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Periodo carciofi

Aggiornato il 19 febbraio 20154 capitoli6 domande frequenti
Coltivazione di carciofi

Clima, terreno e consociazioni nella coltivazione di carciofi

Il carciofo preferisce un clima mite e secco ma può adattarsi anche agli ambienti relativamente freddi. Il freddo moderato favorisce la fioritura, il processo è noto come "vernalizzazione", ma soffre particolarmente gli sbalzi di temperatura, la brina e il gelo. Il terreno svolge un ruolo importante nella crescita della pianta che ha un apparato radicale forte che pur adattandosi a diversi tipi di terreno sfrutta al meglio quello che è profondo, fertile e ben drenato. E’ consigliabile evitare il terreno eccessivamente leggero, preferendo la tipologia argilloso-calcarea, con un PH leggermente acido, ricco di umidità ma senza fenomeni di ristagno dell’acqua, preferibilmente rivolto a sud. Qualche mese prima di dare inizio all’impianto il terreno va concimato con letame e composto maturo, interrandoli a 30-40 cm. di profondità. Vanno eseguite operazioni di zappettatura con lo scopo di arieggiare l’area e qualche giorno prima dell'inizio della coltura è conveniente spargere concime fosfo-potassico nei solchi che ospiteranno polloni e ovoli. Le piante di carciofo sfruttano in maniera favorevole la consociazione con ravanello, fagiolini, piselli e lattuga. http://www.spaincenter.org/

Semina e trapianto dei carciofi

La semina del carciofo in realtà è un impianto nel terreno di germogli, nel caso dei polloni (detti carducci) o di rizomi, provvisti di gemme nel caso degli ovoli. Polloni e ovoli si ricavano quindi dalla pianta che tende a diventare perenne ma è consigliabile coltivare solo per 5 anni allo scopo di non impoverire eccessivamente il terreno. L’impianto dei polloni può essere applicato anche nel periodo autunnale. Esistono cultivar del carciofo che possono sviluppare due infiorescenze annuali, dalla primavera alla fine della stagione estiva per cui il periodo dei carciofi può prolungarsi fino a 8-10 mesi all’anno. I polloni ricavati alla base della pianta si interrano in semenzaio o in vasetti, al coperto, alla fine dell’inverno o in pieno campo in maggio, ad una distanza di circa 1 metro tra di loro. Nelle regioni centromeridionali l’impianto dei polloni può essere effettuato anche in autunno. Gli ovoli vanno distaccati dalla pianta madre in estate, tenuti per qualche giorno riuniti in gruppo e inumiditi, infine i più sani e forti vanno impiantati a pieno campo in buche o solchi a circa 20 cm. di profondità e sostituiti gli ovoli che non attecchiscono.

Cure colturali, concimazione e raccolta dei carciofi

Le piante giovani vanno riparate alla base dello stelo con una pacciamatura di paglia mentre per le adulte si ricorre a una rincalzatura a inizio inverno. Il carciofo esige una notevole irrigazione da distribuire in modo particolare immediatamente dopo l’impianto e lungo tutto l’arco del ciclo produttivo, specialmente in estate. Il terreno va mantenuto libero da erbe infestanti con sarchiature e zappettature, utili anche per arieggiare il terreno. Le piante morte vanno eliminate e sostituite, rimossi i germogli (polloni) alla base delle piante adulte quando non servono per i nuovi impianti perché sottraggono energia vitale, vanno tolte le foglie ammalate o danneggiate. Occorre inoltre fertilizzare il terreno con letame e composto maturo all’inizio dell’inverno. La raccolta dei carciofi viene effettuata a mano, scegliendoli fra quelli con dimensione più adatta, con il diametro in genere di circa di 10 cm., tagliandoli con uno stelo di 10-15 cm, permettendo in questo modo di conservare il prodotto fresco più a lungo. La raccolta va fatta prima che il capolino assuma una colorazione rossastra e le brattee inizino ad aprirsi per non renderlo troppo coriaceo.

