Crespino

Un albero con le spine

Se ci si aggira in zone aride, ai margini dei boschi, tra i 100 e i 2000 metri di altitudine, può capitare di incappare in un arbusto, che però assume anche la forma di un albero poiché arriva fino ai tre metri di altezza. Questo arbusto, se presenta foglie di colore verde scuro, dalla forma di conchiglie, che crescono accanto a spine a tre denti, molto probabilmente sarà un Berberis vulgaris, altrimenti detto crespino. Il crespino è una pianta molto comune tra Europa ed Asia, anche se in Italia si trova quasi esclusivamente sulle Alpi. Essa è molto conosciuta fin dall'antichità per le sue virtù terapeutiche, anche se studi più recenti ne hanno accertato anche una potenziale tossicità, qualora se ne assumano gli estratti in dosi troppo elevate. Dunque, è una pianta di cui in erboristeria si usano foglie, fiori e radici, ma con molta cautela.
Illustrazione botanica di crespino, accanto ad un'altra specie del genere Berberis

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Le caratteristiche del crespino

Esemplare di crespino in fioritura Nel dettaglio, ecco quali sono tutte le caratteristiche morfologiche che presenta il Berberis vulgaris. Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Berberidaceae, il cui nome viene dal termine greco berberi, che vuol dire conchiglia, e allude alla forma delle foglie. Il crespino, come si diceva, ha rami spinosi, che sono ricoperti da foglie dal margine dentellato e dalla forma arrotondata, più strette all'attaccatura con il ramo. Di solito sono piuttosto ampie, di un bel verde lucido più chiaro nella pagina superiore. Le radici del crespino sono molto robuste, e di colore giallo all'interno. Non si tratta di un sempreverde, ma di una pianta decidua: le foglie spuntano a metà marzo, i fiori tra maggio e giugno, e infine i frutti, delle bacche rosse, vengono prodotti da agosto ad ottobre. I fiori sono di colore giallo e hanno la forma di una piccola campana, ed emanano un odore non troppo gradevole.

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    Le proprietà del crespino

    Le bacche del crespino Il crespino è una pianta piuttosto ambigua: non è molto amata per via del fatto che è l'ospite intermedia di un fungo che si chiama puccinia graminis, o ruggine del grano. Questo fungo non danneggia il crespino, ma si veicola poi alle colture. Inoltre, il Berberis vulgaris ha tante proprietà benefiche usate in fitoterapia, ma deve essere assunto con molta attenzione, perché può anche risultare tossico. Infatti, se preso in dosi eccessive, può causare epistassi, ovvero sanguinamenti dal naso, vertigini, difficoltà respiratorie e disturbi gastro intestinali, Nei casi più gravi provoca anche problemi all'apparato cardio circolatorio. Nelle giuste dosi, però, il crespino è molto utile per curare diverse patologie. I principi attivi presenti nelle sue parti, infatti, contengono berberina e berbamina, che servino a curare problemi al fegato, eruzioni cutanee ed eczemi, verruche e dolori reumatici.


    Crespino: L'uso fitoterapico del crespino

    Tintura ed estratto essiccato di crespino In fitoterapia, del crespino si usano prevalentemente le radici, ma ogni altra sua parte, opportunamente lavorata, può essere usata per realizzare tisane, decotti e tinture. Ad esempio, la tisana di crespino, che deve essere realizzata mettendo due o tre cucchiaini di foglie e frutti essiccati in acqua bollente, serve per depurare l'organismo, perché è diuretica, e serve anche a migliorare la digestione. Se invece le foglie vengono messe in infuso, si può avere ottimo tonico rinfrescante, oltretutto ricco di vitamina C. La tintura di crespino serve per lenire i dolori reumatici, e cura le infezioni della pelle. Sembra anche che il Berberis vulgaris abbia la capacità di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. I suoi frutti non sono usati soltanto in erboristeria, ma anche in cucina, perché con essi si possono preparare delle marmellate e degli sciroppi molto diffusi in pasticceria.



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