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Mosca dell ulivo

Aggiornato il 31 marzo 20134 capitoli5 domande frequenti
mosca dell'olivo

I cicli della natura

La natura intesa come il mondo che ci circonda è una macchina che potremmo definire perfetta, perché in essa si svolgono contemporaneamente milioni di eventi al secondo, eppure il tutto è frutto di un meccanismo della vita, anche se a volte è di difficile comprensione; infatti noi per vita intendiamo la vita, non la morte, ma in natura la morte è una normale conseguenza della vita e spesso è necessaria perché il tutto vada avanti. Molto spesso siamo noi umani che interveniamo nei processi naturali, alterandone gli equilibri e quindi compromettendo molte delle cose che abbiamo descritto; poi è normale che ci ritroveremo di fronte ad una natura che sembra non avere senso ma che poi in realtà è solo una natura che deve correre ai ripari dopo che noi combiniamo guai con essa. I cicli naturali spesso ci risultano indigesti perché vanno a toccare aspetti della nostra vita molto preziosi, come ad esempio quando un nostro parente o comunque una persona cara muore per una malattia o per vecchiaia, come quando la pianta che tanto amiamo sparisce o si ammala, sono tutte cose che ci fanno male ma che fanno parte della natura, perché la natura è eterna ma non ha componenti eterni.

I nemici naturali

In realtà noi esseri umani non ci accorgiamo e né ci curiamo dei cicli naturali finché uno dei loro corsi non interferisce con le nostre vite; tralasciando il discorso della morte, appena accennato nel paragrafo precedente ma comunque troppo complicato, un esempio lampante di ciclo del tutto naturale che però non ci piace è quello che vede qualche insetto attaccare una pianta che amiamo e che magari coltiviamo con cura nel nostro giardino. E’ una situazione che molti odiano e per cui se la prendono con la natura, non capendo che essa è solo un modo per la natura di regolarsi e controllarsi, permettendo a varie specie di sopravvivere; noi non siamo in grado di capirlo perché anteponiamo la nostra vita alla natura stessa, ma non è una cosa giusta perché noi siamo parte della natura e dobbiamo sottostare alle sue leggi. L’ “odio” verso le avversità delle nostre piante si amplifica grandemente quando c’è un business legato ad esse, in quanto ci sono tante persone che lavorano nelle colture e quindi è una situazione piuttosto comune. In questo caso ci sono molte possibilità di lotta, ma consigliamo di evitare la lotta chimica che rischia solo di comportare conseguenze gravi anche a noi stessi.

Mosca dell'ulivo

La mosca dell’ulivo (o olivo, come è più spesso nominato in relazione a questo insetto) è una specie di insetto il cui nome scientifico è Bactrocera oleae; essa ha l’aspetto molto simile a quello di una comune mosca (anche se ci sono elementi distintivi e li vedremo) ma soprattutto è conosciuta soprattutto perché infesta gli alberi di ulivo con le proprie larve, davvero ghiotte della drupa di questa pianta (ossia, l’oliva). Come accade per la maggior parte degli insetti che infestano le piante, lo stadio del loro ciclo vitale che crea maggiori problemi è quello larvale, perché in questa fase l’organismo ha il maggior bisogno di nutrienti e quindi è estremamente vorace e aggressivo rispetto a ciò che lo circonda. Visto che la mosca dell’olivo depone le proprie uova in un buco piccolissimo scavato sulla superficie dell’oliva, la larva si troverà all’interno della drupa e si ciberà con voracità di gran parte della polpa interna. L’apposizione avviene tramite il canale posteriore simile ad un pungiglione (prima differenza con la mosca), che fora la superficie e depone l’uovo. Questi in qualche giorno si schiuderà per lasciare la larva, il cui unico pensiero sarà cibarsi e crescere.

