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Erica calluna

Aggiornato il 11 febbraio 20154 capitoli5 domande frequenti
Illustrazione botanica di diverse specie di Ericaceae, tra le quali la Calluna vulgaris

L'erica che non è Erica

Se nel proprio giardino si volesse creare un angolo che resti fiorito anche in inverno, o una bordura dai vivaci colori, si potrebbe pensare di adottare una pianta di erica. Il genere Erica appartiene alla famiglia delle Ericaceae e comprende un grandissimo numero di specie, spesso molto diverse tra di loro, per quanto con caratteristiche simili. All'interno della famiglia c'è però anche un esemplare di genere diverso, ed è la Calluna vulgaris. Morfologicamente, la principale differenza tra l'erica calluna e le altre specie di Erica sta nel numero di petali del fiore. quattro per la calluna, cinque per l'erica. Il nome calluna viene dal greco, e vuol dire spazzare, perché anticamente i rami di questa pianta si usavano per fabbricare le scope. Il nome con cui viene indicata più comunemente in Italia è brugo.

Le caratteristiche dell'erica calluna

L'erica calluna cresce spontaneamente nelle brughiere del nord, ma in Italia si può trovare assai diffusamente in natura nelle zone più aride e fredde delle Alpi e degli Appennini. Come altre piante della famiglia delle Ericaceae, tra le popolazioni nordiche questa pianta ha molti significati simbolici bene auguranti; inoltre, si usa anche per le virtù medicinali che possiede, capaci di curare le infezioni intestinali e delle vie urinarie. L'erica calluna si presenta come un piccolo arbusto che raggiunge al massimo i cinquanta centimetri di altezza. I suoi rami sono coperti da foglie aghiformi, e nel periodo che va dalla fine dell'estate fino al mese di novembre produce dei piccoli fiori color malva, più raramente rosa, che si raccolgono in spighe molto graziose a vedersi. Di solito, è usata come cibo dagli animali selvatici erbivori, quando non si trova altro, in pieno inverno.

Come coltivare l'erica calluna

Per via del suo aspetto ornamentale, dovuto all'abbondante fioritura invernale, sempre più spesso anche alle nostre latitudini si sceglie di coltivare l'erica calluna in giardino. Questa specie ha anche il vantaggio di essere molto resistente, e di richiedere pochissime cure; inoltre, alternandola ad altre specie di erica che fioriscano in altri momenti, sarà possibile creare un angolo sempre ricco di corolle. L'erica calluna si acquista in piantine, che devono essere messe a dimora in un terreno con ph acido, e ben drenante. Infatti, ciò che maggiormente l'erica calluna tema sono gli eccessi ed i ristagni di acqua. Allo stesso modo, però, le è letale anche l'eccessiva carenza di acqua, quindi si deve avere cura che il terreno sia sempre bagnato, anche durante il periodo vegetativo, ovvero in assenza di fioritura.

Come curare l'erica calluna

L'acqua che si deve usare per annaffiare l'erica calluna dovrebbe essere sempre non calcarea, perché il calcare, a lungo andare, potrebbe danneggiarne le radici. Per quel che concerne la temperatura ideale, il brugo resiste bene al freddo, ma non alle gelate: non andrebbe piantato all'esterno in località dove d'inverno le temperature possono scendere sotto i 5 gradi. Al termine della fioritura l'erica calluna va potata, eliminando le parti morte, senza indugiare molto, perché i nuovi boccioli spuntano molto presto, e si potrebbe rischiare di asportarli insieme ai rami secchi. L'erica calluna si può coltivare anche in vaso, per tenerla sul balcone, ed avere una chiazza di colore viva anche in inverno. Il rinvaso, quando diventa necessario perché il cespuglio inizia ad essere tropo grande, va effettuato in primavera, La propagazione avviene per talea.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Calluna e Erica?
    La distinzione botanica fondamentale risiede nel numero di petali dei fiori: la Calluna vulgaris possiede quattro petali, mentre le specie del genere Erica ne hanno cinque. Inoltre, la Calluna appartiene a un genere separato, anche se morfologicamente molto simile alle Eriche. Un'altra differenza pratica è il periodo di fioritura: la Calluna fiorisce tardo-autunnalmente/invernale (agosto-novembre), offrendo colore quando molte altre piante hanno già terminato la stagione.
  • Come si prepara il terreno per piantare la Calluna?
    Il substrato deve essere obbligatoriamente acido e ben drenante. La Calluna teme fortemente i ristagni idrici, quindi il terreno non deve trattenere troppa acqua. È sconsigliabile utilizzare terriccio universale generico se non acidificato. Per garantire il corretto pH, si consiglia di mescolare torba bionda con sabbia grossolana o lapillo vulcanico. Evitare assolutamente terreni calcarei o alcalini, poiché causerebbero clorosi e morte della pianta.
  • Quanto spesso innaffiare la Calluna e che tipo di acqua usare?
    La Calluna richiede un'umidità costante del terreno, ma senza eccedere. Non lasciare mai il substrato completamente secco, specialmente durante il periodo vegetativo, né tantomeno creare ristagni. L'acqua deve essere rigorosamente non calcarea (pioggia, demineralizzata o filtrata) poiché il calcare presente nell'acqua del rubinetto altera il pH del suolo e danneggia le radici, portando rapidamente alla decadenza della pianta.
  • Quando e come potare correttamente il brugo?
    La potatura va eseguita subito dopo la fine della fioritura, generalmente verso la fine dell'inverno o inizio primavera. Elimina i rametti secchi e sfoltisci leggermente la chioma per favorire la ventilazione. Attenzione a non tagliare troppo in profondità: i nuovi boccioli fioriferi si formano molto presto sulla parte legnosa recente, quindi un taglio errato potrebbe rimuovere i fiori dell'anno successivo. Limitati a rimuovere il secco e dare forma.
  • È possibile coltivare la Calluna in vaso sul balcone?
    Sì, la Calluna si adatta perfettamente alla coltivazione in vaso, rendendola ideale per balconi e terrazzi. Utilizza un contenitore sufficientemente ampio per permettere lo sviluppo radicale, assicurandoti che abbia fori di drenaggio efficaci. Rinvasa ogni due anni in primavera usando sempre terriccio acido specifico per acidofile. Ricorda che in vaso l'essiccazione è più rapida: controlla l'umidità più frequentemente rispetto alla messa a terra.

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