Cardo dei lanaioli

Il cardo dei lanaioli: origini e caratteristiche

Il cardo dei lanaioli, conosciuto anche con differenti nomi come scardaccione, cardo da panni, pettini di lupo e lattugone è una pianta erbacea molto resistente e soprattutto diffusa nell'area del mediterraneo sino a mille metri di altitudine, cresce ovunque e può raggiungere altezze elevate, quasi sino a due metri. I suoi fiori, molto particolari, hanno una forma ovoidale e sono caratterizzati da numerosissimi piccoli fiorellini viola mentre la pianta radici robuste, ha un fusto eretto con numerose spine molli e anche le foglie disposte a rosetta, presentano delle spine sia sulla parte superiore che inferiore. La raccolta avviene nel periodo autunnale, a settembre e ottobre. Proprio per le sue caratteristiche questa specie è stata molto usata in passato, sin dagli antichi Egizi, per la lavorazione della lana trovando il suo massimo sviluppo in Italia nell'industria tessile degli anni 50 e 60.
Il fusto e le foglie del cardo dei lanaioli con le caratteristiche spine

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Utilizzo in erboristeria e proprietà officinali

Il cardo dei lanaioli cresce ovunque sui terreni rocciosi e nei fossi Il cardo dei lanaioli possiede delle proprietà che lo rendono molto utilizzato come rimedio naturale per contrastare le screpolature della pelle ed ha proprietà sudorifere, diuretiche e depurative. Tra i principi attivi di questa pianta troviamo sali di potassio, tannini e glucoside scabioside. In erboristeria si usano sia le radici, che si raccolgono da piante giovani nel periodo autunnale, che le foglie, raccolte da marzo ad aprile ossia prima della formazione della florescenza. Una volta raccolte radici e foglie vanno essiccate all'ombra prestando molta attenzione ad evitare la formazione di muffe. Successivamente le radici si conservano in contenitori di vetro mentre le foglie in sacchetti di carta o tela. Sia le foglie che le radici dal sapore piuttosto amaro, stimolano la diuresi e la digestione e, attraverso la sudorazione, aiutano l'eliminazione delle scorie dall'organismo. Sono molto utili anche in caso di malattie come la gotta, i reumatismi ed in caso di obesità.

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Preparazione dei rimedi naturali con il cardo dei lanaioli

I piccoli fiori viola che compongono la florescenza del cardo dei lanaioli Utilizzando le radici del cardo dei lanaioli si può ottenere un decotto ponendo circa 2 grammi di prodotto in cento millitri di acqua e bevendone una tazzina al mattino a digiuno. Aiuterà la depurazione dell'organismo favorendo la diuresi e l'eliminazione delle scorie. Con le foglie si può ottenere un infuso per utilizzo interno lasciandone in infusione per alcuni minuti 2 grammi in una tazza di acqua e bevendo il liquido filtrato al mattino a digiuno, come per le radici, oppure un decotto per uso esterno. In questo caso si lasciano bollire 30 grammi di foglie tritate in un litro di acqua per trenta minuti utilizzando il liquido ottenuto per lavaggi esterni o impacchi direttamente sulle zone interessate, curando psoriasi, malattie della pelle, eczemi e foruncoli, dermatosi in genere, sfruttando le proprietà depurative della pianta.


Cardo dei lanaioli: Il cardo dei lanaioli: curiosità

La tipica florescenza utilizzata per la pettinatura dei tessuti A causa del suo utilizzo nei secoli, per la lavorazione e pettinatura della lana e dei tessuti, esiste oggi una varietà coltivata di cardo dei lanaioli specifica per questo scopo, frutto di una selezione di piante che avevano capolini più fitti e robusti, che meglio si prestavano a questo utilizzo. Questo tipo di coltura si era diffusa in Toscana nel periodo di maggior diffusione del cardo dei lanaioli per la lavorazione della lana, negli anni 50 e 60 del secolo scorso, prima del declino o dovuto principalmente al costo della manodopera. Tuttavia ancora oggi è utilizzato per garzare, rendere pelosi, i tessuti pregiati donando un effetto lucido e morbido. Il prodotto naturale, la cui raccolta è fatta a mano, viene preferito a quelli sintetici per la lavorazione migliore, più fine e destinata a capi pregiati.



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