L'oleandro

Cenni botanici sull'oleandro

Il Nerium oleander (nome scientifico dell'oleandro) è una pianta di probabili origini asiatiche, ma oramai diffusa in quasi tutto il bacino del Mediterraneo, dove in talune zone cresce in modo spontaneo. Molto resistente, necessita di ben poche cure e si presta perfettamente alla creazione di recinti o di siepi. Le foglie, affusolate e totalmente prive di peluria, sono di un verde brillante, lunghe dai 9 ai 15 cm. I fusti sono coriacei e legnosi, a parte quelli giovani che appaiono verdi e teneri. I fiori compaiono nella tarda primavera; sono grandi, si presentano in gruppi di 4-5 esemplari e hanno tinte che variano dal rosa acceso al bianco candido, passando per il giallo ed il rosa salmone. In autunno compaiono dei frutti lunghi, simili a dei bacelli, dai quali fuoriescono piccoli semi legati ognuno ad un pappo: sarà il vento a trasportarli lontano, per permettere loro di germogliare. L'oleandro può arrivare anche a 7 metri d'altezza, ma se viene accuratamente potato mantiene le adeguate dimensioni di un'aiuola.
Un magnifico oleandro rosa in fiore

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Attenzione: l'oleandro è velenoso

Struttura molecolare dell'oleandrina Probabilmente la bellezza e il fascino dell'oleandro catturano molti animi, sia amanti del gardening che semplici osservatori. Ciò che però si ignora è che l'oleandro è velenoso in ogni parte di cui è composto: rami, foglie e fiori contengono (insieme ad altri principi tossici) l'oleandrina, una potente tossina che agisce sul sistema cardio-circolatorio e sull'apparato digerente. Se accidentalmente si ingeriscono parti della pianta o della sua linfa, si verificano attacchi di vomito, dolori addominali, sudorazione, aritmia e arresto cardiaco. A contatto con la pelle, invece, può provocare irritazioni. Per questo motivo la pianta va tenuta lontana da bambini e animali domestici, prestando particolare attenzione durante il periodo della potatura. Di seguito alcuni consigli da seguire per evitare di entrare in contatto con il veleno di questa splendida ma pericolosa pianta.

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Potatura dell'oleandro

Arbusti di oleandro dopo la potatura L'oleandro richiede un'accurata potatura annuale, poichè, dato anche il suo portamento irregolare, tende a crescere molto e ad assumere forme bizzarre. Il periodo migliore per potare l'oleandro è l'autunno, con l'assenza di fiori. Per prima cosa bisogna procurarsi dei guanti, possibilmente usa e getta, ma molto resistenti. Le cesoie ed altri eventuali attrezzi saranno destinati solo alla potatura di questa pianta e mai usati senza averli prima lavati, sterilizzati e aver indossato i guanti. Durante i tagli, evitare di avvicinarsi troppo con il volto; sovente accade che zampilli della linfa, che può facilmente finire negli occhi o in altre parti scoperte del viso. Tutti gli attrezzi vanno custoditi con cura e lontano dai bambini e persone inesperte. I tagli si effettuano a circa 10 cm dalla base del ramo da eliminare. In questo modo, oltre a tagliar via il rametto superfluo, determineremo anche il portamento dei futuri rami. Attenzione però, mai tagliare i rami dell'anno corrente, perchè essi ci daranno nuovi fiori in primavera; si tagliano soltanto quelli dell'anno precedente, dato che non daranno più fiori.


L'oleandro: Curiosità sull'oleandro

Una Sfinge dell'oleandro Sebbene l'oleandro sia tossico per quasi tutti gli animali, c'è un grazioso esserino che ha fatto di questo veleno la sua principale fonte di nutrimento. La Daphnis nerii è una bellissima falena nota con il nome comune di Sfinge dell'Oleandro. Piuttosto rara e localizzata, questa falena migratrice depone le uova sulla pagina inferiore delle foglie di oleandro. Appena nati, i bruchi già cominciano la loro instancabile attività nutrendosi delle foglie, che non risultano affatto tossiche e, anzi, rappresentano la sola essenza botanica di cui si nutrono. Infatti l'epiteto "nerii" che compone il nome scientifico della falena, deriva proprio dal termine latino Nerium che vuol dire appunto oleandro. Anche il colore dei bruchi e delle ali della falena adulta richiamano le tinte dell'oleandro (varie tonalità di verde e marrone).


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