Afidi

Afidi

Chiamati anche “pidocchi delle piante” o insetti “succhiatori”, sono considerati tra i più temibili parassiti vegetali. Stiamo parlando degli afidi, insetti molto diffusi tra le piante ornamentali e coltivate e spesso causa di ingenti danni estetici ed economici alle colture nostrane. Gli afidi appartengono a una famiglia di insetti chiamata Aphidoidea e all’ordine Rhynchota, che conta circa 68 mila specie di insetti, tra cui le mosche bianche e le cocciniglie. Gli insetti appartenenti a questo vasto gruppo di parassiti, sono molto dannosi per le nostre coltivazioni e gli afidi non sono da meno, visto la loro elevata “aggressività” e resistenza ai comuni metodi di lotta chimica o biologica. L’alta invasività degli afidi deriva dalla loro estrema capacità di adattamento a condizioni avverse e dalle loro abitudini polimorfe. Con il termine “polimorfismo” si indica una diversa modalità di riproduzione dell’insetto, ma anche una capacità di adattamento a diverse condizioni climatiche e a differenti tipi di piante. Gli afidi possono essere sia olifaghi che polifaghi, possono cioè nutrirsi di una o più specie di piante. Ma non solo: possono anche prediligere una sola parte della pianta o più parti. In questo caso si parla rispettivamente di insetto omotopo o eterotopo.
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Caratteristiche

afidi5 Gli afidi sono degli insetti lunghi circa quattro millimetri. Presentano un corpo tozzo di colore verde, giallo, nero, rosa o marrone, con testa e dorso più piccoli dell’addome. Questi insetti possono essere alati o senza ali. Le generazioni senza ali vengono dette “attere”. Le ali, quando presenti, sono ricoperte da una sottile venatura simile a dei rami. Lo stadio larvale degli afidi è rappresentato dalle neanidi, che vivono prevalentemente sulle corteccie delle piante legnose. Gli afidi presentano due differenti modalità di riproduzione: sessuata ed asessuata. Nel primo caso, la fecondazione avviene tramite l’accoppiamento di due esemplari di sesso opposto, nel secondo, avviene solo ad opera della femmina, che produce uova da cui nasceranno esemplari sia maschi che femmine, con o senza ali. La riproduzione unisessuale viene detta anche partenogenesi. Le femmine senza ali, nate per partenogenesi, feconderanno altre uova, da cui nasceranno altri esemplari di entrambi i sessi, sia atteri che alati. Le femmine alate vengono anche dette “migranti”; volano da una pianta all’altra deponendo altre uova e favorendo la propagazione dell’infezione. L’elevata propagazione degli afidi dipende non solo da questi metodi di riproduzione, ma anche dalla velocità della riproduzione stessa e dal numero di uova fecondate, uova che danno vita a più di cinque nuove neanidi al giorno. Queste possono già contenere altri embrioni da cui si formeranno altri insetti. La formazione dello stadio giovanile dell’insetto avviene entro una settimana.


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Pericolosità

afide7 Gli afidi sono molto pericolosi per le nostre piante, per via della velocità di riproduzione che abbiamo appena descritto e per la capacità di adattamento a condizioni ambientali avverse. Anche se prosperano in climi caldi e secchi, gli afidi possono sopravvivere anche in condizioni climatiche più rigide. Le loro uova, infatti, vengono depositate sulle cortecce degli alberi, dove si mantengono protette per tutto l’inverno, in modo da schiudersi in primavera. Appena nate, le neanidi si comportano come l’insetto adulto: succhiano la linfa vegetale della pianta. Il processo di depauperamento vegetale si compie attraverso un apparato boccale molto appuntito che priva la pianta delle sostanze necessarie alla sua sopravvivenza.


Piante colpite

afide8 Gli afidi prediligono la corteccia delle piante legnose, ma ormai colpiscono qualsiasi specie di pianta, da quelle ornamentali, a quelle orticole. Tra le vittime degli afidi ricordiamo la rosa, il melone, la zucca, i cetrioli, altri ortaggi, i legumi ( tra cui i fagioli), le fragole e gli alberi da frutto. L’elenco potrebbe continuare all’infinito, perché gli afidi, ormai, prediligono qualsiasi specie di pianta.


Meccanismo infezione

Gli afidi danneggiano le pianta attraverso un apparato boccale pungente che infetta la pianta in maniera diretta e indiretta. Con l’infezione diretta, l’afide succhia la linfa vegetale della pianta indebolendola, con quella indiretta, inala la saliva nel parenchima vegetale trasmettendo dei virus letali per la specie colpita. L’infezione degli afidi è quasi sempre accompagnata dalla presenza delle formiche, che proteggono questi parassiti perché si nutrono della sostanza zuccherina( la melata) da essi prodotta con i loro escrementi. Gli afidi producono ingenti quantità di melata, che serve proprio a nutrire le formiche. Tra afidi e formiche si crea così un rapporto mutualistico che rende ancora più complicata la lotta a questi parassiti.


