Esemplare adulto dorifora

Parassiti delle piante

Coleottero dorifora

La dorifora è un insetto che attacca diverse colture, soprattutto le patate. Si tratta di un coleottero originario del Nord America.

di Redazione

16 febbraio 2017

Caratteristiche dell'insetto dorifora

La dorifora, o Leptinotarsa decemlineata, è un insetto che attacca le piante appartenenti alla famiglia delle solanacee: la pianta maggiormente attaccata è la patata, ma è possibile che attacchi anche il pomodoro e il peperone. Fa parte della famiglia dei Chrysomelidae ed è un insetto dell'ordine dei coleotteri, ha inoltre origini nord americane. Gli adulti si riconoscono per via delle ali anteriori che hanno un colore bianco-giallastro e sopra di esse si trovano dieci linee di colore nero. Il totorace è arancione-rossastro e su tutto il corpo hanno dei puntini neri sparsi. Hanno una lunghezza media di 8-12 millimetri. Le larve, invece, hanno una lunghezza media di 10-15 millimetri e sono di colore arancione-rossastro. Ai lati hanno delle sporgenze rotondeggianti nere. Le uova sono giallastre di forma ellittico-cilindrica e si trovano sulla pagina fogliare a gruppi.

Le fasi del ciclo biologico della dorifora

La dorifora adulta trascorre l'inverno sottoterra, a circa 20-30 centimetri di profondità. Una volta che le temperature si alzano e il terreno si scalda fino a 14°C gli insetti escono, da lì iniziano a nutrirsi subito delle piante. In seguito si accoppiano e depongono le uova nella pagina fogliare inferiore della pianta. Nasce la prima generazione delle larve, le quali si nutrono anch'esse delle piante danneggiandole e continuano l'azione trofica assieme agli adulti, i quali generalmente rimangono sulla pianta. Dopo circa tre settimane le larve raggiungono la maturazione e si interrano nel suolo a circa 10-20 centimetri di profondità, lì si impupano e questa fase dà poi origine alla seconda generazione estiva. Generalmente la dorifora effettua da una a due-tre generazioni all'anno, le quali dipendono però dalle condizioni climatiche e ambientali.

Come eseguire la lotta biologica alla dorifora

Prima di passare all'utilizzo di insetticidi e lotta chimica è possibile combattere la dorifora attraverso la lotta biologica. Si possono asportare le uova dell'insetto manualmente, tuttavia non è una soluzione del tutto efficace in quanto è molto difficile rimuovere tutte le uova: oltre ad essere un'operazione che richiede molto tempo e pazienza, esse tendono ad essere coriacee e questo richiede dello sforzo fisico, specialmente se le piante sono tante. Un altro metodo con maggiore efficacia è quello di applicare la rotazione colturale: bisogna evitare di coltivare lo stesso tipo di coltura solanacea una di seguito all'altra, questo permette di togliere il nutrimento necessario agli insetti che stanno svernando. Infine si possono utilizzare gli insetti antagonisti della dorifora, tutt'ora il metodo più efficace per eliminarla: i coleotteri carabidi e la coccinella septempunctata sono alcuni degli insetti antagonisti.

Come eseguire la lotta chimica

La lotta chimica alla dorifora si applica nei casi di infestazione massiccia e su estensioni molto ampie. È molto importante che la situazione sia valutata da un esperto tecnico e che la distribuzione avvenga lontana dal periodo di fioritura della pianta. L'Actara e il Karate Xpress sono due tipi di pesticidi chimici, ma non sono sempre consigliati. Si possono utilizzare invece, con moderazione, il piretro e il rotenone, due sostanze di origine naturale. Tuttavia bisogna stare attenti nel loro utilizzo in quanto sono molto tossici per i pesci, gli anfibi, i rettili e in parte anche per gli animali a sangue caldo. Inoltre danneggiano anche gli insetti utili perché sono delle sostanze che non hanno selettività. La dorifora è uno tra gli insetti più difficili da combattere, per questo è consigliata la lotta biologica.

Domande frequenti

  • Quali piante vengono attaccate dalla dorifora?
    La dorifora (Leptinotarsa decemlineata) colpisce principalmente le piante della famiglia delle Solanacee. Sebbene la patata sia la sua preferita e la coltura più danneggiata, l'insetto può attaccare anche altre specie affini come il pomodoro e il peperone. Non è limitata esclusivamente alle patate, quindi chi coltiva altre solanacee deve mantenere alta l'attenzione durante la stagione vegetativa.
  • Come riconoscere la dorifora adulta e le sue larve?
    L'adulto è un coleottero lungo 8-12 mm con ali biancastre-giallastre decorate da dieci strisce nere longitudinali. Il torace è arancio-rossastro con puntini neri. Le larve, lunghe 10-15 mm, sono di colore arancio-rossastro e presentano caratteristiche sporgenze rotondeggianti nere sui lati. Le uova, giallastre e a forma di ovale allungato, si trovano raggruppate sulla pagina inferiore delle foglie.
  • Quando appare la dorifora e qual è il suo ciclo vitale?
    Gli adulti svernano nel terreno a 20-30 cm di profondità. Emergono quando la temperatura del suolo raggiunge i 14°C, iniziando subito a nutrirsi delle piante. Dopo l'accoppiamento, depongono le uova sulle foglie inferiori. Le larve schiudono e, dopo circa tre settimane, si interrano a 10-20 cm per impuparsi, generando nuove generazioni estive. Il numero di generazioni annuali varia da una a tre, in base al clima.
  • Esistono metodi biologici efficaci contro la dorifora?
    Sì, la lotta biologica è preferibile. I metodi includono la rimozione manuale delle uova, sebbene laboriosa, e la rotazione colturale per privare gli insetti svernanti della loro fonte di cibo. Il metodo più efficace è l'uso di insetti antagonisti naturali, come i coleotteri carabidi e la coccinella Septempunctata, che predano attivamente la dorifora nelle varie fasi del suo sviluppo.
  • È sicuro usare pesticidi chimici o naturali come il piretro?
    L'uso di insetticidi chimici (es. Actara, Karate Xpress) va riservato a infestazioni massive e sotto supervisione esperta, lontano dalla fioritura. Piretro e rotenone, pur essendo di origine naturale, sono altamente tossici per pesci, anfibi, rettili e animali a sangue caldo, oltre a danneggiare gli insetti utili per mancanza di selettività. Vanno usati con estrema cautela e solo come ultima risorsa.