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Aster autunnali: cura dopo la fioritura e divisione dei cespi

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Quando la fioritura volge al termine: le prime cure

Quando la fioritura volge al termine: le prime cure

Gli aster autunnali tengono il giardino in fiore quando quasi tutto il resto è già sfiorito, e proprio per questo conviene osservarli con attenzione nelle settimane in cui i capolini iniziano a sbiadire. Il primo segnale è il colore che si spegne al centro del fiore, seguito dal fogliame che perde tono alla base dei fusti: da quel momento la pianta smette di spingere sulla fioritura e sposta le riserve verso il rizoma. Riduci gradualmente le irrigazioni, perché il terreno fresco che serviva in piena fioritura diventa un problema quando le temperature scendono e l'acqua resta ferma attorno alle radici; questi astri tollerano brevi periodi di siccità molto meglio dei ristagni. Se devi bagnare, dirigi l'acqua al piede della pianta e non sulla vegetazione: le foglie umide a lungo favoriscono muffe fogliari e oidio, due inconvenienti frequenti nelle perenni a fine stagione. Puoi lasciare qualche capolino sfiorito se vuoi raccogliere i semi o se ti piace l'effetto delle infiorescenze secche, tenendo presente che la pianta spenderà comunque energie per portarli a maturazione.

Pulizia dei fusti, concimazione e pacciamatura di fine stagione

Alla pulizia conviene arrivare con calma, senza anticipare il taglio: finché i fusti restano verdi stanno ancora alimentando il rizoma, e recidere troppo presto indebolisce la ripresa. Attendi che la vegetazione degli aster si asciughi e ingiallisca, poi accorcia i fusti a cinque o dieci centimetri da terra con una forbice affilata, così da lasciare un riferimento visibile e non rischiare di vangare sopra la pianta durante l'inverno. Porta via il materiale tagliato invece di lasciarlo sul posto, soprattutto se in estate hai visto foglie macchiate o il velo biancastro dell'oidio: i residui malati sono il primo serbatoio di spore per l'anno successivo. È il momento anche per togliere i tutori o i rami di nocciolo predisposti in primavera per le varietà alte, quelle fra sessanta e centocinquanta centimetri, e per riporli all'asciutto. Chiusa la pulizia, distribuisci attorno al cespo uno strato di sostanza organica ben matura, letame o terriccio di foglie, che le piogge faranno scendere lentamente verso le radici: è l'apporto che gli astri gradiscono in tardo autunno oppure, in alternativa, a fine inverno. Nei giardini con gelate marcate aggiungi una pacciamatura di foglie secche sulla ceppaia, da alleggerire alla ripresa vegetativa per non tenere il colletto umido.

Dividere i cespi: il momento giusto e il gesto corretto

La divisione è l'intervento che tiene in forma gli aster autunnali, chiamati anche settembrini per la fioritura tardiva, perché dopo due o tre anni il cespo si infittisce, al centro si spoglia e i fiori diventano più piccoli e meno numerosi. Il momento utile è duplice: l'autunno, subito dopo la fioritura, quando la pianta entra nel riposo e subisce meno stress, oppure la primavera, appena i nuovi getti affiorano dal terreno e hanno davanti tutta la stagione calda per radicare. Se il terreno è argilloso e l'inverno nella tua zona è lungo e piovoso, rinvia a primavera: una porzione appena divisa che resta nel fango rischia più di marcire che di attecchire. Per procedere scalza il cespo con una vanga tutt'intorno e sollevalo intero, cercando di spezzare poche radici. Separa poi la zolla con le mani dove cede da sola, o con un coltello affilato dove la base è compatta, ricavando porzioni con almeno tre o quattro germogli ciascuna e radici proprie. Scarta la parte centrale legnosa e le radici secche o molli, che non torneranno a vegetare. Porzioni più piccole attecchiscono comunque, ma ti faranno aspettare un anno in più prima di rivedere una fioritura piena.

Rimettere a dimora le porzioni e seguirle nei primi mesi

Le nuove porzioni vanno interrate subito, perché le radici scoperte si disidratano in fretta: se non hai ancora la buca pronta, tienile all'ombra avvolte in un telo umido per il tempo strettamente necessario. Scegli una posizione soleggiata e un terreno fresco ma ben drenato, anche calcareo, condizione che le varietà di Aster amellus gradiscono in modo particolare. Dove possibile sposta i cespi in un'aiuola diversa da quella di partenza, perché dopo qualche anno il suolo risulta impoverito; se devi reimpiantare nello stesso punto, riempi la buca con terriccio nuovo mescolato a letame ben maturo. Interra ogni porzione alla profondità che aveva prima, con il colletto a filo del terreno, e comprimi la terra attorno per eliminare le sacche d'aria. Bagna una volta in modo abbondante alla messa a dimora, poi lascia asciugare la superficie prima di tornare a irrigare. Le varietà nane si prestano anche al vaso, purché il contenitore sia profondo e il substrato drenante; per quelle alte ricorda di rimettere i sostegni già dalla primavera successiva, prima che i fusti si allunghino. Il primo anno la fioritura può risultare più contenuta: è una fase normale, e dall'autunno seguente i cespi di aster rinnovati tornano a coprirsi di capolini.

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