Kalanchoe cura

Le kalanchoe: i luoghi d'origine, perché si chiamano così

Il genere Kalanchoe appartiene alla famiglia delle Crassulaceae e comprende un centinaio di specie di piante grasse perenni, molto diverse tra loro, annuali o biennali, dall'aspetto di arbusti o piante erbacee. Essendo piante grasse possiedono radici, foglie e steli più grossi del normale, in quanto vi accumulano riserve d'acqua che permettono loro di sopravvivere anche in condizioni di siccità. Sono piante rustiche, coltivate soprattutto a scopo ornamentale per l'originalità del fogliame e l'appariscente e prolungata fioritura. Sono originarie di Arabia Saudita, Yemen, America meridionale, Africa australe e Asia, ma in particolare del Madagascar. Il primo a descrivere il genere è stato il botanico francese Michel Adanson nel 1763, che ha attribuito a queste piante il nome Kalanchoe, latinizzando l'antica denominazione cinese kalan chau, ancora in uso in Oriente. La prima a giungere in Italia, nel 1922, è stata la Kalanchoe blossfeldiana che prende il nome dal botanico tedesco Blossfeld, che la introdusse in Europa.
Bell'esemplare di Kalanchoe thyrsiflora

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Le specie più conosciute: blossfeldiana, beharensis, thyrsiflora

Bellissima fioritura di blossfeldiana La più conosciuta ed amata, spesso chiamata semplicemente kalanchoe, è sicuramente la blossfeldiana, piccola e graziosa pianta perenne originaria del Madagascar. Raggiunge un'altezza di 30 cm ed ha foglie carnose, di un verde lucido, con margini ondulati o dentellati. La fioritura avviene in inverno e porta fiori tubolari, anche doppi, di vari colori, rosso vivo, bianco, giallo.La più grande è la beharensis, da Behara, località del Madagascar meridionale da cui proviene. A lenta crescita, in Italia è alta in media meno di un metro e raramente fiorisce, ma nella sua terra d'origine, e dove le condizioni ambientali sono simili, può raggiungere un'altezza di 6 metri. Caratteristiche sono le grandi foglie triangolari, lunghe circa 20 cm, di colore grigio verde e ricoperte da una leggera peluria, per le quali è anche chiamata kalanchoe dalle orecchie d'elefante. La thyrsiflora è molto decorativa, alta in media 60 cm, le sue foglie sono di un verde pallido con margini rosati, ed i fiori gialli sono riuniti in spighe. Il nome significa dai fiori a pannocchia.

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Le esigenze colturali comuni a tutte le specie

Esemplare di Kalanchoe daigremontiana Nonostante la grande varietà che contraddistingue il genere, in linea di massima la cura delle kalanchoe deve seguire le stesse regole. La temperatura ideale è intorno ai 20 °C, mai comunque sotto i 10 °C. La posizione deve essere molto luminosa ma al riparo dal sole diretto, almeno nelle ore più calde dell'estate. Come substrato si può usare quello per piante grasse o del terriccio universale mischiato a sabbia, l'importante è che sia ben drenato per evitare i pericolosi ristagni d'acqua. Non necessitano di frequenti annaffiature, sarà sufficiente dare l'acqua 1 volta ogni due settimane in autunno-inverno, 1 o 2 volte a settimana in primavera-estate. Nelle regioni dove l'inverno è mite è possibile sistemarle all'aperto, altrimenti stanno altrettanto bene in casa.La riproduzione può avvenire per semina o per talea fogliare. E' preferibile il secondo metodo, più comodo ed efficace. Le talee si ottengono recidendo le foglie intere alla base o tagliando le più grandi in porzioni, e si lasciano un paio di giorni ad asciugare al sole; poi si immergono in un terriccio umido finché i germogli nati sul margine non saranno abbastanza grandi per essere piantati.


Kalanchoe cura: Gli interventi necessari nella cura delle kalanchoe

Bell'esemplare di Kalanchoe beharensis La cura delle kalanchoe non richiede attenzioni particolari, sono infatti piante resistenti. Tuttavia è possibile, naturalmente, che vadano incontro a problemi, spesso provocati da errori nelle condizioni di coltura. Ed infatti possono venire a trovarsi in un ambiente eccessivamente umido, perché le si è annaffiate troppo o se il terreno non è ben drenato, in questo caso le radici possono marcire e le foglie diventano mollicce, è necessario far sì che le piante si asciughino, e se sono presenti funghi applicare un prodotto specifico. Se, al contrario, vengono tenute in un ambiente troppo caldo e asciutto possono essere soggette ad attacchi di cocciniglia e afidi, che ne disturbano lo sviluppo e determinano la caduta dei fiori. E' molto importante eliminare i fiori appassiti, perché possono essere veicolo di infezioni o favorire la diffusione di muffe. Dopo la fioritura è opportuno potare energicamente la pianta per darle vigore. Di solito non è necessario rinvasarla, anzi non è consigliabile che le radici abbiano più spazio del necessario. Nel periodo della fioritura si può somministrare concime per piante succulente ogni 15-20 giorni.


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