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Salice piangente

Aggiornato il 27 gennaio 20174 capitoli4 domande frequenti
Salice piangente

Tecniche colturali

Il Salice piangente appartiene al gruppo Salix, genere di piante legnose che assieme al Populus costituisce la famiglia delle Salicacee, comprendente circa 600 specie. La distribuzione interessa in prevalenza le zone temperato-freddo dell'emisfero boreale e mancanti in quello australe. Si tratta di piante legnose con portamento arboreo. Il salice piangente necessita di annaffiature regolari, abbondanti e costanti nel corso del tempo: infatti teme la siccità e per sua natura cresce prevalentemente in suoli costantemente bagnati, nei pressi di corsi d’acqua e laghi. Questo albero predilige un'esposizione soleggiata per potersi sviluppare al meglio, sopporta freddo e gelate intense senza problemi e può vivere anche in condizioni proibitive per altre piante, con terreni costantemente impregnati e acqua ristagnante.

Le caratteristiche

Il Salice piangente affida il proprio polline agli insetti per l'impollinazione; la germinabilità dei semi è di breve durata tanto che in coltura la moltiplicazione dei salici si fa di norma per talee di rami. I salici prediligono gli ambienti umidi, i terreni alluvionali e anche nel territorio della penisola italiana è assai facile vedere queste piante in pianura o in montagna, lungo i fiumi, i torrenti e i canali e attorno a laghi e paludi. Il Salice piangente è conosciutissimo e viene chiamato scientificamente Salix babilonica. Appartenente al gruppo dei salici asiatici, cresce come pianta ornamentale e ha ottenuto il suo soprannome per la sua chioma di colore verde chiaro, lunga e cadente e per i rami penduli. Questa specie è stata introdotta in Italia e nel resto dell'Europa nel Settecento dall'originario Medio Oriente.

Il terreno e la concimazione

A parte l'impiego come pianta ornamentale, il Salice piangente serve per aiutare il consolidamento dei terreni. La coltivazione necessita di un ambiente adatto, tuttavia risulta molto semplice. Si tratta di una varietà rustica, che ha bisogno di un terreno fertile e piuttosto umido per svilupparsi al meglio. Si consiglia la messa a dimora in un suolo nudo e acido, profondo, poco drenante e ricco di sostanze organiche. In alternativa è necessario un intervento di concimazione, in modo da garantire il nutrimento alla pianta. In questo caso si consiglia di utilizzare materiale organico maturo perché molto equilibrato. La potatura viene effettuata soltanto se l'esemplare diventa troppo grande. Non bisogna mai piantare il Salice piangente vicino alle abitazioni perché con il tempo può causare danni ai tubi dell’acqua e delle fognature.

Malattie e parassiti

Il salice piangente viene riprodotto generalmente per talea: si tagliano gli apici semi-legnosi e si mettono a radicare le talee in contenitori trasparenti. Lo sviluppo procede con grande rapidità e le piantine vengono successivamente messe a dimora. Gli esemplari di questa specie sono abbastanza sensibili all'azione dei parassiti animali, dei funghi e delle malattie. In particolare bisogna fare attenzione ai parassiti rodilegno e ai cancri rameali. Infatti il salice piangente si caratterizza per avere un legno abbastanza fragile: di conseguenza può accadere piuttosto di frequente che basti poco per danneggiare i fusti più sottili. I bruchi rodilegno possono provocare la morte della pianta se non vengono debellati velocemente con prodotti appositi, da acquistare nei punti garden. Molto pericolosa è anche la ruggine, che danneggia le foglie.

Domande frequenti

  • Dove è consigliabile piantare il Salice piangente?
    Il Salice piangente richiede spazi ampi e umidi, ideali sono le vicinanze di corsi d'acqua, laghi o zone con falda acquifera superficiale. È fondamentale evitarne la coltivazione vicino ad abitazioni, infrastrutture o tubazioni: le sue radici aggressive e la crescita rapida possono causare seri danni ai sistemi fognari e idrici. Predilige esposizioni soleggiate e terreni alluvionali o paludosi, dove può attecchire perfettamente grazie alla sua natura igrofila.
  • Come si moltiplica correttamente il Salice piangente?
    La moltiplicazione avviene quasi esclusivamente per via vegetativa tramite talee, poiché i semi hanno una germinabilità brevissima. Si prelevano apici semi-legnosi dai rami e si collocano in contenitori trasparenti per favorire il radicamento. Il processo è rapido e vigoroso: una volta sviluppate le radici, le giovani piantine vanno trasferite immediatamente a dimora definitiva per garantire uno sviluppo ottimale e robusto.
  • Quali cure richiedono irrigazione e concimazione?
    L'irrigazione deve essere regolare, abbondante e costante nel tempo, poiché la pianta teme fortemente la siccità e prospera in suoli sempre umidi. Per quanto riguarda la nutrizione, il terreno ideale è già fertile e ricco di sostanza organica. Se il suolo è povero, è necessaria una concimazione con materiale organico maturo ed equilibrato per supportare la crescita rigogliosa e la salute generale dell'albero.
  • quali sono i principali nemici e rischi fitosanitari?
    Il Salice piangente è soggetto ad attacchi di parassiti animali come il Rodilegno, funghi patogeni e malattie crittogamiche. Il Rodilegno è particolarmente pericoloso: se non trattato tempestivamente con specifici prodotti, può uccidere la pianta. Inoltre, soffrono di ruggine fogliare e cancri rameali. Un fattore di vulnerabilità è la fragilità del legno: i rami sottili si spezzano facilmente sotto stress fisici o climatici, richiedendo attenzione nella gestione della chioma.

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