Il tereno argilloso: le sue caratteristiche intrinseche
ll terreno argilloso contiene oltre il 40% di argilla, composizione che lo rende compatto e di difficile lavorazione da parte dell'uomo. L'argilla presente nel terreno può essere sotto forma di materiali argillosi, alluminio, idrossidi di ferro, silice e humus. La struttura del terreno argilloso può essere granulare o glomerulare, a seconda del basso tasso o meno di sostanza organica. Inoltre, è estremamente poroso e compatto, con una densità apparente bassa quando non è lavorato. Il terreno argilloso possiede buone capacità di ritenzione idrica, tuttavia è, allo stesso tempo, poco permeabile e con un drenaggio complicato. Inoltre, è caratterizzato dalla crepacciabilità: infatti, quando il terreno è asciutto, si formano crepe sia sulla superficie che in profondità. Il terreno argilloso ha ottime capacità di assorbimento idrico, cosa che spesso può portare a frequenti ristagni idrici che si prolungano nel tempo.
La caratteristiche positive e negative del terreno argilloso
Le suddette caratteristiche sono collegati alla carenza di ossigeno nel terreno argilloso: di conseguenza, si può dire che le proprietà del terreno sono vincolate dalla sua struttura. Le proprietà agronomiche del terreno argilloso, invece, si possono distinguere tra positive e negative, collegate entrambe alla sua densità e porosità. Sono considerate proprietà negative la difficoltà nella lavorazione, l'impermeabilità, la plasticità, l'insufficiente stabilità e l'adesività in caso di terreno umido. Il peggior difetto del terreno argilloso è la difficoltà nella lavorazione sia manuale che con mezzi meccanici, mentre l'impermeabilità consente la rapida infiltrazione dell'acqua in superficie e l'altrettanto rapido smaltimento dell'acqua gravitazionale. Al contrario, sono proprietà positive la capacità di assorbimento e di ritenzione idrica. Invece, possono essere positive oppure negative, a seconda del diverso contesto, la crepacciabilità e la capillarità del terreno.
Come realizzare il drenaggio del terreno argilloso
Il drenaggio del terreno argilloso consente di coltivare su questo tipo di terreno non solo piante capaci di tollerare bene l'argilla. La prima cosa da fare per mettere in pratica l'intervento di drenaggio è determinare il livello di pH nel terreno. Esistono in commercio vari tipologie di test, che vanno dal test fai da te in strisce ai kit professionali. Il livello di pH determina il grado di acidità del terreno. Inoltre, è bene effettuare il test anche sull'acqua. Infine, si deve effettuare un test di filtraggio, per capire se il terreno è sufficientemente drenante. Si deve scavare una buca profonda 60 cm e larga 30. Basta riempila d'acqua, lasciare che il liquido venga assorbito e riempirla di nuovo. Se per il drenaggio occorrono da 12 a 24 ore il terreno è argilloso, mentre se occorrono più di 24 ore, si possono piantare soltanto alberi in grado di resistere ad alluvioni. Se si vuole effettuare il drenaggio del terreno argilloso bisogna seguire alcune prescrizioni. Per prima cosa, non si deve mai lavorare il terreno se è umido. Inoltre, il lavoro sarà faticoso, quindi è bene richiedere un aiuto.
Come correggere un terreno argilloso
Attenzione: è bene correggere un'area più grande di quella che si userà, in quando bisogna considerare anche il futuro sviluppo delle radici. La correzione del terreno argilloso si basa sui risultati del test: in alcuni casi bisogna abbassare il pH, aggiungendo sabbia da costruzione o il gesso (che consentono un miglior drenaggio del terreno argilloso) e letame o composti organici. Bisogna iniziare proprio da questi, per poi aggiungere la sabbia e mescolarla al terreno usando un dissodatore. Tuttavia, l'argilla è piuttosto alcalina, quindi spesso è necessario effettuare l'operazione inversa, aumentando l'acidità del suolo. Si possono aggiungere fertilizzanti a base di ammoniaca, oppure zolfo o solfato di ferro, o, in alternativa, un compost di sfagno e semi di cotone. In più, è meglio evitare i sistemi di irrigazione automatici, dato che l'argilla trattiene l'umidità e quindi si rischia di allagare il terreno.
Domande frequenti
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Come si effettua il test pratico per verificare il drenaggio del terreno?Per verificare il drenaggio, scava una buca profonda 60 cm e larga 30 cm. Riempi la buca d'acqua, attendi che venga completamente assorbita e riempiila nuovamente. Misura il tempo necessario affinché l'acqua si esaurisca: se impiega da 12 a 24 ore, il terreno è tipicamente argilloso. Se il drenaggio richiede più di 24 ore, il suolo è estremamente compatto e adatto solo ad alberi resistenti agli allagamenti. Questo test è fondamentale prima di qualsiasi intervento correttivo.
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Quali sostanze si usano per correggere e migliorare il terreno argilloso?La correzione si basa principalmente sull'aggiunta di materia organica come letame o compost, che migliora la struttura. Per favorire il drenaggio si può usare sabbia da costruzione o gesso. È importante valutare il pH: se il terreno è troppo alcalino, si può aumentare l'acidità aggiungendo zolfo, solfato di ferro, compost di sfagno o semi di cotone. In alternativa, fertilizzanti a base di ammoniaca possono aiutare a bilanciare il suolo, rendendolo più lavorabile e traspirante.
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È possibile lavorare il terreno argilloso quando è bagnato?No, è assolutamente sconsigliato lavorare il terreno argilloso quando è umido. L'argilla, se manipolata a umido, perde la sua struttura naturale, diventando plastica e adesiva, il che compatta ulteriormente il suolo e ne peggiora il drenaggio. Il lavoro va effettuato solo quando il terreno è asciutto o appena umido, per evitare di creare zolle indurite che ostacolano la crescita delle radici e riducono l'aerazione necessaria alle piante.
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Come gestire l'irrigazione in un terreno prevalentemente argilloso?In un terreno argilloso, l'irrigazione deve essere gestita con cautela perché l'argilla trattiene fortemente l'umidità, rischiando di causare ristagni idrici dannosi per le radici. È preferibile evitare sistemi di irrigazione automatica che potrebbero somministrare acqua eccessiva senza controllo. Meglio optare per annaffiature meno frequenti ma ben calibrate, verificando sempre l'umidità del suolo prima di intervenire, per prevenire asfissia radicale e marciumi dovuti all'eccessiva saturazione d'acqua.





