Santolina

Quando annaffiare

La santolina è una pianta sempreverde della famiglia delle Compositae, si presta per essere coltivata in vaso oppure direttamente nel giardino di casa, caratterizzando con il suo sviluppo arboreo ogni punto in cui viene inserita, con le sue profumate e graziose foglie ornamentali. Per quello che concerne le annaffiature, la santolina è un arbusto che necessita di poche attenzioni, principalmente concentrate nella bella stagione, quando sarà necessaria un'irrigazione superficiale due o tre volte al mese. Negli altri mesi dell'anno, se la santolina è piantata direttamente nel terreno, non richiede annaffiature, in quanto grazie alle sue radici molto sviluppate riesce a soddisfare autonomamente il proprio fabbisogno idrico, mentre se riposta in luogo appartato andrà irrigata circa una volta al mese. Una buona norma è quella di annaffiare questo arbusto dal basso, avendo cura di non bagnare le foglie della santolina, in quanto un'immersione troppo continuativa potrebbe danneggiarle.
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Cura e coltivazione

Fiori santolina La pianta della santolina non richiede particolari attenzioni, in quanto è un arbusto autonomo e spesso autosufficiente. Anche per quanto riguarda il clima la santolina si conferma per essere estremamente versatile e resistente, adattandosi anche a climi secchi o addirittura aridi, mentre al contrario il freddo molto intenso può parzialmente danneggiare la santolina. Nel caso di temperature inferiori ai 10°C, è opportuno coprire il terreno con un strato di pacciamatura, ma la natura forte della santolina viene confermata dalla capacità di sopportare anche un copioso manto nevoso, in grado potenzialmente di danneggiare qualche ramo, che comunque ricrescerà nella bella stagione più vigoroso di prima. La santolina predilige un terreno che abbia una buona capacità di drenaggio, con una alta percentuale di sabbia e calcare, ma non disdegna neppure un fondo di tipo argilloso o magro.

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La concimazione

Concime granulare Per la santolina è consigliabile effettuare un trattamento di concimazione organica immediatamente prima della sistemazione delle piantine nel terreno, distribuendo un quantitativo di circa 2 kg di concime ogni mq di superficie da trattare. Una volta correttamente posizionata la santolina nel terreno di coltura, inserendo non più di 3 piante per mq, si può procedere con un trattamento sistematico con fertilizzante liquido indicato per le piante da fiore, addizionandolo direttamente all'acqua per le annaffiature, ripetendo questo trattamento ogni 20 giorni circa. In alternativa al fertilizzante liquido, si possono distribuire alla base degli arbusti di santolina uno specifico concime con formulazione granulare, scegliendolo tra quelli con la caratteristica del lento e progressivo rilascio graduale.


Santolina: Parassiti e malattie

Piante ornamentali afidi La pianta della santolina è alquanto resistente sia dal punto di vista dell'eventuale attacco da parte di parassiti, sia dalla possibilità di contrarre le più comuni malattie caratteristiche del mondo vegetale. L'unico pericolo in cui può sporadicamente incorrere l'arbusto della santolina è rappresentato dall'attacco degli afidi, che sono comunemente denominati pidocchi delle piante. Questi parassiti possono aggredire la santolina nel momento della fioritura, colpendo la pianta nel fogliame e nel fiore, succhiando la linfa vitale e causando un progressivo depauperamento generale della santolina. Il principale sintomo della loro presenza è quello dell'avvizzimento delle foglie, ed in caso di avvistamento dei fastidiosi parassiti bisogna intervenire prontamente con l'utilizzo di un apposito antiparassitario per afidi.


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