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Ortaggi da seminare a ottobre: guida pratica

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Preparare il terreno prima di seminare

Preparare il terreno per gli ortaggi da seminare a ottobre

Prima di scegliere gli ortaggi da seminare a ottobre, libera le aiuole dai residui delle colture estive: piante di pomodoro e zucchine ormai esaurite, infestanti andate a seme, foglie marce che potrebbero ospitare funghi e parassiti. Lavora poi il terreno con una vangatura non troppo profonda, quanto basta per rompere la crosta e far entrare aria; se il suolo è argilloso e tende a compattarsi, aggiungi sabbia grossolana o compost per renderlo più drenante, perché in inverno i ristagni d'acqua sono il pericolo più serio per le radici giovani. È anche il momento giusto per interrare compost maturo o letame ben decomposto: le piogge e il freddo li faranno integrare lentamente, e in primavera la sostanza organica sarà già disponibile per le piante. Evita invece il letame fresco, che scalda il terreno e brucia i semi in germinazione. Se qualche aiuola resterà vuota fino a marzo, valuta un sovescio di segale o veccia: copre il suolo, limita le infestanti e restituisce nutrimento quando lo interrerai. Un terreno soffice, arieggiato e ricco di humus ti ripaga con germinazioni più uniformi e piantine che resistono meglio ai primi freddi.

Spinaci, rucola, valerianella e lattughino: le semine a ciclo breve

Le verdure da foglia sono le semine più affidabili di questo mese, perché germinano in fretta e sopportano bene le prime gelate leggere. Spinaci, rucola, valerianella (che molti chiamano songino o soncino) e lattughino da taglio si seminano direttamente a dimora, in file distanziate quanto basta per passare con la zappa tra una e l'altra. Interra gli spinaci a circa due centimetri di profondità, mentre rucola e valerianella vanno appena coperte con un velo di terra fine, perché i semi sono minuscoli e non avrebbero la forza di emergere da uno strato più spesso. Se il terreno è ancora asciutto dopo l'estate, bagna il solco prima di seminare e poi mantieni l'umidità con annaffiature leggere, solo quando non piove: il suolo deve restare fresco ma mai zuppo, altrimenti i semi marciscono. Tra gli ortaggi da seminare a ottobre questi sono anche i più generosi nel raccolto, perché puoi tagliare le foglie esterne man mano che servono e la pianta continuerà a rivegetare fino a primavera. Se vivi in una zona dove le gelate arrivano presto, tieni pronti un tessuto non tessuto o un piccolo tunnel: bastano pochi gradi in più sotto la protezione per non perdere le piantine appena nate.

Fave, piselli, aglio e cipolle: le colture che svernano in campo

Nelle zone a clima mite, in genere lungo le coste e nel Centro-Sud, tra ottobre e novembre puoi seminare fave e piselli che passeranno l'inverno in campo e daranno il raccolto in primavera, in anticipo rispetto alle semine di fine inverno. Interra i semi a quattro-cinque centimetri di profondità, lasciando una ventina di centimetri tra una buchetta e l'altra sulla fila; per le fave puoi mettere due o tre semi per postarella e diradare poi la pianta più debole. Dove gli inverni sono rigidi, con gelate prolungate, è più prudente aspettare la fine dell'inverno: le piantine giovani resistono a qualche grado sotto zero, ma non a settimane di gelo continuo. Ottobre è anche il periodo dei bulbi: aglio, cipolle da inverno e scalogno si interrano con la punta rivolta verso l'alto, a pochi centimetri di profondità, in un terreno ben drenato e soleggiato. Per le cipolle usa i bulbilli da impianto oppure trapianta le piantine seminate in estate, scegliendo varietà adatte allo svernamento. Queste colture rallentano la crescita durante i mesi freddi e ripartono con vigore appena le temperature risalgono, quindi non preoccuparti se per settimane sembreranno ferme.

Cavoli e altre brassicacee: trapiantare adesso, non seminare

Per verza, cavolo nero, cavolfiore e broccoli il discorso cambia: seminarli in ottobre è tardi, perché le piantine non avrebbero il tempo di svilupparsi prima del freddo. Se vuoi cavoli invernali, procurati le piantine in vivaio e mettile a dimora subito, in un terreno fertile e ben dotato di sostanza organica, dove non abbiano appena vegetato altre brassicacee. Distanziale di almeno quaranta centimetri, perché da adulte occupano molto spazio e con l'aria che circola tra le piante si riducono i problemi di muffe. Al trapianto interra la piantina fino alle prime foglie e compatta bene la terra attorno al colletto, poi annaffia con generosità per far aderire le radici al suolo. Nelle prime settimane, quando le giornate sono ancora tiepide, le brassicacee restano esposte agli attacchi della cavolaia, la farfalla bianca le cui larve divorano le foglie, e delle lumache che approfittano dell'umidità autunnale. Una rete anti-insetto a maglia fine stesa su archetti tiene lontane le farfalle senza bisogno di trattamenti, mentre contro le lumache aiutano i controlli serali e le trappole con la birra. Le piante che superano bene l'autunno formeranno un apparato radicale robusto e ti daranno teste e foglie da raccogliere nei mesi in cui l'orto offre poco altro.

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