Macadamia - Macadamia spp.

Generalità

La macadamia appartiene alla famiglia delle Proteacee ed al genere Macadamia, comprendente due specie coltivate: M. integrifolia e M. tetraphylla, esse si diversificano tra loro per le caratteristiche delle foglie, dei fiori e del frutto. L’albero difficilmente supera i 10 m di altezza, le radici sono superficiali ed i germogli sono di color verde pallido, rosa o rosso. Le foglie sono sempreverdi, disposte a spirale da 3 a 6, di forma lanceolata o ellittica, lunghe 6-30 cm e larghe 2-13 cm, con un margine intero o dentato. I fiori sono piccoli e riuniti in un racemo snello lungo da 5 a 30 cm, il singolo fiore è di color bianco crema o rosa. Non sempre è autofertile, in questi casi è necessaria la presenza di impollinatori, la differenziazione a fiore si verifica nella stagione fredda. Il frutto è una noce con un mallo carnoso e verde, deiscente, che qualche volta rimane chiuso; il guscio è di colore camoscio e molto duro, la noce possiede un gheriglio bianco e la resa in sgusciato si aggira intorno al 30-40 %. In un racemo soltanto l’1-4 % dei fiori allega, però dopo l’allegagione molti frutticini cadono.
Frutti di Macadamia

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Clima e terreno

La Macadamia integrifolia preferisce i climi tropicali, mentre la M. tetraphylla si adatta in quelli subtropicali e temperati caldi, quest’ultima, però, ha una noce meno pregiata. Le temperature ideali per lo sviluppo variano da 10 fino ad un optimum di 25 °C, ci sono delle varietà in grado di resistere fino a – 5 °C ed oltre i 40 °C, ma la fotosintesi oltre i 30 °C si riduce e le piante possono manifestare una clorosi fogliare che si traduce in uno stress da caldo. Questi alberi mostrano una bassa resistenza al vento, per cui a partire dalla messa a dimora vanno protetti mediante frangiventi o ripari. La macadamia predilige terreni fertili, ben strutturati, di rapido sgrondo, subacidi e ricchi di sostanza organica (3-4 %), mentre eccessi di calcare e di fosforo provocano una clorosi internervale in quanto i microelementi, soprattutto il ferro, vengono insolubilizzati. È una specie originaria dell’Australia ed è coltivata anche alle Hawai, negli Stati Uniti, in Guatemala, in Sud Africa e in Israele; nel nostro Paese sono presenti soltanto pochi esemplari in Sicilia.

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Varietà

Mediante il miglioramento genetico si vogliono ottenere cultivar molto produttive, con noci di elevata qualità e completamente deiscenti, resistenti ai venti, breve periodo di raccolta, tolleranti la clorosi, lo stress da caldo e con un’elevata resa in olio. L’unica varietà di Macadamia tetraphylla è Beaumont, la quale si adatta meglio ai climi più freschi, ha una noce che assume un colore caramellato se sottoposta a tostatura, per questo motivo non è idonea all’utilizzo industriale.

Le principali cultivar di Macadamia integrifolia sono Hinde, Ikaika, Kakea, Kau, Keaau, Keauhou, Makai, Mauka, Pahala e Purvis.


Propagazione

La macadamia si moltiplica per seme, per innesto e per talea fogliata, le piantine ottenute da seme sono molto eterogenee ed hanno una lenta messa a frutto. Per anticipare l’entrata in produzione sui semenzali di M. integrifolia, aventi almeno un anno di età, vengono innestate le cultivar migliori. Attualmente si sta cercando di ottenere dei portainnesti tolleranti il calcare. La propagazione per talea fogliata è di facile esecuzione e di buon successo, anche se le piante autoradicate non sono molto gradite in quanto presentano radici troppo superficiali che non garantiscono un buon ancoraggio al terreno.


Tecniche di coltivazione

Le distanze d’impianto impiegate in passato erano di 9-10 m in quadro, attualmente sono 4-5 m sulla fila e 8-10 m tra le file, considerando che le cultivar a portamento assurgente hanno una maggior densità ad ettaro rispetto a quelle espanse. L’entrata in produzione non avviene prima del 4-6° anno. Nella fase di allevamento la potatura mira a costituire un robusto asse centrale, eliminare i rami aventi un angolo troppo acuto, lasciare due brache per nodo nella parte bassa della pianta ed effettuare tagli di ritorno sulla cima per controllare l’altezza dell’albero. Per facilitare le operazioni colturali nella fase di produzione le piante devono essere prive di vegetazione nei primi 70-90 cm.

La concimazione consiste nel somministrare ogni anno 55 g di azoto, 7 g di fosforo e 50 g di potassio per pianta; il fosforo viene distribuito una volta sola mentre azoto e potassio vanno frazionati in cinque interventi: febbraio, aprile, luglio, ottobre e dicembre. L’azoto non va apportato durante la fase di sviluppo della noce in quanto può peggiorare la resa e la qualità del frutto.

Il fabbisogno idrico minimo della macadamia si aggira intorno ai 1000 mm di pioggia ben distribuiti durante l’anno, gli stress idrici nella fase di sviluppo della noce conducono all’ottenimento di frutti piccoli e ad una cascola maggiore. A maturazione il mallo si apre e le noci cadono a terra e vengono raccolte scalarmente a mano o meccanicamente. I principali parassiti vegetali sono il cancro del tronco, l’Armillaria che colpisce le radici, il Fusicoccum e l’antracnosi, che provocano disseccamento della pianta e la botrite, che attacca i fiori in condizioni di umidità elevata. Tra gli insetti vi sono molti lepidotteri che si nutrono di gemme a fiore, foglie e noci.


Macadamia - Macadamia spp.: Caratteristiche dell'olio

In Australia l’olio di macadamia è molto utilizzato per la frittura, grazie alla sua capacità di sviluppare alte temperature e come olio da tavola perché contiene oltre l’85 % di acidi grassi monoinsaturi, il 3 % sia di omega 6 che di omega 3 e si può conservare fuori dal frigorifero per due anni senza deteriorarsi. L'olio di macadamia, ha elevate proprietà di stabilizzazione ossidativa che lo rendono adatto ad essere utilizzato in cosmesi per la realizzazione di creme solari.



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