Scarabei

Scarabei

Gli scarabei sono una numerosissima famiglia di insetti che si nutre di piante, altri insetti e materia organica in decomposizione. Spesso, questi insetti, chiamati comunemente scarafaggi, vengono confusi con le blatte, che in realtà sono i veri e propri scarafaggi. Quelli che invece conosciamo come scarabei, sono più di 350 mila insetti appartenenti alla famiglia degli Scarabeidae e al genere dei Coleotteri, insetti dal corpo duro e dal dorso alato che possono infestare anche le colture e le piante da giardino con gravi danni estetici e produttivi. Non tutti i coleotteri sono pericolosi. Alcuni di loro, ad esempio, come le coccinelle, servono nella lotta biologica messa in atto per combattere altri parassiti delle piante, tra cui gli afidi. Altri, invece, possono nutrirsi delle foglie e della corteccia della pianta provocandone l’ appassimento e problemi nello sviluppo.
scarabeo

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Caratteristiche

scarabeo su pianta Gli scarabei presentano tra loro caratteristiche molto simili, tra cui un corpo formato da una scorza molto dura, antenne, e ali ( elitre) anch’esse molto dure o coriacee. Gli scarabei hanno un apparato mandibolare che consente loro di divorare enormi quantità di materiale organico. Le larve possono nutrirsi sia del legno della pianta che delle foglie. Le dimensioni degli scarabei adulti possono superare anche i 15 millimetri, con l’eccezione dello scarabeo rinoceronte che può superare addirittura i 140 millimetri di lunghezza. Le larve dei coleotteri sono spesso simili a quelle di altre insetti, ovvero di tipo melolontoide, con corpo bianco e testa rappresentata da un puntino nero, con o senza zampe che sembrano simili ai peletti del millepiedi. Le larve degli scarabei possono essere persino più pericolose dell’insetto adulto, per via della loro elevata voracità che le induce a nutrirsi delle foglie o delle radici, specie se le uova vengono deposte nel terreno. In base alla specie, le femmine degli scarabei possono deporre da cento a mille uova e ciò spiega l’elevata carica infettiva di questi parassiti. In questi insetti, il passaggio dallo stadio larvale a quello adulto si può compiere anche dopo tre anni. Le uova degli scarabei vengono deposte su materiale organico, quale legno, foglie, resti vegetali, terreno o escrementi. Sia gli insetti adulti che le larve vivono preferibilmente all’aperto, in prossimità di materiale organico e dunque montagna, corsi d’acqua, giardini. Questa è la principale caratteristica che differenzia gli scarabei dalle blatte. Queste ultime prediligono, infatti, i luoghi chiusi. In base all’oggetto del loro nutrimento, gli scarabei possono essere detti fitofagi, se si nutrono di piante, saprofagi, se si nutrono di animali morti, e coprofagi, se si nutrono di escrementi. A quest’ultima categoria di insetti appartengono gli scarabei stercorari che decompongono proprio lo sterco. Con l’evoluzione, molte specie di scarabei hanno perso le ali, ma ciò non riduce la loro pericolosità sulle piante.

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Scarabei fifotagi

dorifora Come detto ai paragrafi precedenti, gli scarabei fitofagi, sia in forma adulta che allo stadio larvale, sono annoverati tra i più dannosi parassiti delle piante. Tra questi ricordiamo il maggiolino, la carabide, l’oziorrinco, la dorifora, il punteruolo rosso e il coleottero delle cortecce. Rilevanti dal punto di vista della fitofagia, anche se non proprio dalle nostre parti, sono la Pachnoda toracica, il Valgus Hempiterus, la Dicronorrhina derbyana, oltre alle larve del coleottero rinoceronte. In base alla specie di appartenenza, gli scarabei delle piante possono avere caratteristiche di infestazione diverse, così come diverse sono anche la loro anatomia ed i colori del dorso e delle elitre.


Maggiolino

maggiolino Il maggiolino, così chiamato perché le sue larve diventano adulte nel mese di maggio, è un coleottero di grosse dimensioni, dal dorso duro e di colore rossiccio. Questo insetto predilige le coltivazioni agricole, nutrendosi delle loro radici. I danni vengono provocati sia dalle larve, che svernano sottoterra e in corrispondenza dell’apparato radicale della pianta, e sia dallo scarabeo adulto. La vita media del maggiolino è di circa quattro anni e se questo coleottero non viene fermato in tempo può provocare danni colturali incalcolabili.


Carabide

Carabide La carabide è un coleottero che comprende diverse specie, di vari colori e dimensioni. Esistono carabidi di colore viola o verde metallizzato o nero, con dimensioni che nell’insetto adulto possono essere comprese tra due e trenta millimetri. Allo stadio adulto la carabide non è pericolosa. Lo stesso non si può dire per le larve che possono nutrirsi indifferentemente di vegetali, animali e insetti.


Oziorrinco

Oziorrinco L’oziorrinco è un coleottero che attacca le piante da frutto e quelle ornamentali. Ad essere fitofagi sono sia l’insetto adulto che le larve. Il primo, dal dorso nero, o blu, chiazzato di giallo, si nutre delle foglie delle specie colpite, mentre le larve, che vivono sul terreno, divorano le radici.


