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Pidocchi delle rose

Aggiornato il 23 gennaio 20154 capitoli5 domande frequenti
Pidocchi delle rose

Pidocchi delle rose

La rosa è una pianta che viene coltivata molto spesso grazie alla bellezza e alle colorazioni vivaci dei suoi fiori. Purtroppo le piante possono essere attaccate da diversi parassiti che possono provocare danni molto ingenti e portare alla perdita della coltivazione. Le piante possono essere attaccate dai pidocchi delle rose, dai Tortricidi, dal Megachile, dal Ragnetto rosso, dalla Sputacchina, da svariati coleotteri, dalla Cocciniglia delle rosa, da diversi bruchi, dalla Metcalfa e dalle Mosche delle rose. Queste tipologie di parassiti sono in grado di attaccare particolarmente le foglie e i boccioli dei rami in formazione, provocando dei danni che potrebbero essere ingenti e causare la morte della pianta. I pidocchi della rosa in particolare provocano danni succhiando la linfa della pianta.

Pidocchi delle rose

I pidocchi delle rose sono afidi che sono in grado di attaccare le piante e di nutrirsi della loro linfa. Il principale pidocchio delle rose è il Macrosiphum rosae, diffuso dove siano presenti coltivazioni intensive del fiore. Gli afidi hanno una lunghezza massima di qualche millimetro e hanno una colorazione verde o rosata che varia in base alla forma. Gli afidi possono essere sia di tipo alato sia prive di ali e vivono in colonie molto numerose in prossimità dei germogli più giovani o sui boccioli dei fiori che devono ancora schiudersi. Il danno che sono in grado di provocare viene determinato dalla punture di nutrizione per succhiare la linfa. Si potrebbero verificare deformazioni dei germogli con conseguente blocco della crescita e deformazioni dei boccioli che non sarebbero in grado di aprirsi oppure presentando infiorescenze irregolari.

Danni causati dai pidocchi delle rose

Un ulteriore danno che potrebbe essere provocato dal pidocchio delle rose potrebbe essere dovuto all'abbondante produzione di melata che, ricoprendo la vegetazione, potrebbe provocare danni indiretti come le ustioni, l'asfissia, o la formazione di fumaggini, o danni diretti rovinando i fiori con conseguente problema sia estetico sia funzionale. Le ustioni potrebbero essere provocate quando la melata viene colpita dai raggi solari, l'asfissia è una conseguenza dell'occlusione dei pori con i quali le foglie scambiano ossigeno, le fumaggini trovano un terreno adatto alla loro proliferazione grazie all'alto contenuto zuccherino. Le infestazioni iniziano nel periodo primaverile, dopo che gli afidi hanno svernato come uovo, e proseguono durante tutto l'anno fino all'autunno, con diverse generazioni successive.

Lotta ai pidocchi delle rose

La lotta contro i pidocchi delle rose è di tipo chimico e dovrebbe essere effettuato alla comparsa dei primi segnali di infestazione. Prima di poter procedere con un intervento chimico massiccio si dovrebbe considerare che il Macrosiphum rosae possiede nemici naturali. Quindi si dovrebbe prima di tutto verificare quanto sia estesa l'infestazione e valutare se il numero di afidi non possa essere controllato utilizzando i suoi antagonisti. L'afide viene predato o parassitato dai Ditteri sirfidi e i cecidomidi, dai Coleotteri coccinellidi, dai Neurotteri crisopidi, dagli acari Trombididi o dagli Imenotteri Afididi. In caso il numero di antagonisti non risulti sufficiente si potrebbe intervenire con degli aficidi specifici o si potrebbero impiegare prodotti a base di Verticiullium lecanii, un fungo che è in grado di attaccare gli afidi.

Domande frequenti

  • Come riconoscere visivamente un'infestazione di pidocchi delle rose?
    I pidocchi delle rose, scientificamente noti come Macrosiphum rosae, sono afidi di piccole dimensioni (qualche millimetro) con colorazione variabile dal verde al rosato. Si riconoscono facilmente perché formano colonie numerose e compatte, posizionate preferibilmente sui germogli più giovani e sui boccioli floreali ancora chiusi. Un altro segnale distintivo è la presenza di melata appiccicosa sulle foglie sottostanti, che può attirare la fuliggine nera (fumaggine).
  • Quali danni specifici provocano questi afidi alla pianta di rosa?
    Il danno diretto consiste nel succhiare la linfa della pianta, causando deformazioni dei germogli, blocco della crescita e boccioli che non riescono ad aprirsi o fioriscono in modo irregolare. Il danno indiretto è legato alla melata prodotta in abbondanza: questa sostanza può ostruire gli stomi delle foglie causando asfissia, bruciature fogliari per effetto lente dei raggi solari e favorire lo sviluppo di funghi neri detti fumaggine.
  • Quando appare l'infestazione e qual è il ciclo biologico?
    Le infestazioni iniziano tipicamente in primavera, quando gli afidi escono dallo stato di ibernazione sotto forma di uova deposte sulla pianta. Il ciclo prosegue durante tutto l'anno, con diverse generazioni successive, fino all'autunno. La riproduzione rapida permette alle colonie di espandersi velocemente, specialmente nelle coltivazioni intensive dove le condizioni ambientali favoriscono la proliferazione degli insetti.
  • Esistono nemici naturali per controllare i pidocchi delle rose?
    Sì, esistono numerosi antagonisti naturali efficaci. Tra i principali predatori vi sono i Ditteri sirfidi e i cecidomidi, i Coleotteri coccinellidi (le comuni coccinelle), i Neurotteri crisopidi e gli Imenotteri afididi. Inoltre, alcuni acari come i trombididi contribuiscono al controllo biologico. Prima di usare pesticidi, è consigliabile verificare se queste popolazioni naturali sono sufficienti a contenere l'infestazione.
  • Quale trattamento biologico o chimico è consigliato per la lotta?
    Si consiglia di intervenire solo se l'infestazione supera la soglia di tollerabilità gestibile dai nemici naturali. In alternativa chimica/biologica, si possono utilizzare aficidi specifici. Un prodotto biologico efficace è il fungo Verticillium lecanii, che attacca direttamente gli afidi. L'intervento deve avvenire tempestivamente alla comparsa dei primi sintomi per prevenire danni strutturali alla pianta e la diffusione della fumaggine.

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