto resistente al freddo, produce un cespuglio di foglie scure dal quale si aprono pannocchie dritte verso l’alto: è proprio su queste pannocchie che spuntano poi dei grandi fiori, a partire dalla loro base. Questo fiore ha la forma che ricorda molto quella di una bocca di animale aperta, da qui deriva il suo nome comune. I boccioli fioriscono per tutta la bella stagione, hanno colori vivaci e, quando appassiscono, lasciano il posto a una capsula semilegnosa che contiene i piccoli semi scuri per le future nuove piantine.
Coltivazione
Coltivare le bocche di leone è veramente semplice, si tratta di una pianta adatta anche ai non esperti di giardinaggio. Questa specie sopporta benissimo il freddo dell’inverno e, anche se la pianta dovesse seccarsi, nella bella stagione ne spunterà un’altra grazie all’autoinseminazione. Le bocche di leone hanno bisogno di crescere in una posizione ben soleggiata, dove possono ricevere alcune ore di sole diretto ogni giorno. È proprio la luce solare che garantisce una fioritura rigogliosa, vivace e duratura per tutta la bella stagione. Le bocche di leone vogliono un terreno ricco e profondo, nonché ben drenato. La posizione deve garantire alla pianta anche una buona ventilazione, altrimenti potrebbe marcire. Stessa cosa potrebbe accadere se lasciamo ristagnare l’acqua, dunque bisogna fare molta attenzione quando si annaffia.
Come curarle
La pianta di bocche di leone va concimata ogni mese con un prodotto specifico per piante fiorite, un composto che sia ricco di potassio e fosforo; in autunno, quando la pianta deve rinforzare i fusti e le radici, bisogna somministrare dei fertilizzanti poveri di azoto, affinché la pianta resista bene al freddo. Da aprile fino all’inizio della stagione fredda bisogna annaffiare le bocche di leone con regolarità, ma solo quando il terreno risulta ben asciutto. I fiori potrebbero apparire appassiti dopo un periodo di siccità, ma appena gli si fornisce di nuovo l’acqua torneranno a crescere normalmente. Le bocche di leone possono essere coltivate bene anche in vaso oppure come pianta da bordura da far crescere ai piedi di alberi o piante ad alto fusto, o ancora in aiuole da giardino a scopo ornamentale.
Moltiplicazione
Nei vivai possiamo trovare diverse varietà di bocche di leone, dalle più piccole annuali, fino agli esemplari da fiore di grandi dimensioni, passando per specie medie che arrivano massimo fino ai 35 centimetri di altezza. La moltiplicazione di queste piante avviene in modo naturale: quando i fiori appassiscono al loro posto compare una capsula verde semilegnosa. Quando si secca, questa capsula si rompe lasciando cadere dei piccoli semini dai quali possono nascere nuove piantine. Per conservare i semi per l’anno successivo, si possono raccogliere le capsule prima che cadano e tenerle da parte per seminare a febbraio. È proprio durante questo mese che si seminano le bocche di leone, o in un vaso oppure direttamente a dimora, ma in quest’ultimo caso è meglio aspettare aprile-maggio. Spesso capita che le piante nate dal seme non fioriscano subito. Per vedere i fiori in quel caso bisognerà aspettare l’anno successivo.
Domande frequenti
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Come si coltivano le bocche di leone in vaso?Le bocche di leone crescono perfettamente in vaso, purché il contenitore sia sufficientemente grande per permettere lo sviluppo radicale. Il substrato deve essere ricco, profondo e soprattutto ben drenato per evitare il marciume delle radici. Posiziona il vaso in una zona ben soleggiata, poiché la luce diretta garantisce una fioritura rigogliosa e duratura. Annaffia regolarmente ma solo quando il terreno risulta asciutto al tatto, evitando assolutamente i ristagni d'acqua. Questa flessibilità le rende ideali anche per balconi e terrazzi.
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Quando e come si seminano le bocche di leone?La semina può avvenire in due momenti principali. Per avere piante pronte in primavera, si consiglia di seminare in febbraio, preferibilmente in vasetti protetti o serra fredda. In alternativa, è possibile seminare direttamente a dimora tra aprile e maggio, quando le temperature sono miti. Un aspetto importante da considerare è che le piante nate da seme spesso impiegano tutto il primo anno per svilupparsi e potrebbero fiorire solo nel secondo anno di vita. Raccogliendo le capsule prima che si secchino completamente, puoi conservare i semi per le semine successive.
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Quanto alta può crescere la bocca di leone?L'altezza varia notevolmente in base alla varietà selezionata. Esistono cultivar nane e compatte che non superano i 35 centimetri, ideali per bordure o vasi piccoli. Al contrario, le forme tradizionali o gli ibridi più grandi possono raggiungere e superare i 150 centimetri di altezza. I botanici lavorano costantemente per produrre nuove varietà più compatte, rendendo la pianta versatile sia come elemento ornamentale in aiuole, sia come pianta da fiore reciso. Verificare sempre l'altezza massima indicata sulla confezione dei semi o sulla pianta acquistata.
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Come si concimano correttamente le bocche di leone?Durante il periodo vegetativo e di fioritura, da aprile all'inizio della stagione fredda, è necessario concimare mensilmente utilizzando un prodotto specifico per piante fiorite, ricco di potassio e fosforo per sostenere la produzione di fiori. In autunno, invece, la strategia cambia: bisogna somministrare fertilizzanti poveri di azoto. L'obiettivo è aiutare la pianta a rinforzare fusti e radici per resistere meglio alle basse temperature invernali, dato che si tratta di una specie perenne resistente al freddo.
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Le bocche di leone tornano a fiorire l'anno successivo?Sì, la bocca di leone è una pianta perenne nelle sue zone di origine mediterranea e nei climi miti. Anche se in molti giardini viene trattata come annuale, la pianta è capace di sopravvivere all'inverno. Se dovesse seccarsi apparentemente, nella bella stagione successiva spunteranno nuove piantine grazie al processo di autoinseminazione: i semi contenuti nelle capsule semilegnose secche cadono a terra e germinano naturalmente. Questa caratteristica rende la cura della pianta molto semplice e autonoma nel tempo.





