Tisana alla malva

Tisana alla malva origini e caratteristiche

La tisana alla malva ha origini molto antiche, anche se ben pochi lo sanno. Innanzitutto, bisogna sapere che il nome botanico della comune malva è in realtà malva sylvestris: si tratta di una pianta erbacea a portamento cespuglioso facente parte delle malvaceae. Oggi viene usata molto come piante decorativa, ma è una specie conosciuta sin dall’antichità per le sue numerose proprietà. Mollire alvum in latino voleva dire rendere molle, mentre malato in greco vuol dire calmante: questa è l’origine del nome malva, pianta usata anche dai greci e dai romani proprio come infuso medicinale calmante. Questa specie è originaria del continente europeo e del continente asiatico, cresce spontaneamente nei campi, in montagna oppure ai lati delle strade. Il fusto di una pianta di malva è di solito eretto e ricoperto di peli, non supera mai il metro di altezza; le foglie sono lobate e dai bordi seghettati, oltre ad essere ricoperte di peluria. Una delle particolarità della malva è che i suoi fiori si comportano come i girasoli, ossia si muovono seguendo lo spostamento del sole per riceverne i raggi.
La pianta della malva

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Tisana alla malva ingredienti

Fiori di malva usati in un'insalata Per preparare una tisana alla malva bisogna innanzitutto sapere quali parti della pianta vanno usate. I fiori e le foglie più giovani sono le parti che ci interessano. Prima di procedere con infusi, decotti e camomille, bisogna farli essiccare in un luogo arieggiato e al riparo dai raggi del sole. Una volta secchi, fiori e foglie vanno conservati in barattoli di vetro. Gli infusi a base di malva, oltre che essere bevuti, possono essere usati nella vasca da bagno perché la malva idrata la pelle ed ha proprietà emollienti, come del resto lo stesso nome latino suggerisce. Le tisane con la malva sono utili anche perché sono diuretiche e lassative, oltre che depurative per lo stomaco. La malva viene poi usata in un’infinità di prodotti erboristici e farmaceutici, come creme cosmetiche, saponi, dentifrici e così via. In cucina vengono usati solo i germogli appena spuntati perché sono i più teneri e vengono messi nelle insalate, oppure mangiati da soli conditi semplicemente con un po’ d’olio, di limone e di sale.

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    Tisana alla malva le cure necessarie

    Fiori e foglie secche di malvaPer poter ottenere i fiori da far seccare e utilizzare nella tisana alla malva, bisogna curare molto bene questa pianta. Di tanto in tanto la malva ha bisogno di una leggera potatura: bisogna tagliare quanto basta per accorciare un po’ i rami al termine del periodo della fioritura, in tal modo si favorirà la crescita di nuovi germogli. Poi bisogna togliere le eventuali parti secche o danneggiate dalle intemperie. I fiori di malva sbocciano a fine primavera e durano per tutta l’estate, a volte anche fino all’autunno inoltrato. Queste infiorescenze hanno un colore unico, a metà tra il rosa e il violetto, una tonalità che ha poi assunto, appunto, il nome di color malva. Proprio grazie ai suoi bei fiori, la malva si presta bene ad essere usata anche come pianta ornamentale. Afidi e cocciniglie possono spesso danneggiare la malva, quindi bisogna stare attenti e intervenire in caso con prodotti specifici ma proprio se è indispensabile, perché altrimenti se usiamo insetticidi non potremo più fare le tisane. Per evitare i marciumi radicali, invece, basta non eccedere con le irrigazioni.


    Tisana alla malva ricetta di base

    Una tisana alla malva Esistono tanti tipi di tisane alla malva. È possibile acquistare in erboristeria delle tisane in bustina, o barattoli di foglie e fiori seccati e sminuzzati da poter usare poi con un comune infusore. In alternativa, si possono usare foglie e fiori provenienti dal nostro giardino. Per seguire una ricetta di base per la tisana alla malva servono solo un cucchiaio di foglie e fiori di malva e una tazza d’acqua. Per iniziare bisogna versare le parti della pianta nell’acqua fredda in un tegamino, che va poi messo sul fuoco. Dopo aver raggiunto l’ebollizione, bisogna spegnere il fuoco e lasciare il tegame coperto per qualche minuto per favorire l’infusione. Dopodiché il liquido va filtrato e si può bere per trovare sollievo se si hanno tosse, raffreddore, o problemi intestinali. Se avanza può comunque essere utile da freddo, come liquido per fare i gargarismi e curare le infiammazioni alla gola. La tisana alla malva può essere bevuta da chiunque, non ci sono effetti collaterali ma l’abuso è sconsigliato. L’unico problema potrebbe essere un'intolleranza verso la malvina e gli altri principi attivi presenti nella pianta. In caso di dubbi, rivolgersi a un medico.



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