Dorifora

esemplare Dorifora La dorifora è un coleottero appartenente all’ordine dei crisomelidi. Questo scarabeo, lungo circa dieci millimetri, si presenta con un dorso ovale di colore giallo, con chiazze nere. Le larve di questo scarabeo hanno un aspetto simile all’insetto adulto, ma con dimensioni più ridotte. La dorifora predilige le piante appartenenti alle solanacee, tra cui la patata, la melanzana e il pomodoro. Sia le larve che l’insetto adulto divorano le foglie della pianta colpita, che non riuscirà più a maturare.


Punteruolo rosso

punteruolo rosso Il punteruolo rosso è un coleottero di enormi dimensioni ( 40, 45 millimetri) originario dell’Asia. Di colore rosso o arancione scuro con chiazze nere, questo scarabeo è considerato un vero e proprio flagello per le palme. La presenza dell’insetto, tra le piante nostrane, è stata causata dall’importazione incontrollata di varietà di palme dal Nord Africa, avvenuta nei primi anni ’80. Da allora, la lotta delle autorità fitosanitarie nei confronti del punteruolo rosso è stata combattuta senza sosta, anche se con risultati non sempre positivi, perché questo insetto ha saputo mostrare un’elevata resistenza a molti dei trattamenti fitosanitari applicati. Combattere il punteruolo rosso è difficile, perché l’insetto, dotato di grandi ali, si sposta molto facilmente da una palma all’altra. Le larve del punteruolo attaccano la corteccia dell’albero, mentre l’insetto adulto ne divora le foglie. I sintomi dell’infestazione del punteruolo rosso si evidenziano proprio dalla forma e dalla struttura delle foglie della palma, che appaiono cadenti all’inizio dell’attacco, mentre al termine cadono come se fossero state tagliate. Dopo aver divorato la chioma della palma colpita, il punteruolo vola su altre palme da infestare.


Coleottero delle cortecce

Coleottero delle cortecce Il coleottero delle cortecce è uno scarabeo lungo circa sei millimetri, con dorso di colore nero chiazzato di rosso. Le larve sono simili a quelle di altre coleotteri, ovvero di tipo melolontoide, con una testa formata da un puntino rosso, invece che nero. Le uova con le larve si schiudono proprio all’interno della corteccia dell’albero, dove avviene anche la formazione dell’indetto adulto. E’ proprio questa caratteristica di vivere e di nutrirsi della corteccia degli alberi, a dare all’insetto il nome di coleottero delle cortecce. Le specie di alberi attaccate da questo scarabeo sono le conifere, tra cui il pino e l’abete. L’insetto non disegna nemmeno le latifoglie. L’albero, per difendersi dal coleottero, produce una sostanza che attira dei funghi parassiti.


Altri scarabei fitofagi

Anche se poco diffusi dalle nostre parti, vale la pena di segnalare altri scarabei definiti fitofagi, tra cui la Pachnoda toracica, il Valgus Hempiterus, la Dicronorrhina e le larve dello scarabeo rinoceronte. La Pachnoda toracica è un coleottero originario dell’Africa caratterizzato da un dorso di colore giallo chiazzato di nero o rosso o verde. Le larve di questo scarabeo si nutrono di materia organica vegetale in decomposizione, mente l’insetto adulto predilige i fiori e alcune specie di frutti molto dolci. Il Vulgus Hempiterus è uno scarabeo originario della Turchia, diffuso in Africa, Nord Europa e Nord America. Il dorso di questo insetto è nero, con chiazze color sabbia. L’insetto adulto, da maggio a giugno, può essere trovato sui fiori e sul legno della pianta, mentre le larve prediligono la corteccia di qualsiasi specie di albero. La Dicronorrhina derbyanae è uno scarabeo diffuso principalmente in Kenia e in Tanzania, di dimensione notevoli ( circa 50 millimetri) che attacca il legno degli alberi e i frutti. Le sue larve, invece, prediligono materiale vegetale in decomposizione. Lo scarabeo rinoceronte non è pericoloso per le piante, mentre le larve sono fitofaghe, anche se non pericolose per le piante vive. Le uova dell'insetto si schiudono, infatti, tra i tronchi marci delle latifoglie, tra cui querce e salici.


Lotta scarabei delle piante

Gli scarabei che danneggiano le piante si possono combattere con insetticidi sia chimici che naturali. I primi hanno lo svantaggio di essere molto tossici anche per l’ambiente circostante e a volte anche per le stesse piante, mentre i secondi sono ricavati da sostanze naturali. L’insetticida privilegiato per combattere gli scarabei delle piante è il piretro, sostanza naturale ricavata dalle margherite. I piretroidi in commercio possono essere abbinati anche ad insetticidi chimici, per cui è sempre consigliabile leggere attentamente la composizione di questi prodotti, riportata sulle confezioni. Il piretro ha un effetto neurotossico: paralizza l’insetto per almeno 48 ore, portandolo alla morte. L’effetto della sostanza sparisce con l’azione della luce e dei raggi solari, per cui è meglio usarla durante la notte. Le larve degli scarabei si possono anche eliminare a mano. Altri insetticidi per scarabei sono i cosiddetti neonicotinoidi che mimano gli stessi effetti neurotossici del piretro. Questi prodotti hanno però lo svantaggio di essere tossici anche per gli insetti utili, tra cui le api, e per i pesci. Per non inquinare la fauna acquatica, i neonicotinoidi vanno usati lontano dai corsi d’acqua. Altri accorgimenti per impedire le infestazioni degli scarabei, sono una costante pulizia del terriccio e alla base degli alberi, avendo cura di eliminare prontamente tutto il materiale vegetale secco o in decomposizione che gli scarabei usano per deporre le uova e per nutrirsi.




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