Scarafaggi

Scarafaggi

“ Che Schifo: uno scarafaggio!”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole durante un soggiorno in casa o in giardino? Tante volte, di certo. In effetti, tra tutti gli insetti, gli scarafaggi sono quelli che fanno( non che hanno) più senso. In realtà anche gli scarafaggi hanno un senso perché contribuiscono alla trasformazione della materia organica. Dal punto di vista pratico, però, fanno senso per il loro aspetto e per le loro abitudini che non sono sempre piacevoli, specie per i tipi di scarafaggi che amano gli ambienti sporchi o che amano nutrirsi di escrementi. Non tutti gli scarafaggi sono nocivi per le piante. Alcuni infestano semplicemente gli ambienti domestici, altri le piante. Gli scarafaggi con abitudini parassitarie sulle piante, prediligono alcune colture o specie vegetali causando danni qualitativi e produttivi. In natura esistono migliaia di specie di scarafaggi( circa quattromila), suddivisi in quattrocento famiglie. Tra questi, troviamo diversi gruppi di scarafaggi classificati come blattoidei e come scarabei.
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Caratteristiche

scarafaggio2-1_zpsb4831d3eGli scarafaggi, come detto al paragrafo precedente, sono degli insetti che possono infestare sia gli ambienti domestici che il giardino. Classificati in numerose varietà, gli scarafaggi possono prediligere gli ambienti domestici chiusi o gli spazi esterni ricchi di materia vegetale. Le varietà domestiche si sviluppano in caso di precarie condizioni igieniche e negli ambienti troppo chiusi e umidi, mentre quelle esterne si comportano da veri e propri parassiti delle piante nutrendosene sia nella fase adulta che in quella larvale. Gli scarafaggi hanno una lunghezza che va dai tre millimetri agli otto centimetri. La loro struttura corporea è filiforme, di colore nero, rosso o marrone. Questi insetti possono essere con o senza ali. Alcune specie sono addirittura senza occhi. Se presenti, gli organi visivi si trovano nella parte laterale della testa; mentre, nella parte superiore della stessa, si trovano le antenne, che fungono da sensori. Gli scarafaggi “ vedono” e “fiutano” con le antenne, ecco perché alcune specie sono senza occhi. Questi organi non sono indispensabili per gli scarafaggi. Anche se alati, questi insetti non sono dei bravi volatori. Se si alzano in volo, possono coprire solo brevissime distanze e a quote molto basse. In compenso sono degli abili “corridori”. Con le zampe robuste o filiformi ( in base alla specie), gli scarafaggi sono in grado di percorrere distanze interminabili e di sfuggire molto velocemente ai predatori.

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    Riproduzione

    scarafaggio3-1_zps70003ce6Il ciclo riproduttivo degli scarafaggi varia in base alla specie a cui appartengono. Esistono specie che si riproducono per via sessuata o anfigonica ed altre che si riproducono per partenogenesi o per via asessuata. Quest’ultima modalità di riproduzione viene attuata da femmine che hanno sviluppato una forma di adattamento agli ambienti in cui mancano gli esemplari maschi. La gestazione degli scarafaggi è molto lunga e va dai sei ai trentaquattro mesi. La variabilità della durata del ciclo riproduttivo di questi insetti dipende sempre dalla specie. E sempre le specie condizionano anche la messa al mondo delle nuove generazioni di scarafaggi. Alcune specie sono ovipare, mentre altre sono ovovivipare. Nelle prime, la schiusa delle uova avviene all’esterno, mentre nelle seconde, all’interno del ventre della madre. Le larve degli scarafaggi sono dette neanidi. Le loro dimensioni sono ridottissime, mentre il corpo, in base alla specie, può essere con o senza gambe. Dopo la schiusa, le neanidi possono allontanarsi immediatamente dalla madre o farsi accudire per un certo tempo. La differenza relazionale tra l’insetto adulto e le larve dipende sempre dalla specie di appartenenza.


    Infestazione

    scarafaggi4_zpse8e4e4e6 Come già detto ai precedenti paragrafi, non tutti gli scarafaggi attaccano le piante. Gli insetti appartenenti al genere dei blattoidei invadono frequentemente luoghi chiusi, come case, scantinati e garage. La loro presenza viene favorita da precarie condizioni igieniche e da eccesso di umidità e calore. I blattoidei si nutrono di materia organica e di resti di cibi avariati. La loro presenza comporta gravi problemi igienico sanitari, perché questi insetti sono in grado di trasmettere all’uomo malattie virali e batteriche. Gli scarafaggi parassiti delle piante hanno una struttura corporea a volte più sottile o più robusta delle blatte. I loro colori sono estremamente variabili e la loro presenza non comporta conseguenze igienico sanitarie per l’uomo, ma gravi danni per le coltivazioni. Gli scarafaggi parassiti delle piante possono nutrirsi delle colture, sia in fase larvale che allo stadio adulto. I entrambi i casi si tratta di insetti muniti di un apparato boccale masticatore che divora le foglie delle piante. Alcuni scarafaggi sono dotati di una proboscide che serve a scavare lunghe gallerie nella parte legnosa delle piante. Del legno delle piante possono nutrirsi, talvolta, anche le blatte. I fattori che predispongono alla diffusione degli scarafaggi sono sempre legati alla mancanza di igiene e all’eccesso di calore e di umidità.


