Cavolaia

Parassiti delle piante

La cavolaia

La cavolaia è una farfalla diurna molto popolare in Italia. I suoi bruchi sono temibili parassiti di cavoli e cavolfiori.

di Redazione

09 gennaio 2017

Informazioni generali

La cavolaia è un insetto che appartiene all'ordine dei lepidotteri e alla famiglia delle pieridi. Principalmente diffusa in Europa, Africa e Giappone, questa farfalla diurna è tra le più grandi e note farfalle conosciute in Italia, dove si può trovare fino ai 2300 metri di altitudine. Deve il suo nome al fatto che, in stato larvale, i bruchi si nutrono voracemente delle foglie delle crucifere. Ne esistono due specie diverse: la cavolaia maggiore (pieris brassicae) e la cavolaia minore (pieris rapae o rapaiola). La cavolaia minore è di dimensioni più contenute e caratterizzata da colori più tenui.La cavolaia, come tutti gli invertebrati, è eteroterma: la temperatura del suo corpo varia secondo l'ambiente. La colorazione delle ali le permette di mimetizzarsi bene con la vegetazione per sfuggire ai predatori.

Caratteristiche morfologiche

La cavolaia nella sua forma adulta ha un corpo composto da capo, torace e addome. Sulla piccola testa sono presenti due occhi composti, ovvero formati da numerose piccole lenti, che le permettono di orientarsi in volo. Sono visibili inoltre due antenne, sede degli organi di senso tattile e chimico. Questo insetto si nutre di nettare succhiandolo dai fiori attraverso la spiritromba, una sorta di piccola proboscide che viene avvolta sotto il capo quando non utilizzata. Il torace ha come appendici due paia di ali e tre paia di zampe. Le ali sono membranose e quelle anteriori sono più grandi di quelle posteriori. Ricche di nervature e tubicini attraverso i quali passa ossigeno, sono color crema con le punte più scure. La femmina si distingue per due punti scuri e una banda nera sulle ali anteriori. L'apertura alare varia tra i 50 e i 60 mm per la cavolaia maggiore e tra i 30 e i 50 mm per quella minore.

Il ciclo biologico

La cavolaia nel corso della sua vita subisce un processo di metamorfosi in quattro stadi che trasforma completamente il suo corpo. Le uova, di colore verde giallognolo, vengono deposte sulla pagina inferiore delle crucifere e alla schiusa nascono le larve, o bruchi. I bruchi della cavolaia maggiore e minore si differenziano per il loro colore: i primi sono di colore verde chiaro a puntini neri, i secondi sono più piccoli e di colore grigio pallido. Le larve, arrivate a maturità, smettono di nutrirsi e diventano crisalidi, o pupe. Queste ultime restano immobili all'interno di un bozzolo o ancorate a un supporti di seta in luoghi riparati fino al momento di  trasformarsi in farfalle (sfarfallamento). Questo processo avviene solitamente da due a quattro volte all'anno. Gli sfarfallamenti principali avvengono in aprile-maggio e luglio-agosto.

Danni e rimedi

La cavolaia adulta non produce danni alle coltivazioni, ma allo stadio larvale è tra i più temibili parassiti di tutte le piante crucifere: cavoli di ogni tipo, cavolfiori, rape e  rapanelli. Due soli bruchi di cavolaia sono in grado di distruggere in poche ore un'intera foglia lasciando solo la nervatura. Per prevenire questa eventualità è consigliabile eliminare manualmente le uova dalle piante prima della schiusa. Se però le infestazioni fossero estese è possibile ricorrere a insetticidi chimici o naturali. I principi attivi usati per i prodotti chimici sono generalmente a base di Imidacloprid e Deltametrina. Esistono tuttavia anche rimedi naturali considerati efficaci nella lotta a questi parassiti. Il piretro, una sostanza estratta dai fiori acquistabile in soluzioni già pronte, è uno di questi, anche se ha la controindicazione di eliminare sia gli insetti nocivi che quelli utili. In alternativa è possibile provare con il Bacillus Thuringiensis, un batterio che neutralizza le larve.

Domande frequenti

  • Come distinguere la cavolaia maggiore dalla cavolaia minore?
    Le due specie si distinguono principalmente per dimensione e colorazione. La cavolaia maggiore (Pieris brassicae) ha un'apertura alare tra i 50 e i 60 mm ed è più grande. La cavolaia minore (Pieris rapae) è più piccola, con apertura alare tra i 30 e i 50 mm, e presenta colori più tenui. Inoltre, la femmina della cavolaia maggiore mostra due punti scuri e una banda nera distintive sulle ali anteriori, mentre i bruchi della maggiore sono verdi con puntini neri, a differenza di quelli della minore che sono grigi pallidi.
  • Quali danni causano i bruchi di cavolaia alle piante?
    Lo stadio larvale è estremamente dannoso per le crucifere, come cavoli, cavolfiori, rape e rapanelli. I bruchi si nutrono voracemente delle foglie, mangiando tutto il tessuto verde tranne le nervature principali. Bastano solo due bruchi per distruggere un'intera foglia in poche ore. La farfalla adulta, invece, non provoca danni alle colture poiché si nutre esclusivamente di nettare. Il danno principale è quindi estetico e produttivo, causato esclusivamente dalle larve.
  • Quando avvengono le principali generazioni di cavolaia?
    Il ciclo biologico della cavolaia prevede generalmente da due a quattro generazioni all'anno, a seconda del clima. Le fasi di sfarfallamento (uscita della farfalla adulta) principali si verificano tipicamente in primavera, tra aprile e maggio, e in estate, tra luglio e agosto. Durante l'inverno, le crisalidi restano immobili in luoghi riparati, attendendo le condizioni favorevoli per completare la metamorfosi e riprendere il ciclo vitale.
  • Come si possono controllare i bruchi di cavolaia in modo naturale?
    Esistono diversi metodi naturali efficaci. Il controllo manuale consiste nell'eliminare le uova verdi-giallastre dalla pagina inferiore delle foglie prima che schiudano. Un rimedio biologico molto efficace è l'utilizzo di Bacillus thuringiensis, un batterio specifico che neutralizza le larve senza danneggiare altri organismi. È disponibile anche il piretro, estratto dai fiori, ma va usato con cautela perché elimina indiscriminatamente sia i parassiti che gli insetti utili per l'ecosistema del giardino.