Difesa da malattie e avversità nella coltivazione di carciofi

Durante il periodo dei carciofi l’attenzione va rivolta al freddo invernale che le giovani piante temono, mentre dalla primavera all’autunno occorre fare attenzione agli afidi, agli acari e alle larve dei lepidotteri. L’afide nero è un pidocchio che resiste ai rigori dell’inverno, succhia il liquido vegetativo della pianta riducendone la capacità fotosintetica, la nottua del carciofo è una larva che scava gallerie nelle nervature delle foglie arrivando alla base dei capolini. La Vanessa del carciofo è una piccola farfalla le cui larve rosicchiano tutta la foglia, escluse le nervatura. Tra le malattie crittogamiche la peronospora è rara mentre più diffuso è il mal bianco che si manifesta con la presenza sulle foglie di macchie gialle in corrispondenza delle quali appare una muffa biancastra che le porta a seccare. Le operazioni di impianto dei polloni e degli ovoli o di trapianto vanno seguite con cura per verificare che il processo di radicamento e di sviluppo sia regolare, nel caso si osservi debolezza o crescita anomala della pianta si consiglia la sua sostituzione per diminuire le probabilità di sviluppo di parassiti e l'insorgere di nuove malattie.

Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per piantare i carciofi?
    Esistono tre periodi principali per la messa a dimora. La semina tramite ovoli (rizomi) si effettua in estate. L'impianto dei polloni (carducci) può avvenire a fine inverno/inizio primavera (mese di maggio) oppure in autunno, specialmente nelle regioni centromeridionali dove il clima è più mite. In primavera si raccolgono i frutti, mentre l'inverno è il periodo di consumo per i buongustai.
  • Che tipo di terreno e esposizione richiede il carciofo?
    Il carciofo predilige terreni profondi, fertili e ben drenati, di preferenza argilloso-calcarei con pH leggermente acido. È fondamentale evitare terreni eccessivamente leggeri o soggetti a ristagni idrici. L'esposizione ideale è a sud, in pieno sole, poiché la pianta ama la luce diretta. Il terreno va preparato alcuni mesi prima con letame e compost maturi interrati a 30-40 cm di profondità.
  • Come si effettua correttamente la raccolta dei carciofi?
    La raccolta deve avvenire manualmente, selezionando i capolini di circa 10 cm di diametro. È cruciale tagliare il fusto lasciando una lunghezza di 10-15 cm per favorire la conservazione. Bisogna raccogliere prima che le brattee inizino ad aprirsi e il capolino assuma una colorazione rossastra, altrimenti il prodotto diventa coriaceo e meno pregiato. Si eliminano anche i germogli basali non necessari per non sottrarre energie alla pianta.
  • Quali sono le cure colturali essenziali durante l'anno?
    Le cure includono una pacciamatura di paglia alla base delle piante giovani per proteggerle dal freddo e una rincalzatura per quelle adulte a inizio inverno. L'irrigazione deve essere abbondante, specialmente subito dopo l'impianto e in estate. Il terreno va tenuto libero dalle infestanti mediante sarchiature e zappature per arieggiarlo. A fine inverno si fertilizza nuovamente con letame e compost maturi.
  • Con quali ortaggi è consigliabile consociare il carciofo?
    Il carciofo trae vantaggio dalla consociazione con alcune specie ortive specifiche. Le migliori associazioni sono con ravanello, fagiolini, piselli e lattuga. Queste combinazioni aiutano a ottimizzare lo spazio nell'orto e possono contribuire a una migliore salute generale della coltura, purché si rispettino le distanze di impianto (circa 1 metro tra le piante di carciofo).
  • Come difendere il carciofo da malattie e parassiti comuni?
    In inverno proteggere le giovani piante dal gelo. Da primavera ad autunno monitorare afidi neri, nottua e vanessa del carciofo. Attenzione al 'mal bianco' (oidio), che causa macchie gialle e muffa biancastra sulle foglie. Per prevenire problemi, assicurarsi un corretto attecchimento dei polloni e sostituire tempestivamente le piante deboli o con crescita anomala, riducendo così il rischio di infezioni crittogamiche come la peronospora.

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