Lepidottero

Parassiti delle piante

I lepidotteri

I lepidotteri sono insetti molto diffusi, noti come farfalle. Vivono una parte della vita come bruchi, dove sono pericolosi parassiti per le piante.

di Redazione

09 gennaio 2017

Cosa sono e come si classificano

I lepidotteri sono un ordine di insetti molto numeroso, che raggiunge quasi le 160.000 specie: è secondo solo ai coleotteri. Il nome "lepidottero" deriva dall'unione di due parole greche, "lepis" (squama) e "pteron" (ala) e prende spunto dalle scaglie che ricoprono le ali di questi insetti, più comunemente conosciuti come farfalle e falene (farfalle notturne). I lepidotteri si dividono in quattro sottordini, ma la maggior parte delle specie appartiene a quello della glossata. Si possono suddividere anche in base alle caratteristiche delle ali: gli omoneuri hanno le ali anteriori e posteriori simili, gli eteroneuri invece le ali anteriori più grandi e più ricche di nervature. Al primo ordine tuttavia appartengono solo tipologie primitive e il 99% di questi insetti è collocabile nel secondo gruppo.

Il ciclo biologico

I lepidotteri durante la loro vita trasformano radicalmente il loro corpo, in un processo a quattro stadi chiamato metamorfosi. Nel primo stadio si presentano sotto forma di uova, che gli esemplari adulti depositano in gruppi sulla pagina inferiore delle foglie delle piante. Dalle uova nasceranno le larve, o bruchi. Questi vivranno sulla pianta cibandosi prevalentemente di foglie fino al raggiungimento della maturità: a questo punto smetteranno di nutrirsi e, nel terzo stadio, si trasformeranno in crisalidi, o pupe. La caratteristica delle pupe è quella di rimanere immobili all'interno di un bozzolo o ancorate a un supporto di seta in luoghi riparati fino al momento di trasformarsi in farfalla (quarto stadio). La trasformazione in farfalla prende il nome di sfarfallamento e avviene principalmente tra aprile e maggio e tra luglio e agosto.

Stadio larvale

Allo stato larvale i lepidotteri assumono una forma cilindrica allungata e sono ricoperti di peli o setole sparse o distribuite a ciuffi. Sono privi di ali e si muovono grazie alle zampe toraciche e alle pseudozampe addominali. Sono fitofagi e sono considerati dei pericolosi parassiti delle piante per la loro capacità di divorare in breve tempo anche intere colture. Esistono specie omofaghe, che si nutrono di una sola specie vegetale, come la cavolaia; specie oligofaghe che scelgono tra più specie della stessa famiglia; e infine polifaghe, che si nutrono di piante di diverse famiglie. I bruchi si possono classificare anche in base al modo di attaccare la pianta ospite. Ci sono bruchi defogliatori, ricamatori e minatori. I primi mangiano completamente la foglia lasciandone solo la nervatura; i secondi lasciano un ricamo sulla foglia di cui si cibano; i terzi scavano gallerie nel legno e nelle foglie. Quasi nessuna pianta, infatti, si salva dal bruco, che può infestare fiori, ortaggi e anche alberi.

Le caratteristiche dell'esemplare adulto

Al contrario del bruco, il lepidottero nella sua forma adulta è innocuo per le colture. Si presenta con un corpo costituito da testa, addome e torace con due appendici, le ali e le zampe. Sulla testa sono presenti tre elementi fondamentali per la farfalla: le antenne, gli occhi composti e la spiritromba. Le antenne sono sede di importanti funzioni chimiche e tattili; gli occhi composti hanno la caratteristica di essere costituiti da centinaia di piccole lenti che permettono alla farfalla di orientarsi in volo. La spiritromba, infine, è un apparato boccale simile a una piccola proboscide, che permette alle farfalle di nutrirsi del nettare dei fiori. La farfalla ha due paia di ali membranose, distinte in anteriori e posteriori. Queste sono ricche di nervature e di tubicini (trachee) attraverso i quali passa ossigeno. I variegati colori delle ali delle farfalle svolgono una funzione difensiva.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra lo stadio larvale e quello adulto dei lepidotteri?
    Lo stadio larvale, rappresentato dai bruchi, è la fase dannosa per le piante: i bruchi sono fitofagi, ovvero si nutrono attivamente di foglie, fiori o tessuti vegetali, causando danni significativi alle colture. Possono essere defogliatori, ricamatori o minatori. Al contrario, l'esemplare adulto (farfalla o falena) è generalmente innocuo per le piante. L'adulto non mangia tessuti vegetali ma si nutre di nettare grazie alla spiritromba, contribuendo inoltre all'impollinazione. La distinzione è cruciale perché mentre il bruco va spesso controllato, l'adulto svolge un ruolo ecologico positivo.
  • Come si classificano i bruchi in base alla loro dieta?
    I bruchi si classificano in tre categorie principali in base alla varietà di piante che consumano. Le specie monofaghe (o omofaghe) si nutrono esclusivamente di una singola specie vegetale, come la famosa cavolaia che attacca solo le Brassicacee. Le specie oligofaghe preferiscono piante appartenenti alla stessa famiglia botanica. Infine, le specie polifaghe sono le più versatili e distruttive, poiché si alimentano indifferentemente da piante di famiglie diverse, rendendole difficili da controllare e capaci di colpire un'ampia gamma di giardini e orti.
  • Cosa sono i bruchi minatori e come riconoscerli?
    I bruchi minatori sono una categoria specifica di larve di lepidotteri che non si limitano a mangiare la superficie delle foglie, ma scavano gallerie all'interno dei tessuti fogliari o legnosi. A differenza dei defogliatori che mangiano la lamina fogliare lasciando le nervature, o dei ricamatori che tessono ragnatele sulle foglie, i minatori creano percorsi invisibili o visibili sotto forma di macchie biancastre o marroni sulla foglia. Questo danno interno compromette la fotosintesi e la struttura della pianta, rendendo spesso difficile individuare la presenza della larva senza ispezionare attentamente il fogliame.
  • Qual è il ciclo biologico completo dei lepidotteri?
    I lepidotteri subiscono una metamorfosi completa in quattro stadi distinti. Il primo stadio è quello di uovo, deposto solitamente sulla pagina inferiore delle foglie. Dal uovo nasce la larva o bruco (secondo stadio), che è la fase di alimentazione e crescita attiva. Una volta raggiunta la maturità, il bruco entra nel terzo stadio, diventando pupa o crisalide, rimanendo immobile spesso in un bozzolo o ancorato a supporti protetti. Infine, avviene lo sfarfallamento (quarto stadio), in cui la pupa si trasforma nell'insetto adulto, pronto per riprodursi e riprendere il ciclo.
  • A cosa servono le scaglie sulle ali dei lepidotteri?
    Le scaglie, che danno il nome all'ordine Lepidoptera (dal greco 'lepis' = squama e 'pteron' = ala), rivestono interamente le ali degli adulti. Oltre a conferire la tipica colorazione variopinta necessaria per mimetizzarsi o per la difesa contro i predatori, queste scaglie svolgono funzioni fisiologiche importanti. Proteggono la membrana alare e contribuiscono all'aerodinamica del volo. Inoltre, la struttura microscopica delle scaglie può riflettere la luce in modi specifici, creando effetti iridescenti che aiutano nell'accoppiamento e nella comunicazione tra individui della stessa specie.