Il lavoretto
Una parte fondamentale ed immancabile della vita dell’essere umano è il lavoro: esso lavora per vivere (e non deve mai essere il contrario, si perderebbe il meglio della vita) e molto spesso il suo impiego occupa gran parte della giornata; ma non c’è solo questo tipi di lavoro, bensì c’è anche il “lavoretto”: solitamente con questo termine si intendono quei lavori (a volte veri e propri) che però si praticano per hobby, perché per essi si ha una particolare passione o inclinazione e piace praticarli nel tempo libero o comunque appena possiamo, senza curarci della loro eventuale pesantezza (fisica o mentale) perché essa su di noi fa un effetto positivo, ci aiuta a staccare dalla routine solita. Un esempio di hobby diffusissimo nonostante richieda un grande dispendio fisico è l’hobby dell’orto: tante persone si ritagliano un angolino di giardino per poter piantare due ortaggi, qualche piede di insalata, un albero da frutto piccolino per poter coltivare la loro passione con il lavoro della terra e con tutto ciò che riguarda questo modo; è chiaro che lavorare la terra per mestiere è ben altra cosa, però anche farlo per passione può essere molto impegnativo e va tenuto in considerazione.
Attrezzi da lavoro
Ogni lavoro, si sa, richiede il suo attrezzo specifico, senza il quale non potrebbe essere svolto completamente; ciò succede per l’operaio che senza spatola e carriola non potrebbe nulla, succede per il salumiere che senza coltello ed affettatrice dovrebbe chiudere e succede per il meccanico che senza la sua chiave inglese non sarebbe un meccanico. In un giardino, in un orto accade esattamente lo stesso, occorre l’attrezzo giusto per i vari compiti da svolgere: così troviamo la vanga, la zappa, la pala, il rastrello e poca altra roba. Con questi pochi e semplici attrezzi, peraltro gli stessi che usavano i nostri bisnonni per le stesse operazioni, si può tenere molto decentemente in piedi un giardino, soprattutto se ad essi aggiungiamo una bella dose di voglia di stancarci un po’. Oggi, nell’ambito del giardinaggio, c’è una grande facilitazione a questi lavori, rappresentata essenzialmente dagli attrezzi meccanizzati che oramai si sono molto diffusi grazie ad una qualità di costruzione ed al prezzo che sono rispettivamente saliti e scesi. Essi sono nati specificatamente per il giardinaggio, per renderlo più fruibile e meno faticoso, in modo da attirare sempre più appassionati; alcuni tra gli attrezzi meccanizzati più diffusi sono il tosaerba, il trattorino ed il trituratore.
Troncatori
Tra i tanti attrezzi da lavoro meccanizzato in giardino in questo articolo parliamo e presentiamo il troncatore: esso è un attrezzo che ci aiuta (ed il nome ce lo suggerisce ampiamente) a “troncare” soprattutto dei rami di varie dimensioni, cosa che potrebbe essere sia faticosa che pericolosa (soprattutto per i meno esperti) se compiuta con l’attrezzo classico, che può essere o una forbice da troncatura oppure una sega. La costruzione del troncatore non è molto semplice, perché il movimento automatico che esso deve compiere non è comune; viene prodotto con due lame sovrapposte e leggermente sfalsate, entrambe collegate ad un motore che provvede a muoverle alternativamente avanti ed indietro in modo che taglino ciò che viene posizionato tra di esse. Per far ciò deve anche esser presente un meccanismo che stringa le due lame, altrimenti taglierebbero fino ad un certo punto e poi non troveremo niente più su cui operare. Ciò che c’è da notare è che questa non è l’unica via di costruzione del meccanismo del troncatore, ma a seconda della casa produttrice si possono trovare diverse tecnologie, più o meno efficaci ma anche più economiche o meno; la vera differenza però la fa spesso l’alimentazione del motore che muove il tutto.
Motore e prezzi
Continuando sulla scia del precedente paragrafo, vediamo l’elemento che più contraddistingue i vari tipi di troncatori: il motore; esso può essere, essenzialmente, sia elettrico che a combustione interna (cioè come quello delle automobili). Il motore elettrico è di più recente introduzione (per via del solo recente sviluppo di batterie almeno decenti in potenza fornita e durata garantita) e garantisce solitamente maggiore silenziosità di funzionamento, che in un utilizzo in un giardino di casa può essere un requisito fondamentale per non disturbare né i nostri familiari e né tutto il vicinato; ciò è notevole soprattutto rispetto alla a volte eccessiva rumorosità dei modelli con motore a scoppio (soprattutto di non recente costruzione), che però riescono a garantire una maggiore affidabilità ed ad una più alta durata in uso, dato che non bisogna attendere la batteria che si ricarica ma basta rabboccare il carburante e continuare a lavorare. Come prezzi, i modelli di troncatori con motore elettrico costano di più ma solo perché la loro introduzione è più recente e si vuole sfruttare l’onda dei vari discorsi ambientalisti tanto in voga soprattutto tra i politici bisognosi di arricchire il loro elettorato; in generale il prezzo è dovuto anche alla potenza di taglio, legata al materiale di costruzione delle lame.
Domande frequenti
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Qual è la differenza principale tra un troncatore elettrico e uno a benzina?La scelta dipende dall'uso e dal contesto abitativo. I tronicatori elettrici sono più recenti, garantiscono un funzionamento notevolmente più silenzioso e non producono emissioni dirette, rendendoli ideali per giardini residenziali dove il rispetto del vicinato è prioritario. Tuttavia, sono limitati dall'autonomia della batteria. Al contrario, i modelli a combustione interna offrono maggiore affidabilità operativa e potenza continua, poiché basta rabboccare il carburante senza attendere ricariche. Sono generalmente più robusti e duraturi nel lungo periodo, ma risultano più rumorosi e richiedono manutenzione specifica per il motore a scoppio.
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Come funziona il sistema di taglio del troncatore?Il meccanismo di base prevede due lame sovrapposte e leggermente sfalsate, azionate da un motore che le muove alternativamente avanti e indietro. Questo movimento alternativo permette di effettuare il taglio quando il ramo viene inserito tra le lame. È fondamentale la presenza di un meccanismo di serraggio che stringa le lame contro il materiale: senza questa pressione, le lame taglierebbero solo superficialmente o si fermerebbero prematuramente, impedendo di completare l'intervento sui rami spessi e resistenti.
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Perché i tronicatori elettrici costano spesso più di quelli a benzina?Il prezzo elevato dei modelli elettrici è dovuto principalmente alla tecnologia delle batterie, che devono garantire potenza elevata e durata sufficiente per un utilizzo professionale o hobbistico intenso. Inoltre, il mercato ha sfruttato la crescente sensibilità ambientale, posizionando questi prodotti come alternative 'green'. Nonostante il costo iniziale superiore, l'elettrico offre vantaggi operativi come silenzio e assenza di fumi. Il prezzo finale varia comunque in base alla potenza di taglio richiesta e alla qualità dei materiali utilizzati per costruire le lame.
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È sicuro usare un troncatore invece di forbici o seghe manuali?Sì, il troncatore meccanizzato riduce significativamente il rischio di incidenti rispetto all'uso manuale di grandi forbici o seghe, specialmente per utenti meno esperti. L'attrezzo automatizza il movimento di taglio, eliminando la fatica fisica e il rischio di slittamenti dovuti alla resistenza del legno. Tuttavia, rimane un attrezzo potente: è essenziale rispettare le norme di sicurezza, indossare protezioni adeguate e assicurarsi che il meccanismo di serraggio funzioni correttamente prima di inserire qualsiasi ramo.