Sintomi pianta

I sintomi dell’infestazione degli afidi sono particolarmente evidenti, sia all’inizio che nella fase finale dell’attacco. Intanto è facile distinguere la presenza di questi insetti per via della loro colorazione quasi fluorescente e poi perché la pianta appare molto debole. La linfa vegetale serve per compiere la fotosintesi; il primo sintomo dell’attacco degli afidi è rappresentato proprio dall’ingiallimento e dall’appassimento delle foglie. Perdendo linfa, la pianta si indebolisce, fino a perdere le foglie ed a seccare del tutto. Molto gravi anche i danni indiretti degli afidi. I virus inalati con la saliva provocano la formazione di escrescenze chiamate “galle”. Queste formazioni sono dei tumori vegetali causati da un abnorme crescita del tessuto cellulare della pianta, che si accartoccia e si deforma fino a bloccare il suo sviluppo e la produzione dei frutti. Anche la melata prodotta dagli afidi danneggia irrimediabilmente le piante. Questa sostanza si deposita sulle foglie e sull’intera superficie vegetale, diventando terreno fertile per la riproduzione di funghi parassiti, come le fumaggini.


Cause infezione

La propagazione degli afidi è causata dai climi sempre più secchi ed aridi. Non a caso, questi insetti hanno una diffusione endemica proprio nelle aree temperate, dove si registrano dei notevoli rialzi della temperatura con tendenza alla desertificazione. Per la loro elevata adattabilità, gli afidi resistono anche a temperature più rigide. Questa capacità di sopravvivenza non riguarda l’insetto adulto, ma le neanidi, le cui uova vengono depositate sotto le cortecce degli alberi sopravvivendo nei mesi più rigidi. La schiusa delle uova avviene, invece, nei mesi primaverili o estivi. La nascita delle neanidi in primavera viene spesso anticipata dai climi temperati delle regioni mediterranee. Un’altra causa della propagazione degli afidi è causata dagli eccessivi trattamenti chimici preventivi, che rendono l’insetto immune agli effetti tossici di alcuni anticrittogamici. Anche l’eccessiva concimazione azotata può favorire una più rapida moltiplicazione degli afidi, specie delle femmine che si riproducono per partenogenesi.


Prevenzione

Prevenire la diffusione degli afidi non è sempre facile, vista la loro elevata invasività. Tuttavia, nell’orto o in giardino si possono praticare alcuni utili accorgimenti che possono impedire lo sviluppo e la propagazione di questi insetti. Solitamente, la presenza degli afidi è preceduta da quella delle formiche, che si nutrono della sostanza zuccherina( melata) emessa dai parassiti. Un buon metodo per prevenire la comparsa degli afidi è tenere lontane le formiche con degli insetticidi naturali a base di ortica. Per impedire la sopravvivenza delle uova di afidi nei mesi invernali, è consigliabile aumentare la temperatura del suolo ricorrendo a una buona pacciamatura fatta con paglia o teli di plastica. La pacciamatura non va effettuata in caso di temperatura invernale troppo mite, perché l’eccessivo surriscaldamento del terreno potrebbe provocare la prematura morte delle piante. Nei sistemi agricoli intensivi, specie nel periodo estivo, la prevenzione degli afidi si effettua dimezzando le concimazioni azotate e modificando la temperatura interna delle serre. In tal modo si riescono a dimezzare o ad azzerare completamente le potenziali colonie di afidi.


Lotta

La lotta agli afidi viene effettuata con metodi naturali e sistemi chimici. Questi non sempre danno buoni risultati, per via dell’elevata resistenza di tali insetti. La lotta chimica si effettua con antiparassitari specifici. I più utilizzati sono il Thiaclorid, l’ Acetamiprid e il Thiamethoxam. I fitofarmaci come quelli appena indicati riescono a debellare gran parte delle colonie di afidi, pur non eliminandole completamente. Secondo alcuni studi sperimentali, il prodotto più efficace per gli afidi è il Thiaclorid, che elimina l’85% delle colonie di afidi evitandone la ricomparsa. In caso di infestazione grave e su vasta scala, il fitofarmaco elimina solo il 60% dei parassiti. Di maggiore efficacia, la lotta biologica, che si serve di insetti antagonisti degli afidi, quali coccinelle, crisopa, larve di ditteri, neurotteri, imenotteri, varietà di cimici e alcune specie di uccelli, come rondini e capinere. Anche la lotta biologica incontra dei limiti dovuti ad alcuni sistemi di difesa degli afidi, che secernono una sostanza in grado di paralizzare i loro predatori. La soluzione migliore per combattere gli afidi è rappresentata dalla lotta integrata, ovvero dall’utilizzo di sistemi biologici e chimici. Per ottenere dei risultati apprezzabili, i fitofarmaci devono contenere sostanze specifiche per gli afidi e devono essere utilizzati solo dopo la comparsa dell’infezione e non in via preventiva.

Gli antiparassitari chimici hanno un’azione sistemica, vengono prodotti in forma liquida e si possono aggiungere all’acqua di irrigazione nel caso di trattamenti per piante a fiore ed in vaso. Nelle piante a pieno campo, invece, i fitofarmaci si aggiungono all’acqua per effettuare delle spruzzature sulle foglie. La dose consigliata di prodotto è di 0,50 ml -0,75 ml per litro d’acqua, nelle piante in vaso, e di 0,75 ml – 1 ml, ogni litro d’acqua, per quelle a pieno campo. Gli antiparassitari contro gli afidi vengono venduti in confezioni da 100 o 200 ml. Il costo di questi prodotti rientra nella media di mercato e si aggira intorno ai dieci euro per confezioni da 100 ml e venti euro per 200 ml.




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