Potatura oleandro

Piante dal mondo

Il nostro pianeta Terra è un luogo talmente meraviglioso da lasciarci assolutamente senza fiato se avessimo la possibilità di ammirarne tutti i luoghi più grandi e belli; la sua spettacolarità sta nel fatto di essere vario e variopinto, fatto di tante persone e cose diverse eppure uguali o quantomeno simili, il che è straordinario. Nell’ambito di tutto ciò si inquadra il mondo vegetale, ovvero un insieme di specie la cui radice comunque è vecchia quanto la vita, anche perché parecchie delle piante di cui ci circondiamo sono parenti strettissime di quelle presenti ai tempi dei dinosauri, e se solo ci si pensa è incredibile. Ad esempio la cycas è una pianta ornamentale comunissima, ed essa è una perente strettissima della pianta che era presente milioni di anni fa, potendo dire che si tratta di un’evoluzione della stessa; non solo, il baobab è addirittura la stessa pianta di milioni di anni fa, e ciò è stato appurato grazie a studi scientifici condotti su reperti archeologici e fossili. Dal punto di vista geografico il mondo si sta uniformando nella sua varietà vegetale, dato che ai nostri giorni anche in Africa coltivano il pomodoro ed anche noi proviamo a piantare una palma da cocco oppure un banano che invece dovrebbe stare in ben altri luoghi e climi tropicali.
oleandro rosa

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L'oleandro

oleandro potato ad albero La pianta di Oleandro è un bellissimo esemplare di pianta d’arredo che però, giungendo dalle sue terre d’origine, si è innanzitutto ben adattata, e dopo insediata come pianta quasi spontanea tipica delle zone costiere soprattutto, ma anche collinare. Originaria delle zone tropicali asiatiche, essa si può trovar attualmente in tutta la striscia di terra con clima simile a quello mediterraneo che va dal Giappone ai Paesi del Mediterraneo stesso, come il nostro e la Spagna. Questa pianta è una pianta non a forma di albero, o almeno in natura si presenta cespugliosa, mentre tanti esperti giardinieri amano potarla ed aggiustarla facendola crescere con il ramo principale centrale più robusto, in modo da somigliare ad un albero (lo stesso procedimento attuato con le rose), anche se questa non è la sua forma naturale. Ha delle foglie lunghe e scendenti, di colore verde non troppo brillante soprattutto con l’età; presenta delle infiorescenze molto amate, riunite in pochi fiori e contraddistinti dai colori variegati e vivaci. Forse non tutti sanno che l’oleandro produce anche frutti, sottili ed allungati, di colore rosso-marrone e di lunghezza intorno ai dieci o quindici centimetri; essi, giunti alla maturazione, si aprono e rilasciano numerosi semi.

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Potatura dell'oleandro

L’oleandro è una pianta con due caratteristiche particolari, le quali, appena citate, potranno far capire immediatamente al lettore esperto di potature quale sarà quella adatta a questa specie. Infatti l’oleandro è a carattere arbustivo, e ciò vuole dire che ha una grossa capacità di crescita quando trova le condizioni più adatte, il che è abbastanza comune nelle nostre zone, soprattutto nei litorali. Insomma l’leandro è una pianta che ha una crescita forte e dall’alto ritmo, quindi per essere “domato” richiede una potatura dello stesso tipo, incisiva e quasi radicale. Il periodo migliore per potare questa pianta di origine asiatica è quello invernale, ovvero nel suo periodo di pausa vegetativa; ciò che si deve fare è tagliare i rami più vecchi e quelli appassiti o visibilmente più deboli, lasciando spazio ai più giovani che cresceranno e fioriranno certamente. Alcune persone con esperienza nel campo di questa pianta però ritengono che per evitare che delle gelate potrebbero condurre a morte quasi certa l’oleandro, sia bene operare la potatura per lo meno a febbraio, regolandosi però sul clima della propria zona e considerando che se c’è il rischio di successive gelate, si può rimandare la potatura fino alla prima metà di marzo.


Potatura oleandro: Curiosità

La pianta di oleandro è incredibilmente presente in tantissime opere d’arte; nel Medioevo era osannata per il numero ed il colore dei propri fiori, e così è comparsa e continua a comparire nelle opere del tempo, sia quelle di pittura che di scultura, ma soprattutto in trattati poetici e racconti storici. Anche in tempi moderni si può notare questa presenza, soprattutto in componimenti poetici di D’Annunzio e Garcia Lorca, in canzoni di Celentano e in film di Pieraccioni, oltre che in altre produzioni d’Oltreoceano in cui è anche protagonista (non parlante, ovviamente). Dal punto di vista storico e culturale c’è una curiosità particolare: si ritiene che l’oleandro venisse usato come veleno. Un esempio ci è dato dai racconti delle battaglie di Napoleone, dove si dice che parte dei suoi soldati fossero morti per aver usato rami di oleandro come spiedino per arrosto. Infatti è confermato che i fumi derivanti dalla combustione dell’oleandro sono tossici e pericolosi per l’uomo, con effetti soprattutto sul ritmo del cuore e sulla pressione. In India si dice che fino a qualche decennio fa fossero usati i semi dell’oleandro come mezzo suicida, dato che ne bastava uno per alterare gravemente il funzionamento cardiaco e provocare la morte.



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