Perché piantare i bulbilli in autunno e quali cipolle scegliere
I bulbilli sono piccole cipolle in riposo, ottenute l'anno precedente da una semina molto fitta e poi essiccate: metterli a dimora in autunno ti risparmia la fase più delicata del ciclo, quella in cui la piantina nata da seme cresce lenta e viene soffocata facilmente dalle infestanti. Con le temperature in calo e le giornate che si accorciano, il bulbillo emette radici senza fatica e arriva ai primi freddi già ben ancorato, pronto a ripartire appena la stagione si riapre. Per questo le cipolle invernali piantate tra ottobre e novembre danno di norma bulbi più grossi e maturano in anticipo rispetto alla semina primaverile. Scegli varietà dichiarate da impianto autunnale, in genere a bulbo bianco o dorato e a giorno corto: quelle primaverili, messe a dimora adesso, rischiano di salire a seme senza ingrossare. Preferisci bulbilli piccoli, dal diametro di una nocciola o poco più, sodi al tatto e senza germogli già spuntati. I calibri più grandi attecchiscono anche loro, ma dopo il freddo invernale tendono più facilmente a fiorire invece di formare la cipolla.
Quando interrarli e come preparare il terreno
Il momento giusto dipende dal clima della tua zona: lascia ai bulbilli circa quattro-sei settimane di crescita prima che arrivino gelate intense, quindi ottobre nelle zone collinari e del nord, fino a metà novembre dove gli inverni sono miti. Se pianti troppo presto, con terreno ancora caldo, la pianta vegeta molto e si espone alla prefioritura; se pianti troppo tardi, resta senza radici quando gela. Prepara l'aiuola in posizione soleggiata, vangando a una ventina di centimetri e sminuzzando bene le zolle: come per ogni coltura da bulbo, più il terreno è sciolto e drenante, più il raccolto sarà regolare. Se il tuo terreno è argilloso e trattiene l'acqua, alza leggermente la prosa o incorpora sabbia e compost maturo, perché il ristagno invernale fa marcire i bulbilli prima ancora che vegetino. Evita il letame fresco e le concimazioni azotate abbondanti, che gonfiano le foglie a scapito del bulbo e favoriscono le malattie fungine; va bene invece un terreno concimato per la coltura precedente. Rispetta la rotazione e non tornare sull'aiuola dove negli ultimi anni hai coltivato cipolle, aglio o porri.
Messa a dimora: distanze, profondità e pacciamatura
Traccia i solchi a circa 25-30 centimetri l'uno dall'altro e, se il terreno è povero, stendi sul fondo un velo di compost ben decomposto. Disponi i bulbilli a 10-15 centimetri sulla fila, sempre con la punta rivolta verso l'alto: è da lì che esce il germoglio, e un bulbillo capovolto spreca energie per raddrizzarsi o marcisce. Interrali in modo che l'apice resti appena sotto la superficie, a circa 2-3 centimetri: più in profondità il bulbo fatica a ingrossare, più in superficie il gelo e gli uccelli lo sollevano. Premi la terra attorno con le dita perché aderisca bene alle radici. Dopo l'impianto bagna con moderazione, quanto basta per assestare il terreno: in autunno le piogge di solito sono sufficienti e un suolo zuppo è il pericolo maggiore. Copri poi le file con uno strato leggero di paglia o foglie triturate, pochi centimetri, che attenua gli sbalzi termici senza soffocare i germogli. Nelle zone più fredde, se l'inverno porta gelate prolungate, puoi aggiungere un tessuto non tessuto da togliere alla ripresa vegetativa. Arrivi a fine inverno con file già verdi e diverse settimane di vantaggio sulle cipolle seminate a marzo.
Cure invernali, prefioritura e raccolta
Durante l'inverno le cipolle invernali chiedono poco: controlla che la pacciamatura non si sia spostata e che l'acqua non ristagni nei solchi dopo le piogge più forti. Se qualche bulbillo viene sollevato dal gelo o dai merli, ripiantalo subito. Con la ripresa primaverile tieni pulite le file dalle infestanti, lavorando con la zappetta in superficie perché le radici sono poco profonde, e innaffia solo nei periodi asciutti: la cipolla soffre più l'eccesso d'acqua che la siccità. Dalla fine di marzo, se vedi un gambo fiorale rigido che si allunga al centro del ciuffo, spezzalo subito: la pianta andrebbe a seme e il bulbo resterebbe piccolo e poco conservabile, quindi consuma per prime quelle cipolle. Sospendi del tutto le annaffiature nelle ultime settimane e, quando le foglie ingialliscono e si piegano a terra, di solito tra maggio e giugno, estrai i bulbi in una giornata asciutta e lasciali qualche giorno al sole perché le tuniche si asciughino, poi conservali in un luogo arieggiato. Le cipolle da impianto autunnale, specie le bianche, si conservano meno di quelle estive: consumale nel giro di alcune settimane e tieni le varietà primaverili per la scorta invernale.





