Come annaffiare la calla selvatica
In primavera e in estate la calla selvatica non necessita di abbondanti innaffiature, in effetti potrebbe essere sufficiente anche solo un terreno umido. In inverno non ha bisogno d'acqua, mentre dopo averla piantata nella terra e dopo aver posizionato del terriccio sul tubero è bene effettuare una breve annaffiatura. Siccome la pianta è selvatica sa badare a se stessa senza tante attenzioni. I suoi fiori sono bianchi simili alla calla da tenere in casa e fioriscono in primavera. I suoi frutti invece si presentano dopo un mese e diventano rossi, ma non si possono mangiare perché velenosi. Mentre in autunno la pianta resta piuttosto spoglia, ma con steli nuovi che attendono la prossima primavera. Inoltre, durante la fioritura la calla selvatica emette del calore; questo fenomeno è dovuto alla traspirazione.
Come coltivare la calla selvatica
Esistono trenta diverse varietà di calla selvatica di cui alcuni tipologie sono spontanee in Italia e più precisamente in Sardegna e Puglia, sotto ai 1000 metri. La calla selvatica si semina in autunno usando i semi delle sue bacche oppure si coltiva dividendo i tuberi, ma in estate. Cresce bene nel terreno con humus, drenato e soffice. Per iniziare la coltivazione praticare una buca di circa dieci centimetri dove mettere il tubero ben dritto. Ricoprirlo poi con della terra compatta e innaffiare subito. La calla selvatica si coltiva facilmente e si mantiene ugualmente con estrema semplicità, in più è una pianta davvero bella ed elegante con foglie lunghe e verdi e con bacche e fiori molto gradevoli da vedere. E' sicuramente da giardino, ma quella domestica decora egregiamente anche la casa o la veranda.
Come concimare la calla selvatica
La calla selvatica è una pianta perenne, ma prima di piantare il suo bulbo nella terra occore sistemare il terreno con terriccio da compattare e concimare e poi annaffiare subito. Crescerà da sola e senza problemi, anche se la terra deve essere umida soprattutto in aprile per la fioritura, e bisogna utilizzare un concime specifico all'apparire delle foglie. Alla fine, la calla è una pianta da non potare. Tuttavia, crescendo negli anni si consiglia di posizionarla un po' distante dalle altre piante del giardino, per darle così la possibilità di svilupparsi completamente. La calla selvatica non richiede delle cure particolari e frequenti perché si presenta come una pianta sufficientemente resistente e forte. Un utilizzo interessante potrebbere essere proprio quello di piantare la calla selvatica in zone in cui altre specie non crescerebbero.
Esposizione e malattie della calla selvatica
La calla selvatica va posizionata alla luce per poche ore al giorno, per favorire la fioritura e se in inverno il freddo è davvero gelido si consiglia di coprirla usando un telo. Fra le più importanti malattie e parassiti della calla si possono trovare per esempio: acari, funghi, insetti, virus e batteri. Ecco allora numerosi metodi chimici di difesa che aiutano la pianta a sconfiggere le varie minacce. In effetti le foglie che vengono attaccate presenteranno delle macchie giallastre o rossastre per la morte delle cellule che vengono svuotate del liquido. Questi parassiti pungono le foglie, ma anche il tubero. Nel caso di malattie ed insetti è bene curare sempre la pianta anche se si pensa che sia molto resistente e indistruttibile. Infatti l'infestazione potrebbe addirittura causare una totale debilitazione.
Domande frequenti
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La calla selvatica (Arum italicum) è velenosa?Sì, la calla selvatica è una pianta tossica. Tutti i suoi organi, specialmente le bacche rosse che compaiono dopo la fioritura, contengono cristalli di ossalato di calcio e altre sostanze irritanti. L'ingestione può causare gravi disturbi gastrointestinali, gonfiore delle vie respiratorie e dolori intensi. È fondamentale tenerla fuori dalla portata di bambini piccoli e animali domestici. Non confonderla mai con piante commestibili simili; in caso di ingestione accidentale, contattare immediatamente un medico o un centro antiveleni.
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Come e quando si moltiplica la calla selvatica?La moltiplicazione avviene principalmente in due modi. La semina si effettua in autunno utilizzando i semi estratti dalle bacche mature. In alternativa, si possono dividere i tuberi/rizomi in estate, quando la pianta è in dormienza. Questa operazione va fatta con cautela per non danneggiare i germogli futuri. Entrambi i metodi garantiscono nuove piante, ma la divisione dei tuberi è spesso più rapida per ottenere esemplari già sviluppati rispetto alla crescita da seme.
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Qual è l'esposizione ideale per l'Arum italicum?L'ideale è posizionare la calla selvatica in un luogo che riceva sole diretto per poche ore al giorno, preferibilmente al mattino, o in ombra luminosa. Tollera bene anche l'ombra parziale, tipica degli ambienti boschivi dove cresce spontaneamente. Evita l'esposizione a pieno sole nelle ore più calde della giornata estiva, poiché potrebbe stressare la pianta. In inverno, se le temperature scendono drasticamente sotto lo zero, è consigliabile proteggere il terreno con un telo o pacciamatura.
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Quando fiorisce la calla selvatica e cosa produce dopo?La fioritura avviene in primavera, producendo spadici bianchi simili alle calla ornamentali da interno. Dopo circa un mese dalla fioritura, sulla stessa infiorescenza si formano le bacche. Queste maturano diventando di un rosso brillante, creando un contrasto cromatico interessante con le foglie. Le bacche rimangono sulla pianta per un periodo, attirando l'attenzione, ma ricordiamo che sono velenose e non vanno raccolte per consumo umano.
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Come si cura il terreno e si concima la calla selvatica?Il terreno deve essere ricco di humus, soffice e ben drenato per evitare ristagni idrici che potrebbero marcire i tuberi. Prima della messa a dimora, arricchisci il suolo con terriccio organico. Durante la stagione vegetativa, somministra un concime specifico per piante da fiore o da fogliame appena appaiono le prime foglie, specialmente ad aprile in vista della fioritura. La pianta è robusta e richiede poca manutenzione, crescendo quasi da sola se il substrato è adeguato.