Lotta ed altre caratteristiche

L’attacco della mosca dell’olivo alle nostre piante è favorito da varie situazioni e condizioni, alcune controllabili ed altre meno; diciamo immediatamente che gli scienziati sono riusciti a sviluppare cultivar di olio in grado di resistere, o meglio, di non attirare le mosche dell’olivo e quindi sono immuni da questa invasione. Altra condizione determinante è il clima, perché la mosca dell’olivo vuole un clima mediamente caldo (tra i venti ed i trenta gradi centigradi) ed una discreta umidità, mentre non riesce a sopravvivere quando le temperature superano i trenta gradi e contemporaneamente si ha una certa secchezza dell’aria. I metodi di lotta alla mosca dell’olivo sono distinti, come tutti gli altri, in biologici e chimici; quelli chimici risultano di certo efficaci, ma come al solito è bene evitarli (se non necessario assolutamente) perché si tratta comunque di sostanze che resteranno nella pianta e nei suoi frutti, e ciò non è un bene per la nostra salute. La lotta biologica si può praticare inserendo nell’ecosistema delle nostre piante uno dei nemici naturali della mosca dell’olivo; sfortunatamente essa ne ha veramente pochi, qualche dittero soprattutto, i quali sono voraci nei confronti delle larve, quindi impediscono lo sviluppo di successive generazioni della specie stessa. Infatti la mosca dell’olivo ha un breve ciclo di vita, perciò accade che dall’estate al pieno autunno si possono avere più generazioni e più attacchi, con molti danni.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo in cui la mosca dell'ulivo causa maggiori danni?
    Il danno principale è causato dallo stadio larvale, quando le larve si nutrono della polpa dell'oliva. Il ciclo di vita della mosca è breve, consentendo multiple generazioni dall'estate fino al pieno autunno. Di conseguenza, i periodi critici di attacco e accumulo di danni si verificano proprio durante questi mesi caldi e umidi, dove le condizioni climatiche favoriscono la riproduzione rapida e l'infestazione continua delle drupe.
  • Come riconosce la mosca dell'ulivo dalle altre mosche comuni?
    Anche se l'aspetto generale ricorda una mosca comune, la distinzione chiave risiede nell'apparato riproduttivo femminile. La femmina possiede un canale posteriore simile a un pungiglione, chiamato ovopositore, che utilizza per forare la superficie dell'oliva e deporre le uova al suo interno. Questo comportamento specifico di perforazione della drupa è il segno distintivo che permette di identificare la presenza attiva di questa specifica specie di insetto sull'albero.
  • Quali condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo della mosca dell'ulivo?
    La mosca dell'ulivo prospera in climati mediamente caldi, con temperature ideali comprese tra i venti e i trenta gradi centigradi. Inoltre, richiede una discreta umidità ambientale per completare il suo ciclo vitale. Al contrario, la specie fatica a sopravvivere quando le temperature superano i trenta gradi centigradi in combinazione con aria secca, condizioni che limitano significativamente la sua capacità di riproduzione e sopravvivenza.
  • Esistono metodi biologici efficaci per contrastare la mosca dell'ulivo?
    Sì, la lotta biologica prevede l'introduzione di nemici naturali nell'ecosistema dell'oliveto. Sebbene la mosca abbia pochi predatori specifici, alcuni ditteri si rivelano particolarmente efficaci nel consumare le larve, impedendo così lo sviluppo delle generazioni successive. Questa strategia ecologica riduce la pressione infestante senza ricorrere a sostanze chimiche, preservando la salute della pianta e dei frutti prodotti, evitando residui nocivi per la salute umana.
  • È possibile prevenire l'infestazione scegliendo varietà specifiche di ulivo?
    Gli scienziati hanno sviluppato cultivar di olivo specifiche progettate per resistere o non attrarre la mosca dell'ulivo. Queste varietà presentano caratteristiche genetiche che le rendono sostanzialmente immuni all'invasione dell'insetto. Scegliere queste tipologie di ulivo rappresenta una strategia preventiva fondamentale, eliminando quasi completamente il rischio di danni alle olive e riducendo la necessità di interventi di controllo successivi durante la stagione di crescita.

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