    Scarafaggi delle piante

    Non tutti gli scarafaggi attaccano le piante. Quelli che lo fanno, sia allo stadio larvale che adulto, possono divorare intere coltivazioni. Nell’agricoltura e nel giardinaggio esistono alcune note specie di scarafaggi che danneggiano specifiche colture. Tra questi ricordiamo il bromio del fagiolo, lo scarafaggio degli asparagi, la dorifora, lo scarafaggio del cetriolo, la crisomelide, lo scarafaggio giapponese, lo scarafaggio del mese di maggio, la cetonia della rosa, lo scarafaggio del fagiolo messicano, l’emittero delle cucurbitacee e il curculione.


    Scarafaggio del fagiolo e degli asparagi

    Lo scarafaggio del fagiolo, chiamato bromo, prende il nome dal tipo di coltura di cui si nutre. L’insetto si presenta con un corpo rosso e una testa chiazzata di nero. L’esemplare adulto si nutre delle foglie, mentre le neanidi, che fuoriescono dalle uova depositate sempre sulle foglie, divorano le radici. Lo scarafaggio degli asparagi presenta un corpo di colore nero o blu metallizzato, con screziature gialle. L’insetto divora gli steli di queste piante e si manifesta in primavera, stagione in cui deposita le uova.


    Dorifora e scarafaggio del cetriolo

    La dorifora è uno scarafaggio che infesta le piante appartenenti alle solanacee, tra cui la patata, il pomodoro e la melanzana. Questo insetto predilige anche altri ortaggi, tra cui i peperoni e il cavolo. Morfologicamente, la dorifora si presenta con un dorso giallo chiazzato di nero. L’insetto si nutre delle foglie delle piante infestate. Sempre le foglie, nella parte inferiore, vengono usate per deporre le uova. Lo scarafaggio del cetriolo divora le foglie dell’omonima pianta. L’insetto è altamente infestante perché in inverno si nasconde nei resti delle foglie secche. Questa specie si presenta con un corpo colorato di giallo o verde, striato sempre di giallo. Molto pericolose sono anche le sue larve, che si nutrono esclusivamente degli steli. Per capire se la pianta è attaccata da questo scarafaggio basta spremere gli steli nella parte terminale: se esce un liquido bianco, vuol dire che sono infettati da un batterio trasmesso proprio dall’insetto.


    Crisomelide e scarafaggio giapponese

    La crisomelide è uno scarafaggio di piccole dimensioni e dal corpo nero striato di giallo. L’insetto, nello stadio adulto, saltella tra le foglie del cavolo, del cavolfiore, dei broccoli e sul prato composto da erbe di dichondra. La crisomelide si nutre proprio delle foglie, che appaiono piene di buchi. Le larve dell’insetto si nutrono, invece, delle radici e dei semi. La crisomelide smette di attaccare le piante appena compaiono i frutti. Lo scarafaggio giapponese presenta un corpo di colore verde metallico, con ali color rame. Questo parassita, originario del Giappone, infesta gli spazi verdi della zona orientale degli Stati Uniti. In ogni caso è possibile trovarlo in qualsiasi giardino, dove le sue larve, di colore bianco, si nutrono delle foglie e delle radici del prato.


    Altri scarafaggi parassiti

    Lo scarafaggio del mese di maggio, così chiamato perché raggiunge lo stadio adulto in questo mese, danneggia le piante solo durante la fase larvale. Le neanidi si nutrono , infatti, di radici di erba fienarola e di soia. La cetonia della rosa è un emittero appartenente al genere Rhynchota. L’insetto, di colore marrone, con zampe lunghe, è diffuso prevalentemente negli Stati Uniti, dove si nutre dei petali delle rose bianche. Le larve di questo scarafaggio, invece, amano nutrirsi di erba e delle radici della stessa. Lo scarafaggio del fagiolo messicano è simile alla coccinella, ma rispetto a quest’ultima è dannoso per le piante. Le varietà preferite da questo scarafaggio sono il fagiolo, gli steli e le foglie di alcune piante da giardino. L’emittero delle cucurbitacee, come dice lo stesso nome, colpisce esclusivamente le piante appartenenti a questo gruppo vegetale. Lo scarafaggio presenta un corpo di colore nero e lunghe antenne. La sua caratteristica è di essere dotato di una bocca molto appuntita con cui succhia la linfa delle piante. Il curculione è uno scarafaggio dotato di una proboscide usata per scavare delle gallerie nei semi delle piante infestate. Le larve dello scarafaggio si nutriranno proprio del contenuto interno dei semi, lasciando l’involucro esterno tutto intero. Le piante colpite dal curculione sono gli ortaggi, i cereali, i legumi e piante ornamentali, come i rododendri e le azalee.


    Prevenzione e lotta

    Le infestazioni degli scarafaggi possono essere prevenute ricorrendo a semplici interventi igienici e colturali. Per evitare la presenza delle blatte, basta conservare le derrate alimentari in luoghi freschi e asciutti. Utile anche chiudere bene le imposte. In giardino, per evitare gli attacchi degli scarafaggi parassiti, bisogna rimuovere foglie secche ed erbacce o ricorrere alla pacciamatura, cioè alla copertura del terreno con sabbia e trucioli che evitano ai frutti il contatto con il suolo e la conseguente infestazione. Quando gli scarafaggi si sono già presentati, si può ricorrere alla lotta chimica o biologica. La prima si effettua con insetticidi a base di piretroidi o acido borico, mentre la seconda, ricorrendo a insetti predatori, come le coccinelle e le vespe, o ad alcune piante carnivore che si nutrono proprio di scarafaggi.




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