Pyracantha coccinea

Pyracantha coccinea: da dove viene, perché si chiama così

La pyracantha coccinea è un arbusto rampicante, sempreverde, appartenente alla famiglia delle Rosacee ed originario dell'Europa sud orientale e dell'Asia minore. Il nome del genere deriva dai termini greci pyr, fuoco, e acanthos, spine, e significa pertanto spine infuocate, mentre l'appellativo specifico viene dal latino, e significa di colore scarlatto: entrambi fanno riferimento al colore che assume la pianta quando in autunno si ricopre di bacche rosse. In Italia si trova anche allo stato spontaneo, e viene comunemente chiamata Agazzino. Per il fogliame denso e spinoso è molto usata per formare siepi impenetrabili, a scopo difensivo ed ornamentale allo stesso tempo, per il suo gradevole aspetto. Data la sua capacità di resistere all'inquinamento atmosferico, è particolarmente adatta ad essere utilizzata nei parchi cittadini. Ne sono state prodotte numerose varietà di diversi colori e dimensioni.
Bellissima siepe di pyracantha coperta dai suoi frutti

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Come si presenta, le caratteristiche di fiori e frutti

La bellissima fioritura della pyracantha coccinea La pyracantha coccinea ha l'aspetto di un arbusto cespuglioso, dai folti rami spinosi, che può raggiungere i 3-4 metri d'altezza. Le foglie sono lunghe 2-6 cm, di colore verde scuro e lucide nella pagina superiore, più chiare in quella inferiore, coriacee, alterne, appuntite, seghettate e molto fitte. L'abbondante fioritura avviene in tarda primavera, ed è costituita da una gran quantità di piccoli fiori a stella, bianchi o rosati, dotati di cinque petali, riuniti in grappoli e dall'intenso profumo. In autunno ai fiori succedono i frutti, che ricoprono la pianta praticamente per tutto l'inverno. Hanno l'aspetto di bacche, o piccole mele, di colore rosso acceso o nero bluastro, e si riuniscono in grappoli molto decorativi. Sono commestibili ma, in quanto amari ed astringenti, preferibilmente previa cottura, sono infatti spesso utilizzati per preparare marmellate.

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Le esigenze colturali: terreno, luce, acqua

I caratteristici frutti della pyracantha coccinea La pyracantha coccinea è un arbusto rustico che si adatta a qualsiasi terreno, anche povero o sassoso, l'importante è che sia ben drenato e ben esposto. La posizione può essere sia soleggiata che a mezz'ombra. Non ha particolari esigenze climatiche, non teme nè il gelo, può resistere fino a meno 15 °C, nè il caldo estivo. Non ha neanche bisogno di annaffiature frequenti, sarà sufficiente fornire dell'acqua solo quando necessario, magari più spesso in estate. Si può riprodurre sia per semina, in primavera, che per talea semilegnosa, in estate. Le piante lasciate allo stato naturale non richiedono interventi di potatura; se invece le si utilizza per formare siepi, dopo averle piantate a 50-70 cm una dall'altra, per mantenere la forma e la dimensione è necessario sfrondarle regolarmente 2 o 3 volte l'anno. E' utile fornire un apporto nutrizionale in primavera e autunno con un concime organico a lenta cessione.


Le malattie che più spesso colpiscono la pyracantha coccinea

Pyracantha coccinea innevata Oltre che per le caratteristiche fisiche, la pyracantha coccinea è molto utilizzata per formare siepi in quanto molto resistente, sia alle condizioni climatiche avverse, sia all'aggressione di insetti e parassiti. A volte può capitare che si presentino afidi o cocciniglia, ma non provocano grossi problemi. Ciò che, invece, può veramente mettere in pericolo la vita stessa della pianta sono il colpo di fuoco batterico ed il marciume radicale. Il primo è causato da un batterio proveniente dall'America del Nord, che vive sulla corteccia delle piante ed in determinate condizioni, di solito tra primavera ed estate, riesce a penetrare all'interno attraverso tagli o rami spezzati ed a svilupparsi molto rapidamente, provocando in tempi brevi la morte. La pianta presenta foglie rovinate e rinsecchite, all'inizio sembra sia stata colpita da fiammate di calore. Purtroppo non c'è molto da fare, se non eliminare subito la pianta malata per evitare che vengano contagiate quelle vicine. Il marciume radicale, invece, è facilmente evitabile in quanto si sviluppa solo in presenza di eccessiva umidità del terreno, causata il più delle volte da ristagni d'acqua persistenti.




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