Barbecue a carbonella

Barbecue e carbone

Checché se ne dica, il barbecue ed il carbone non possono prescindere uno dall’altro. Anche se la modernità, le tecnologie, le economie di scala e di impresa, la globalizzazione e tutto il resto ci stanno portando verso l’utilizzo di sistemi alternativi, forse meno inquinanti ma sicuramente forse solo più pubblicizzati per accendere il fuoco del nostro barbecue e per tante altre cose, per alcuni aspetti della nostra vita la tradizione resta sempre la via migliore da seguire. Appartiene a questa casistica anche il barbecue: nato probabilmente con l’uomo primitivo che ha imparato a cuocere i cibi sul fuoco ma pubblicizzato e reso famoso e mitico dai film americani e dalla cultura di questo popolo qualche decennio fa, il barbecue più che un metodo di cottura di alcuni cibi è un’istituzione culturale. Il ritrovarsi in un giardino a preparare allegramente del cibo caldo cuocendolo sul fuoco e mangiandolo direttamente, ridendo e scherzando con amici e parenti, riesce ad ispirare tantissime persone, ed è forse questo il motivo di tanta diffusione e tanto apprezzamento per il barbecue stesso. Tornando al discorso della tradizione, notiamo che la prima materia utilizzata per accendere il barbecue è stato sicuramente il legno, a cui nel corso degli anni si sono aggiunti vari nuovi elementi che vedremo.
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Legno, carbone e company

carne da barbecue.Come abbiamo detto, il legno è stato di sicuro il materiale utilizzato per primo per accendere il fuoco del barbecue; questa cosa deriva dal fatto che il legno è stato il materiale del fuoco degli uomini primitivi e soprattutto perché è quello che si utilizza nei camini, di cui il barbecue può essere considerato un discendente abbastanza diretto (potremmo infatti vederlo come un camino semovente). Dopo il legno si è però imposto il carbone: questo materiale fossile, la cui prima utilizzazione è stata industriale (ed è tuttora ancora la sua più importante utilizzazione), ha il pregio di non sviluppare una fiamma e di mantenere l’accensione ed il calore ad un livello circa costante molto a lungo. Queste sono due cose perfette per un barbecue, dove il cibo si trova sopra la fonte di calore e quindi è meglio che non ci siano fiamme per non bruciarlo e che abbia costanza di calore per evitare sbalzi. L’evoluzione però ha portato nuovi materiali, che tuttavia non son riusciti a scalzare il primato al carbone, il quale vanta una certa economia d’acquisto (pur essendo un combustibile fossile in via di esaurimento, essendo strettamente imparentato con il petrolio) e soprattutto il peso della tradizione e del “nome”.

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La carbonella

Uno dei nuovi materiali per barbecue derivati dal carbone è la carbonella: nell’aspetto essa è del tutto simile al carbone, in quanto si mostra di colore nero opaco ed abbastanza ruvida, mentre si diversifica per la forma, spesso circolare e chiaramente artificiale, contro la totale naturalezza del carbone, la cui forma non è mai uguale a quella di un altro pezzo. La carbonella deve la sua forma “perfetta” al processo industriale con cui si produce, il quale vede come base di partenza il carbone stesso, ma con l’aggiunta di additivi e sostanza varie che ne aumentano alcune qualità. Ma cos’ha la carbonella che il carbone non ha? Diciamo che il carbone ha due problemi fondamentali, o tre per meglio dire: accensione, fumo, polveri. L’accensione del carbone è famosa per la sua difficoltà, i quanto esso è nient’altro che un legno già bruciato e quindi difficile da ribruciare (per questo motivo si utilizzano litri di alcool, chili di carta e tanta tanta pazienza); la combustione del carbone provoca, soprattutto nella fase iniziale, un fumo nero molto intenso e carico, che disturba la vista, la respirazione e può sporcare abiti e muri, oltre ad essere anche abbastanza inquinante. Le polveri invece derivano dalla disgregazione che i pezzi di carbone subiscono quando bruciano, in quanto si indeboliscono e la provocano: il problema principale sta nel fatto che essa si attacca ai cibi.


Utilità e acquisto

Elencati i tre grandi difetti del carbone, è facile intuire che la carbonella sia stata inventata proprio per annullare questi difetti; diciamo che lo scopo è stato raggiunto, anche se non alla perfezione e non evitando altri problemi. Innanzitutto è certamente più facile accendere la carbonella, mentre per il discorso di fumi e polveri, essi sono notevolmente ridotti rispetto al carbone ma continuano ad esistere anche per via del fatto che la carbonella resta pur sempre un derivato del carbone stesso e non può perdere certe peculiari caratteristiche della sua combustione. Il problema nuovo che sorge è quello della presenza di quegli additivi e di quelle sostanze che rendono possibili queste qualità: la loro combustione ed i loro effetti è troppo spesso lasciato in secondo piano. L’acquisto della carbonella è agevole: dato il prezzo ragionevolissimo e la grande diffusione e reperibilità, essa viene venduta persino in negozi di generi alimentari e macellerie (così che quando si acquista la carne s acquista anche il carbone per il barbecue su cui cuocerla), oltre che in mercerie varie ed in tutti i negozi che vendono cose per la casa.


Barbecue a carbonella: barbecue : Il barbecue a carbonella

il barbecue a carbonella IL barbecue è diventato un elemento sempre più richiesto nella categoria dei complementi d’arredo per il giardino.

Il barbecue ha molti vantaggi ed offre soprattutto la possibilità di cucinare in giardino senza per questo dover installare una cucina nel giardino che per tempi e costi sarebbe sicuramente molto più dispendiosa.

Il barbecue ovvia a questa difficoltà dando la possibilità di preparare cene a base di pietanze davvero squisite.

La vasta gamma di modelli disponibili li differenzia principalmente per tre fattori: grandezza, tecnologia di accensione e tecnologia di cottura.

Il barbecue a carbonella è del tutto simile a quello a legna anche per cottura dei cibi.



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