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In natura esistono diverse varietà di viti e non tutte hanno la necessità di essere innestate. L’innesto va praticato, infatti, solo nelle viti nate da seme, mentre quelle nate da precedenti innesti non hanno alcun bisogno di essere innestate. Necessita di innesto la vite selvatica, da cui derivano le varietà di vite più conosciute, ovvero quella europea e quella americana. L’innesto deve essere effettuato tra specie tra loro affini, pena non solo il mancato attecchimento dell’innesto, ma anche la morte della pianta. Non va innestata la vite canadese, pianta rampicante coltivata solo a scopo ornamentale. Questa vite non va usata nemmeno come porta innesto. Sarebbe, infatti, un errore innestare una vite europea o americana su una vite canadese. La vite americana si è rivelata molto resistente ai parassiti ed alle malattie e per questo viene usata come portainnesto a cui aggiungere parti di vite europea.
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Sulla vite si possono praticare diversi tipi di innesti. Tutto dipenderà dalla propria esperienza e dalla propria abilità. Gli innesti maggiormente praticati per la vite sono quelli a spacco e a gemma, ma possono essere eseguite anche diverse varianti dei suddetti innesti, come quello a scheggia, a zufolo, a stella, a triangolo, a ponte e a maiorchina.
L’innesto a spacco della vite si pratica sulle piante adulte, usando uno dei rami più vigorosi del portainnesto, su cui saranno applicate una o più marze, ovvero rami con gemme prelevati dalla vite da usare come nesto ( parte da innestare). L’innesto può essere a spacco semplice o a doppio spacco. Nel primo caso si praticherà una taglio nella parte monca di un ramo legnoso del portainnesto, in cui sarà inserita una sola marza, nel secondo si praticherà un taglio che attraverserà tutto il diametro del tronco del portainnesto, dove ai lati si inseriranno due o più marze. Le marze vanno prelevate dai resti invernali della potatura, attività durante i quali si procede ad asportare dei rami con gemme. Prima dell’innesto, bisogna controllare che le marze siano sane e in buone condizioni e che non presentino lesioni o segni di malattie o depositi di uova da parte di parassiti. Dopo il controllo, le marze vanno trattate con torba umida e spruzzate con fungicida per scopi precauzionali. Durante il periodo precedente all’innesto, le stesse marze vanno conservate in un sacchetto di carta per il pane e poste in un luogo fresco e asciutto. La tenuta dell’innesto a spacco va garantita usando carta adesiva o mastice. Se lo spacco viene praticato sui tralci più giovani della vite ( innesto erbaceo) e per evitare che il vento faccia piegare troppo i rami, si può ricorrere alla legatura dell’intera pianta con dei lacci. Una variante dell’innesto a spacco è quella a scheggia, dove la marza viene inserita in una ferita laterale del portainnesto.
Nella vite, come negli altri alberi da frutto, si può praticare anche l’innesto a gemma. Mentre l’innesto a spacco garantisce maggiori probabilità di attecchimento, quello a gemma può causare risultati alterni e che solitamente dipendono dal tipo di vite e dalla condizione ambientale in cui l’innesto viene effettuato. L’innesto a gemma si pratica usando solo delle gemme prelevate dai rami più sani e vigorosi della pianta scelta come nesto, mentre in quella usata come portainnesto si praticherà un taglio a forma di T, dove sarà inserita la gemma. La gemma si preleva praticando un taglio con il trincetto, sulla parte posteriore del ramo, facendo attenzione a prelevare anche una piccola parte di corteccia, ma senza rami. La tenuta dell’innesto viene garantita da una legatura con nastro isolante. L’innesto a gemma viene chiamato anche a occhio o a scudetto, perché la gemma da prelevare dal tralcio sporge dal centro proprio come se fosse un occhio Lo spessore del ramo del portainnesto, su cui inserire la gemma, deve essere molto piccolo, al massimo un centimetro e mezzo, mentre la gemma va prelevata da tralci lunghi al massimo sei centimetri. Una variante dell’innesto a gemma è quella a maiorchina, che consiste, nell’inserire, in una ferita laterale del portainnesto, una gemma con una piccola parte di corteccia. Quest’ultima tecnica sembra garantire migliori probabilità di attecchimento.
Gli innesti a spacco della vite ( semplice, doppio e a scheggia) si effettuano tra la fine dell’inverno e la primavera, a febbraio o a marzo, mentre quelli a gemma si devono praticare in estate, nel periodo compreso tra luglio ed agosto. L’innesto estivo viene anche detto “ a gemma dormiente”, perché la stessa inizierà a vegetare dalla primavera successiva.
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