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Crisantemi in vaso: come farli durare dopo Ognissanti

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Riconoscere la fine della fioritura nei crisantemi in vaso

Fiori appassiti dopo Ognissanti: la pianta è in riposo, non morta

Quando i capolini dei crisantemi in vaso comprati per Ognissanti iniziano a scolorire e i petali si accartocciano, la pianta non sta morendo: sta semplicemente chiudendo il suo ciclo stagionale. Il crisantemo è una perenne di giorno corto, che fiorisce quando le giornate si accorciano e poi, con le prime gelate, entra in riposo vegetativo lasciando seccare la parte aerea. Le piante vendute per la commemorazione sono spesso forzate in serra per arrivare a fioritura nella data giusta, quindi possono essere un po' meno robuste di quelle da giardino, ma con le cure adatte si recuperano quasi sempre. Prima di decidere, osserva la base della pianta: se tra i fusti trovi piccoli getti verdi a livello del terriccio, i cosiddetti polloni basali, la pianta è viva e pronta a ripartire. Verifica anche che il pane di terra non sia fradicio e che i fusti alla base siano sodi, non molli o anneriti, perché quello è il segno del marciume. Se il vaso è rimasto per giorni nel sottovaso pieno d'acqua, svuotalo e lascialo asciugare in un posto riparato. Riconoscere questo momento ti evita di buttare una pianta che, l'autunno prossimo, può regalarti una fioritura più ricca di quella appena finita.

Quando e quanto potare i crisantemi in vaso sfioriti

Una volta che i fiori sono tutti appassiti, i crisantemi in vaso vanno accorciati per prepararli al freddo. Aspetta però che anche le foglie abbiano cominciato a ingiallire, perché finché restano verdi continuano a mandare riserve alle radici. Usa cesoie affilate e disinfettate con alcol, per non trasmettere funghi da una pianta all'altra, e riduci tutti i fusti a circa 10-15 centimetri dal terriccio, tagliando appena sopra un nodo o un getto basale. Nelle zone con inverni rigidi puoi lasciare gli steli un po' più lunghi e completare l'accorciamento a fine inverno, così i moncherini riparano i germogli alla base. Approfitta della potatura per pulire il vaso: togli le foglie secche o annerite rimaste sui fusti e quelle cadute sul substrato, dove l'umidità invernale favorisce muffe e botrite. Se vedi macchie polverose biancastre, tipiche dell'oidio, elimina il materiale colpito senza metterlo nel compost. Un taglio netto cicatrizza in fretta e ti lascia una ceppaia sana da cui far ripartire i nuovi getti in primavera.

Dove ricoverare i crisantemi in vaso nei mesi freddi

Dopo il taglio, i crisantemi in vaso devono passare l'inverno al fresco ma al riparo dal gelo prolungato, perché in contenitore le radici sono molto più esposte che in piena terra. Se vivi in una zona a clima mite, basta accostare il vaso a un muro esposto a sud, sollevato da terra con due listelli in modo che la pioggia non ristagni nel sottovaso. Dove le gelate sono frequenti, sposta il contenitore in una veranda non riscaldata, in una serra fredda o in un garage con una finestra: serve luce ma non calore, perché una stanza riscaldata farebbe germogliare la pianta troppo presto, con getti deboli e filati. In riposo la pianta beve pochissimo: bagna solo quando il terriccio è asciutto in profondità, altrimenti le radici marciscono. Se il vaso resta all'aperto, avvolgilo con un telo di iuta o con del tessuto non tessuto e copri la superficie con corteccia o foglie secche, una pacciamatura che attenua gli sbalzi di temperatura e ti evita di ricomprare la pianta a primavera.

Rinvaso, divisione e cimatura per la fioritura del prossimo autunno

Verso fine febbraio o marzo, quando le gelate si diradano e alla base compaiono i nuovi getti, i crisantemi in vaso sono pronti per il rinvaso. Scegli un contenitore appena più largo del precedente, con fori di drenaggio generosi, e prepara un substrato con terriccio universale alleggerito da una parte di sabbia grossolana o perlite, perché il crisantemo teme più il ristagno che la siccità. Elimina la parte di ceppaia ormai legnosa al centro e tieni le porzioni giovani con radici bianche: è il momento in cui i vivaisti dividono i cespi, e puoi farlo anche tu per ottenere due o tre piante dallo stesso vaso. In alternativa preleva i polloni basali più vigorosi, lunghi circa 8-10 centimetri, e mettili a radicare in vasetti con sabbia e torba. Sistema il vaso in pieno sole, riparato dal vento, e riprendi le innaffiature regolari bagnando il terriccio e non le foglie. Da aprile concima con un prodotto per piante da fiore seguendo le dosi in etichetta e soprattutto cima i germogli quando raggiungono una decina di centimetri, ripetendo l'operazione fino a metà luglio: ogni spuntatura raddoppia i rami e quindi i futuri fiori. Poi lascia crescere la pianta e aspetta l'accorciarsi delle giornate di fine estate, che darà il segnale per i nuovi boccioli in tempo per l'autunno.

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