Piante grasse coltivazione

Le piante succulente: caratteristiche generali comuni

Le piante succulente, comunemente chiamate grasse, appartengono a diverse famiglie botaniche che, pur presentando notevoli diversità, hanno in comune determinate caratteristiche dovute all'adattamento a climi particolarmente aridi. I processi respiratori e traspiratori sono ridotti al massimo e sono presenti particolari tessuti capaci di accumulare notevoli quantità d'acqua, nei periodi di pioggia, che poi viene rilasciata al momento del bisogno, nei lunghi periodi di siccità che caratterizzano i luoghi d'origine. Le foglie, i fusti e le radici hanno l'aspetto spesso e carnoso. Molte specie hanno trasformato le foglie in spine e trasferito la funzione clorofilliana al fusto. Le dimensioni sono generalmente ridotte, come l'accrescimento, e ciò facilita la coltivazione in vaso. Esistono però specie giganti che, nelle condizioni ideali, possono raggiungere anche i 12 metri d'altezza. L'origine è varia e piuttosto misteriosa, le Cactaceae, ad esempio, provengono da Centro America, le Aizoaceae e le altre prive di spine dal continente euroasiatico.
La grande varietà delle piante grasse

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Le famiglie di piante grasse più amate e diffuse

Bellissimo esemplare di pianta grassa La coltivazione delle piante grasse non richiede cure eccessive, ma rende molto dal punto di vista estetico, per l’aspetto originale ed esotico di tali piante. Appartengono a diverse famiglie, con centinaia di specie diverse per forma, colore, dimensioni e ne vengono scoperte sempre di nuove. La famiglia delle Agavaceae comprende l'agave, pianta centenaria utilizzata anche per le foglie ricche di fibre e da cui si ricavano bevande, quali ad esempio la tequila. Tra le Aizoaceae ricordiamo il Lithops, "pietra vivente", molto originale, costituito da una coppia di foglie trasformate in fusti di forma conica, saldati insieme, che ricordano una pietra. Le Lampranthus, di aspetto rustico e cespuglioso, colpiscono per la spettacolare fioritura e sono molto adatte per creare giardini ed aiuole. Le Cactaceae hanno un apparato radicale molto profondo e un fusto che assume forme e dimensioni molto varie, ricordiamo l'Opuntia, il classico fico d'india, che produce i noti e saporiti frutti. La famiglia delle Crassulaceae è la più numerosa, comprende centinaia di specie molto apprezzate per bellezza e facilità di coltivazione, come la Kalanchoe.

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Le regole da seguire nella coltivazione delle piante grasse

Esemplare di Echeveria Imbricata Adattate ad ambienti molto aridi, le succulente sono robuste e resistono a lunghi periodi di siccità, per cui non subiscono gravi danni se le annaffiature sono scarse e le temperature elevate. Sono invece in difficoltà in caso di scarsa illuminazione e basse temperature, che non dovrebbero scendere sotto i 5 °C. Dove l'inverno è rigido non possono stare all'esterno, se non in piccole serre, ma, d'altra parte, in casa è necessario fare attenzione al riscaldamento, che non dovrebbe superare i 20 °C, considerando che le piante avrebbero bisogno comunque di un periodo di temperature più basse, tra 7 e 5 °C, per il riposo vegetativo invernale. La regola più importante nella coltivazione delle piante grasse è che il terreno deve essere mantenuto ben drenato, per evitare i pericolosi ristagni d'acqua, pertanto le annaffiature devono essere contenute, in media circa 1-2 al mese, da aumentare a 5-6 in estate. Ad inizio primavera è opportuno fornire concime ricco di fosforo e potassio e povero di azoto, per stimolare la crescita e la fioritura. Le piante grasse non necessitano di potatura, se non in casi eccezionali per rimuovere parti malate o per ottenere talee.


Piante grasse coltivazione: Come difendere le piante grasse dalle malattie

Bellissime piante grasse Per avere piante grasse sane e prospere, è necessario innanzitutto trovare la giusta collocazione e prestare le cure adeguate, annaffiando senza eccessi, eliminando le parti sofferenti. Se tali condizioni non sono rispettate le piante possono ammalarsi o subire gli attacchi di funghi e parassiti, come acari, afidi, ragnetto rosso e cocciniglia. Nelle succulente in cui le spine hanno sostituito le foglie, spesso è più difficile accorgersi che qualcosa non va. Il pericolo maggiore viene dai ristagni d'acqua che possono far marcire la pianta a partire dalle radici, in questo caso la pianta tende ad ingiallire. L'ingiallimento può dipendere anche da una nutrizione scarsa o errata. Se hanno un aspetto rachitico o il fusto diviene bianco ed esile, probabilmente ricevono poca luce; se il fusto si ricopre di crepe la causa è l'esposizione ad un freddo troppo intenso. In tutti questi casi bisogna modificare la posizione o la tecnica colturale. Ad inizio primavera e inverno, si possono eventualmente effettuare trattamenti preventivi contro i parassiti con insetticidi e fungicidi sistemici.


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