Oleandro

Caratteristiche dell'oleandro

Di grande suggestione ed eleganza, l'oleandro è una pianta diffusa sin dall’antichità con funzione ornamentale, per via dei suoi fiori dal colore acceso. L’oleandro, o Nerium Oleander, è originario delle terre asiatiche e vanta ampia diffusione anche nel Mediterraneo, dove è naturalizzato e trova un clima particolarmente adatto al suo sviluppo. L’oleandro è un arbusto che tende a svilupparsi in dense macchie su substrati ciottolosi e, negli ambienti più idonei, può raggiungere anche i 3 o 4 metri di altezza. Si tratta di una pianta arbustiva sempreverde dalle foglie lanceolate e coriacee, con margine intero, dotata di fiori che a seconda della tipologia di pianta possono essere bianchi, color crema oppure di un rosa più o meno acceso che garantisce l’elevato potere decorativo di questa pianta, diffusa in tutta Italia sia come vegetazione naturalizzata, nelle aree con maggiore possibilità di luce e temperature elevate, sia come coltivazione in vaso per arricchire giardini e terreni privati, appartamenti e balconi. Il nome stesso dell’oleandro denota l’elemento principale per la sua diffusione: nerium rimanda al termine latino per indicare l’acqua. E’ proprio nei pressi dei corsi d’acqua che l’oleandro si sviluppa in modo spontaneo. Nelle zone dal clima più temperato, invece, per essere coltivato richiede una adeguata protezione dal freddo.
Oleandro Nerium Oleander

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Coltivazione e cura

Oleandro Nerium Oleander A seconda delle caratteristiche ambientali, l’oleandro può essere coltivato in terreno aperto oppure richiedere una adeguata protezione: non sopporta, infatti, l’esposizione a temperature inferiori ai cinque gradi. Nel periodo che va da aprile a ottobre l’arbusto deve essere annaffiato abbondantemente, mentre nel corso del periodo invernale sarà sufficiente inumidire il terreno. L’esposizione consigliata è quella che permette all’oleandro di ricevere i raggi diretti del sole il più a lungo possibile nel corso della giornata. Si tratta di una pianta in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di terreno, ma se si vuole rendere ancora più rigogliosa si consiglia di provvedere, nel corso del periodo primaverile e con cadenza quindicinale, alla distribuzione di un concime granulare e di sangue di bue. Le principali minacce per l’oleandro sono le cocciniglie cotonose o brune, che possono diffondersi soprattutto in caso di clima caldo e secco. La soluzione consiste nell’utilizzo di un prodotto anticoccidico e nell’asportazione degli eventuali parassiti presenti utilizzando un batuffolo di cotone impregnato di acqua e alcol.

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Potatura e moltiplicazione

Oleandro Nerium Oleander Gli oleandri si moltiplicano per seme oppure per talee nel corso del periodo estivo. Le talee possono essere messe a radicare all’interno di un apposito cassone da moltiplicazione, accuratamente riempito con torba e sabbia. Il terreno deve essere mantenuto costantemente umido e posizionato in luogo nel quale venga garantita una temperature non inferiore ali 15 gradi. Le talee verranno ricavate dai germogli semimaturi prelevando porzioni lunghe dai 5 agli 8 cm. In alternativa, le talee possono essere messe a radicare anche in acqua, purchè le condizioni di luce e temperature siano adeguate a favorire lo sviluppo della pianta. Una volta che la radicazione è avvenuta le talee possono essere posizionate in vaso oppure nel terreno. L’oleandro necessita inoltre di periodica potatura: occorre intervenire in seguito alla fioritura, dimezzando i rami fioriferi e riducendo di circa 10 cm di lunghezza dalla base gli altri rami. Dal momento che l’oleandro presenta una crescita vigorosa, la potatura riveste particolare importanza e deve essere compiuta con altrettanta decisione, evitando di effettuarla nel periodo precedente la fioritura, quando invece potrebbero venire eliminati i rami già portatori di germogli.


Oleandro: Veleno e precauzioni

Oleandro Nerium Oleander La vasta diffusione dell’oleandro, dunque, non si lega solamente alla relativa semplicità di coltivazione, ma anche al suo elevato potere decorativo. La coltivazione e la cura devono però essere accompagnate da una particolare attenzione, in quanto si tratta di una pianta velenosa. Le operazioni di potatura o di innaffiatura devono quindi essere effettuate tramite l’utilizzo di guanti, mentre occorre fare attenzione affinché i bambini non ingeriscano accidentalmente fiori o foglie. Un infuso contenente estratti di oleandro potrebbe infatti provocare aritmia cardiaca e, se il veleno viene ingerito in grandi quantità, causare il decesso. I glicosidi responsabili dell’aritmia sono contenuti in ogni parte della pianta: da qui la necessità di fare attenzione e lavorare rigorosamente con i guanti per ogni operazione. In caso di avvelenamento, è necessario contattare al più presto il più vicino centro antiveleno, per provvedere alla somministrazione di un antidoto che, se utilizzato in tempo e proporzionalmente alla quantità di veleno con il quale si è entrati a contatto, risolverà la situazione. Allo stesso modo, la tossicità della pianta può presentarsi anche utilizzandone il legno per creare un fuoco o cuocere alimenti alla griglia, in spazi aperti. Meglio evitare, inoltre, di utilizzare per qualsiasi scopo acqua che è stata a contatto con parti della pianta.


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