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Graminacee ornamentali più belle in autunno

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Scegliere le graminacee ornamentali più belle in autunno

Quali graminacee ornamentali danno il meglio in autunno

Tra le graminacee ornamentali più belle in autunno trovi soprattutto le specie a crescita estiva, che i vivaisti chiamano warm season: Miscanthus, Panicum, Pennisetum e Schizachyrium vegetano con il caldo, fioriscono tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno e proprio in questi mesi cambiano colore, passando dal verde al giallo oro, al rame o al rosso. Le graminacee a crescita primaverile come Calamagrostis, Festuca e Stipa danno invece il meglio a inizio estate, anche se il Calamagrostis acutiflora 'Overdam', con le spighe erette e il fogliame variegato, tiene bene la scena fino alle gelate e occupa poco spazio in una bordura stretta. Se vuoi spighe che catturino la luce bassa della stagione, valuta il Miscanthus sinensis 'Kleine Silberspinne', compatto e con infiorescenze argentate, oppure il Panicum virgatum 'Northwind', dal portamento verticale e dal fogliame che vira al giallo. Per una macchia di rosso scegli lo Schizachyrium scoparium, mentre in mezz'ombra la Hakonechloa macra forma cuscini che in autunno prendono toni ramati. Verifica sempre la rusticità della varietà: il Pennisetum setaceum 'Rubrum', ad esempio, non sopporta il gelo e va trattato come annuale o ritirato in serra fredda.

Terreno drenato e messa a dimora: quando e come piantarle

La scelta della varietà conta poco se il terreno non drena. Le graminacee ornamentali temono i ristagni più del freddo: un suolo che resta bagnato per giorni dopo le piogge autunnali fa marcire colletto e radici, e il cespo non riparte a primavera. Se il terreno è argilloso e pesante, lavoralo in profondità prima dell'impianto e incorpora sabbia grossolana o ghiaia fine, oppure sistema le piante su una piccola aiuola rialzata. Scava una buca larga circa il doppio del pane di terra e colloca il cespo leggermente più alto del piano di campagna, in modo che l'acqua scorra via dal colletto. Il momento migliore per mettere a dimora le specie a crescita estiva è la primavera, quando il terreno si scalda e le radici attecchiscono in fretta; un impianto autunnale funziona nei climi miti, ma nelle zone fredde la pianta entra in riposo senza essersi ancorata e rischia di marcire. Irriga con abbondanza solo alla messa a dimora e nelle prime settimane, poi riduci molto le annaffiature: specie come l'Andropogon gerardii o il Panicum, una volta affrancate, tollerano bene la siccità estiva. Evita le concimazioni azotate di fine estate, perché stimolano una vegetazione tenera che il gelo brucia e attenuano proprio i colori autunnali che stai cercando.

Abbinamenti con fioriture tardive, fogliami argentati e luce radente

Una volta a dimora, le graminacee ornamentali più belle in autunno rendono di più se le abbini a fioriture e fogliami che ne esaltano i toni. Le sfumature rosso brune dello Schizachyrium scoparium 'Ha Ha Tonka' risaltano accanto ai capolini viola degli Aster autunnali e al grigio argento dell'Artemisia; se preferisci un accostamento caldo, affianca al Pennisetum alopecuroides 'Hameln', con le sue spighe morbide color crema, i fiori gialli della Rudbeckia fulgida o le infiorescenze rosate del Sedum spectabile, che poi seccano e restano decorative per tutto l'inverno. Anche la Verbena bonariensis, alta e leggera, si intreccia bene con i culmi senza coprirli. Pensa anche alla posizione rispetto al sole: le spighe danno il meglio in controluce, quindi collocale dove la luce radente del mattino o del tardo pomeriggio le attraversa. Lascia spazio tra un cespo e l'altro, perché il movimento delle infiorescenze nel vento e il fruscio delle foglie fanno parte dell'effetto di un giardino naturalistico. Così anche un angolo modesto della bordura cambia aspetto ogni giorno con la luce e il tempo.

Manutenzione: perché non potarle in autunno e quando dividere i cespi

L'errore più comune è tagliare le graminacee ornamentali in autunno, proprio quando iniziano a dare il meglio. Lascia intatti fogliame e spighe fino a fine inverno: i culmi secchi proteggono il centro del cespo dal gelo e dall'umidità, e con la brina o la neve la pianta resta decorativa quando il resto della bordura è spoglio. Intervieni solo se un cespo si è aperto e allettato per il peso della neve; in quel caso puoi legarlo con uno spago senza tagliarlo. La pulizia si fa tra fine febbraio e marzo, prima che spuntino i nuovi germogli: lega il cespo a fascio, poi taglia il vecchio fogliame a circa 10-15 centimetri dal suolo con cesoie ben affilate, indossando i guanti perché i bordi delle foglie di Miscanthus e Panicum incidono la pelle. Il taglio stimola una ricrescita compatta e ordinata. Con il passare degli anni il centro del cespo tende a svuotarsi: ogni tre o quattro anni, in primavera quando riparte la vegetazione, estrai la zolla, dividila con una vanga affilata e ripianta le porzioni esterne più vigorose. Le tue graminacee ornamentali torneranno dense e manterranno anche in autunno il portamento pieno che le rende belle.

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