Orchidea Cymbidium

Orchidea Cymbidium

Appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, l’Orchidea Cymbidium , ha avuto origine in Australia, in Africa e nei paesi asiatici. Essa è un’orchidea sempreverde che viene coltivata sia come fiore reciso che come vaso fiorito, questo per le sue infiorescenze lunghe e grandi a spiga dal quale nascono i fiori che derivano da piccoli piccioli. Il nome di questo genere deriva dalla parola greca “kimbe” che sta a significare “barca”, per la forma a barca che prende il labello. Nei loro luoghi d’origini, queste orchidee, crescono sia come piante terrestre che come epifite, invece le specie che coltiviamo nelle nostre abitazioni crescono solo come piante epifite. Le Orchidee Cymbidium sono piante con uno sviluppo simpodiale, ovvero crescono in orizzontale. Le foglie di questa pianta sono sottili, lunghe e sempreverdi e sono costituite d auna nervatura centrale alquanto evidente. Per ogni pseudobulbo crescono più o meno dalle 5 alle 15 foglioline e possono essere fino a un metro di lunghezza. I fiori dell’orchidea Cymbidium sono costituiti da sei sepali oppure da tre petali e tre sepali. Hanno una colorazione molto varia, possono essere bianchi, rosa, gialli e verdi oppure di colori combinati. Solitamente i petali ed i sepali sono dello stesso colore, quello che cambia è il labello. Queste orchidee producono circa 25 fiori per fusto ed ogni pianta produce più o meno 3 – 4 fusti.
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Coltivazione

orchideeLa temperatura ideale per questi tipi di piante è quella che si aggira sui 15 – 18°C, anche se riescono benissimo a sopportare, per brevi periodi, temperature di circa 30°C. L’importante per queste piante è che si siano una buona quantità di umidità nell’aria dell’ambiente nel quale crescono e che ci sia una buona circolazione d’aria. Per fa si che le orchidee fioriscono è necessario che le temperature notturne non siano al di sotto dei 10°C, e quindi si consiglia di lasciarle crescere all’aperto fino al periodo autunnale ma posizionarla all’interno durante quello invernale. L’orchidea Cymbidium è una pianta molto esigente per quanto riguarda l’illuminazione, infatti è consigliabile utilizzare la luce artificiale nel periodo invernale dato che i valori ottimali sono circa 30.000 – 45.000 lux. Per quanto concerne le annaffiature, la Cymbidium va annaffiata spesso in modo tale da non lasciare mai il terriccio asciutto. Non hanno necessità di crescere in ambienti troppo umidi e la frequenza delle annaffiature dipende dalla temperatura e dal terreno utilizzato.

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Terreno e rinvaso

Il terreno da utilizzare per l’orchidea Cymbidium è un terriccio già pronto da acquistare in un qualsiasi negozio specifico per il giardinaggio oppure è possibile utilizzare un miscuglio di bark, polistirolo e perlite (trattiene l’umidità). Qualsiasi tipo di terreno verrà utilizzato non ha importanza, la cosa fondamentale è che sia possibile un buon drenaggio. Queste piante non amano la formazione di ristagni idrici e quindi un attenzione va posta anche nel momento in cui viene scelto il vaso nel quale porre le piantine. Per quanto riguarda il rinvaso va fatto ogni 3 – 4 anni dopo il periodo di fioritura. Se in un anno la piantina non fiorirà, il rinvaso, va effettuato all’inizio del periodo primaverile, tra marzo ed aprile. Prima di rinvasare la pianta, l’orchidea, deve essere bagnata in modo da rendere le radici più elastiche ed evitare una rottura. Queste piante non amano essere disturbate infatti si consiglia di effettuare il rinvaso solo quando ci accorgiamo che i pseudobulbi occupano tutto lo spazio nel vaso. Durante il rinvaso si consiglia di procedere con cautela e di rimuovere solo le parti danneggiate facendo attenzione a non riportare danni al resto della pianta. Gli attrezzi che vengono utilizzati per rimuovere le parti danneggiate devono essere dei coltelli affilati e disinfettati, in modo tale da non riportare infezioni. Dopo aver completato il rinvaso, l’orchidea, va lasciata a seccare facendo attenzione a non esporla ai raggi diretti del sole e a balzi di temperature.


Concimazione

L’orchidea Cymbidium va concimata regolarmente con un concime a base di Azoto, Potassio e Fosforo variando la quantità dei tre elementi in base allo stato di salute e di sviluppo della pianta. Per favorire la ripresa vegetativa della pianta va somministrato un concime con una quantità maggiore di Azoto rispetto al Potassio e al Fosforo. Va concimata secondo la formula 30:10:10, ovvero 30 parti di Azoto, 10 di Potassio e 10 di Fosforo. Nel periodo di fioritura invece l’Azoto va diminuito e si somministra un concime con quantità maggiore di Potassio (10:30:20). Per il resto dei periodi si utilizza la formula bilanciata 20:20:20. Il concime che somministriamo alla pianta va diluito nell’acqua utilizzata per le annaffiature e non bisogna mai superare 1 grammo per un litro d’acqua. Una cosa importante che è necessario sapere è che il concime non va mai somministrato quando il terreno è asciutto, deve essere umido. Il terreno non va mai lasciato completamente asciutto perché si ha una concentrazione di sali minerali. Il consiglio è quello di annaffiare il terreno dopo un paio di concimazioni in modo che il terreno viene sciacquato e la concentrazione di Sali minerali si abbassa.



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