Uccello del paradiso

Uccello del paradiso: origini e introduzione in europa

L'uccello del paradiso, è una pianta originaria delle foreste dell'Africa meridionale. Essa fù introdotta dal botanico Banks alla fine XVIII secolo. Banks era anche il curatore e direttore dell'orto botanico reale di Londra (Royal Botanic Kew's Garden). Alla morte di Re Giorgio III, per rallegrare la vedova Sofia di Strelitz, si fece inviare dalla colonia Sud-africana questa pianta, a cui è stato dato il nome di Strelitzia proprio in onore della regina. Anche in Italia furono introdotti da un Inglese. Thomas Hanbury, che lavorò molti anni con Banks, decise di crearne una piccola piantagione nei suoi giardini della costa ligure, regione italiana di cui era follemente innamorato. In Italia la Strelitzia divenne una vera e propria moda, che la fece divenire una delle piante più ricercate dagli appassionati di fiori.
Fiore di Sterlitzia

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Uccello del paradiso: le varietà

Strelitzia Alba Quando diciamo "uccello del paradiso" usualmente identifichiamo una sola pianta, ma in realtà a livello botanico, con questo nome si identifica una famiglia di piante, composta da ben quattro specie differenti. La Strelitzia che conosciamo noi, dai fiori arancioni e blu, è la Strelitzia Reginae. La prima introdotta in Europa dal botanico Banks. Si sviluppa in forma cespugliosa e produce 5 o 6 fiori. La Strelitzia alba invece, con fiori blu scuro/ viola e bianchi, si estende più in altezza arrivando fino ai 10 metri. La Strelitzia juncea invece ha il fiore molto simile alla reginae, ma arriva solo ai due metri di altezza. Infine la Strelitzia Nicolai, è originaria del sud America, con fusto legnoso e foglie larghe (al contrario delle altre strelitzie che hanno foglie allungate) che possono arrivare fino ai tre metri. La pianta può arrivare agli otto metri di altezza, e i fiori sono di colore azzurro.

  • Pianta dell'uccello del paradiso L'uccello del paradiso è una pianta perenne conosciuta anche con il nome di strelitzia. Appartiene alla numerosa famiglia delle musaceae e ne esistono diverse specie diffuse in tutta la fascia tropica...

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Uccello del paradiso: semina

Semi di strelitzia Prima di seminare le vostre Strelitzie o uccelli del paradiso, sappiate una cosa: le piante non fioriscono prima del quinto anno di età, e sono molto longeve; alcune piante registrate hanno superato i 100 anni di vita. La semina può essere effettuata durante tutto l'anno, se si presta attenzione però alle temperature.La temperatura ottimale dev'essere compresa tra i 15° e i 25° centigradi. Può essere coltivata all'aperto se vivete in una regione mite come il sud Italia, altrimenti è consigliabile coltivarla all'interno. Ama la luce del sole, anche diretta. Evitare di esporla a luce diretta solo nelle ore più calde dell'estate. Predilige l'aria pulita, quindi se la coltivate in casa, fate cambiare sempre l'aria, ma evitando di esporla a correnti fredde. L'annaffiatura dev'essere abbondante, ma attenzione a non inzuppare esageratamente il terreno. Se esso è umido dall'innaffiatura precedente non aggiungete acqua. La Strelitzia nei mesi di Giugno Luglio entra in riposo vegetativo, quindi irrigatela moderatamente. Può essere travasata fino ai 5 anni, dopodiché il travaso potrebbe costarvi il blocco della fioritura.


Uccello del paradiso: riproduzione

Pianta di Strelitzia reginae Usualmente l'uccello del paradiso si riproduce attraverso i suoi semi. Però iniziando a fiorire al quinto anno, dovrete aspettare questo tempo se volete nuove piante utilizzando questa tecnica. Un'altra tecnica è per divisione della pianta, ma se non fatta da mani esperte può risultare pericolosa, poichè può danneggiare la pianta madre a livello mortale. Nel periodo di Giugno togliete la pianta dal vaso e con un coltello molto affilato si divide in due la massa di radici. Verranno poi le singole porzioni piantate in vasi separati. Se avrete eseguito in modo corretto, e le radici attecchiscono bene, dopo un mese e mezzo avrete una nuova pianta. Un ultimo consiglio: le strelitzie amano l'umidità nell'aria, ma non nella terra. Le radici possono marcire facilmente, quindi attenzione ad utilizzare un terreno ben drenato.




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