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Pianta lupini

Aggiornato il 27 gennaio 20154 capitoli5 domande frequenti
Piante di lupini

Origine e diffusione

Il lupino è una delle più antiche piante di leguminose originarie del bacino mediterraneo. Si adatta molto bene anche ai terreni più aridi e poveri di sostanze nutritive. Ha la caratteristiche di migliorare il suolo dove viene piantata e spesso si adopera proprio per favorire lo sviluppo delle coltivazioni successive di tuberi o altri ortaggi. I semi prodotti dalle piante di lupini contengono elevate percentuali di alcaloidi amari talvolta velenosi che devono essere eliminati mediante prolungati lavaggi successivi. In Italia il numero di coltivazioni dei lupini in questi ultimi anni è letteralmente crollata a causa del progressivo spopolamento delle zone caratterizzate da un terreno arido. Tuttavia alcune coltivazioni a scopo commerciale sono ancora presenti in Calabria ma anche in Puglia, nel Lazio e in Campania.

Caratteri botanici

Le piante di lupini che vengono comunemente coltivate nel nostro continente appartengono a tre diverse specie: il lupino bianco, quello giallo e il lupino blu. In Italia viene coltivata per usi commerciali quasi esclusivamente la varietà bianca poiché si adatta facilmente anche ai terreni più inospitali. Si tratta di una pianta a portamento eretto annuale che può raggiungere anche il metro e mezzo d'altezza. La radice è di tipo fittonante ed è molto robusta. Ospita un gran numero di tubercoli globosi che vengono prodotti direttamente dal rizoma. Le foglie hanno un aspetto palmato e sono composte a loro volta da cinque o nove foglioline dalla forma ovata. Sono glabre sulla pagina superiore mentre appaiono vellutate su quella inferiore. I fiori sono bianchi e vistosi e si presentano raggruppati in racemi.

Esigenze ambientali

Le piante di lupini prosperano soprattutto nei terreni acidi ma non fruttificano in quelli prevalentemente calcarei. Tutte le varietà temono sia i ristagni d'acqua che i problemi causati dall'asfissia radicale. Per tale ragione possono essere messe a dimora esclusivamente nei terreni sciolti e ben drenati. I terreni di origine vulcanica sub acidi che caratterizzano gran parte dei suoli del Lazio e della Campania, sono perfetti per ottenere le migliori produzioni in termini qualitativi e quantitativi. I lupini non temono affatto le gelate e addirittura in alcune zone del sud Italia vengono seminati in autunno per anticipare il raccolto nella primavera successiva. Alle nostre latitudini non ci sono malattie particolarmente dannose che possono danneggiare le coltivazioni in maniera irrecuperabile.

Tecnica colturale

Il lupino viene sovente adoperato come coltura miglioratrice da alternare ai cereali. In autunno, dopo l'avvenuta raccolta del grano e del granturco, si tolgono le sterpaglie rimaste sul terreno. Successivamente si procede con l'aratura a media profondità per arieggiare bene il suolo. La semina del lupino bianco si effettua fra il mese di ottobre e quello di novembre. In genere si posizionano i semi in file parallele che daranno una popolazione pari a 30 piante per metro quadrato di superficie. Per incrementare la produzione si può ricorrere a un'adeguata concimazione prevalentemente fosfatica. Per evitare che le erbe infestanti soffochino la coltivazione durante il suo sviluppo, si può ricorrere all'utilizzo di diserbanti ad uso esclusivo delle leguminose da granella, acquistabili presso i consorzi di agraria.

Domande frequenti

  • Come si eliminano gli alcaloidi tossici dai semi di lupino?
    I semi di lupino contengono alcaloidi amari e talvolta velenosi che devono essere assolutamente rimossi prima del consumo umano. Il metodo tradizionale prevede una serie cospicua e prolungata di lavaggi successivi. Questa procedura è fondamentale per rendere i semi commestibili e sicuri, eliminando il gusto amaro e le sostanze potenzialmente nocive accumulate naturalmente dalla pianta.
  • Quali tipi di terreno sono ideali per coltivare i lupini?
    I lupini prosperano principalmente in terreni acidi, sciolti e ben drenati. Sono particolarmente adatti i suoli di origine vulcanica sub-acidi, tipici di regioni come Lazio e Campania. È fondamentale evitare terreni prevalentemente calcarei, poiché la pianta non vi fruttifica bene. Inoltre, i lupini temono fortemente i ristagni d'acqua e l'asfissia radicale, quindi il drenaggio deve essere eccellente.
  • Quando e come si effettua la semina del lupino bianco?
    La semina del lupino bianco si effettua generalmente tra ottobre e novembre, spesso in autunno dopo la raccolta di cereali come grano o granturco. I semi vanno posizionati in file parallele, mantenendo una densità di circa 30 piante per metro quadrato. Questa tecnica permette alla pianta di svilupparsi correttamente e di sfruttare al meglio le risorse del suolo durante la stagione fredda.
  • Quali sono le principali specie di lupino coltivate in Europa?
    In Europa, e specificamente in Italia per usi commerciali, si coltivano principalmente tre specie: il lupino bianco, il lupino giallo e il lupino blu. Tra queste, il lupino bianco è quasi esclusivamente coltivato commercialmente perché si adatta facilmente anche ai terreni più inospitali e poveri di nutrienti. Le altre specie hanno adattamenti diversi e minori diffusività colturale rispetto al bianco.
  • I lupini migliorano la qualità del suolo? Come funziona?
    Sì, i lupini sono eccellenti colture miglioratrici. Essendo leguminose, hanno radici fittonanti robuste che ospitano tubercoli globosi (rizobi) capaci di fissare l'azoto atmosferico nel terreno. Questo processo arricchisce il suolo di nutrienti, favorendo lo sviluppo di coltivazioni successive come tuberi o altri ortaggi. Vengono spesso usati in rotazione con i cereali per rigenerare la fertilità del terreno.

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