Lentisco

Il lentisco: la sua origine, perché si chiama così, la diffusione

Il lentisco è un arbusto sempreverde dal forte odore resinoso appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae ed al genere Pistacia, il suo nome scientifico è Pistacia lentiscus e gli è stato attribuito dal botanico Linneo nel 1753, il nome generico viene dal greco "pistákion", pistacchio, mentre l'attributo specifico da cui deriva il nome comune è un termine latino dal significato di "viscoso", con probabile riferimento al liquido che si ricava dall'incisione della sua corteccia. E' una specie originaria del bacino del Mediterraneo, dalla penisola iberica fino all'Iran, dove è ancora molto presente specialmente nelle regioni costiere, nell'entroterra in genere non si sviluppa oltre i 600 metri. Tra le caratteristiche di questa pianta vi è quella di migliorare il terreno su cui cresce, tanto che viene anche utilizzato per recuperare terreni degradati, ed il terriccio raccolto intorno alla pianta è considerato ottimo per la coltivazione. Fin dall'antichità ne era molto apprezzata la resina, detta mastice, in particolare quella ancora prodotta nell'isola greca di Chio, dove ne viene tratto anche il mastika, un liquore aromatico digestivo.
Bell'esemplare di Pistacia lentiscus

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Come si presenta, la particolarità dei fiori maschili e femminili

Fiori maschili di lentisco Il lentisco ha portamento cespuglioso o arbustivo ed è alto in media 2-3 metri, ma può raggiungere le dimensioni di 5 metri di altezza e 3 di larghezza, la chioma è tondeggiante e molto densa per le fitte ramificazioni. Le foglie sono composte, ossia formate da foglioline alterne, ovalari, di un colore verde brillante ed in numero pari, in genere tra 6 e 10, e ciò lo distingue dal Pistacchio, Pistacia vera, che le ha invece imparipennate. Presenta una caratteristica insolita nel regno vegetale, è infatti una pianta dioica ossia ogni esemplare possiede organi riproduttivi o maschili o femminili. I fiori di entrambi i generi non hanno petali e sono raccolti in infiorescenze a pannocchia all'ascella delle foglie, si differenziano perché mentre quelli maschili hanno cinque stami rossi che emergono da altrettanti piccoli sepali, quelli femminili sono formati invece da tre o quattro sepali verdastri sormontati dall'ovario. La fioritura avviene in genere in primavera da marzo a maggio ed in estate compaiono i frutti, delle piccole drupe ovali, con seme commestibile, di circa 5 mm di diametro e di colore rosso che giunte a maturazione in inverno divengono nere.

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Di cosa ha bisogno per crescere e mantenersi in salute

lentisco Il lentisco si adatta ad ogni tipo di terreno, l'importante è che sia ben drenato, e dato che in natura cresce in terreni poveri e rocciosi, sistemato in giardino non avrà bisogno di concimazione, vi troverà infatti già elementi nutritivi più che sufficienti alle sue esigenze. Ha bisogno della luce diretta del sole e del suo calore, ma vive bene anche nella mezz'ombra e può sopportare temperature sotto lo zero, anche se in tal caso sarebbe bene proteggerlo magari con un telo in tnt. Non è necessario annaffiarlo, a meno che le estati non siano particolarmente calde, allora ogni 2-3 settimane si può irrigarlo con abbondante acqua in modo da stimolare la crescita delle radici in profondità; dandogli invece poca acqua, anche frequentemente, le radici tenderanno a crescere superficiali e di conseguenza la pianta sarà meno stabile. La riproduzione avviene in primavera sia per semina, raccogliendo i semi durante l'inverno, che per talea, anche se la talea di lentisco radica difficilmente. E' una pianta abbastanza resistente alle malattie, ma può comunque essere attaccata da acari, afidi, cocciniglia e oidio, soprattutto se in posizione poco ventilata.


Lentisco: I numerosi prodotti che si possono ricavare dal lentisco

Particolare dei frutti del lentiscoIl lentisco fin dall'antichità è stato utilizzato per molteplici scopi, ed ancora oggi trova largo impiego. Come detto, incidendone i fusti e i rami si ricava una resina fluida, di colore giallo, che a contatto con l'aria si solidifica e può essere raccolta in granuli. In passato era usata come chewing gum per rassodare le gengive e purificare l'alito, ma anche per combattere i disturbi dell'apparato digerente, la sua efficacia in proposito è stata recentemente confermata da studi scientifici. Attualmente viene impiegata in profumeria e in odontotecnica, nella produzione di gomme da masticare, per produrre vernici molto adatte per effettuare restauri di dipinti antichi. Il legname, che va dal rosa all'ocra con bellissime venature, è molto apprezzato per lavori di intarsio ed ebanisteria, ma anche per alimentare i forni a legna delle pizzerie, per la sua capacità di arrivare rapidamente ad alte temperature. Dai frutti si ricava un olio di colore giallo, intensamente profumato, oggi utilizzato come olio essenziale lenitivo e idratante, ma che in passato veniva anche usato a scopo alimentare al posto del più costoso olio d'oliva, o come olio da lampada.



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