Uomo, piante, natura
L’essere umano vive immerso e circondato dalla natura, la quale non può semplicemente essere ridotta al boschetto fuori città o alle gite in mare o in montagna dei classici weekend da “gente di città”; essa è molto di più, perché nonostante ci vantiamo di aver costruito tante cose, è un dato di fatto che ogni materiale utilizzato provenga dalla natura, perché finora non abbiamo ancora (e si crede/si spera che non lo faremo mai) nulla dal nulla, ma abbiamo sempre utilizzato materie prime naturali, anche se poi profondamente modificate. Ebbene, troppe volte però l’uomo si dimentica di quanto deve alla natura stessa che lo accoglie dentro di sé e gli fornisce tutto quanto necessita per vivere. Soprattutto nei confronti del mondo vegetale ed animale, ovvero con gli altri esseri viventi del pianeta Terra, l’uomo è stato sempre molto crudele, anche se vogliamo credere che sia stato sempre in buona fede per la stragrande maggioranza delle volte; molte specie animali e vegetali infatti non sono sopravvissute alla esistenza dell’uomo sulla Terra e non hanno retto alle conseguenza delle sue azioni, molto spesso sconsiderate nei confronti delle conseguenze che sarebbero ricadute sugli altri esseri viventi “non umani”, giungendo quindi all’estinzione ed alla definitiva “sparizione” dal pianeta.
Piante amate
Al di là di quanto, nel paragrafo precedente, abbiamo detto sulla propensione dell’uomo ad invadere un po’ troppo la natura che lo circonda, esso non è tutto da buttare con i suoi comportamenti; in effetti molti esseri umani, anzi vogliamo sbilanciarci, tutti gli esseri umani hanno dentro di sé il gene della natura, ovvero quella parte inconscia di noi che ci fa provare una sensazione di pace e serenità allorquando ci troviamo immersi in un luogo naturale, la stessa “spinta” interna che ci porta a recarci a contatto con la natura per evadere dalla monotonia quotidiana ma soprattutto per rigenerarci. In effetti l’uomo, prima di trasferirsi nelle città che ha costruito, ha vissuto e si è evoluto in contesti del tutto naturali, quindi non si possono nascondere migliaia e migliaia di anni con un secolo di vita in città. La natura infatti ci ha dato tutto quando non eravamo in grado di costruirci nulla, dal cibo al vestiario, passando per il prezioso tetto (di caverna, in origine) sulla testa. Ecco perché gli uomini amano le piante ed amano circondarsene, esso infatti è solo un modo per sentirsi più a contatto con la natura, per ammirarne i colori e godere dei suoi profumi intensi e del suo ossigeno puro.
Le orchidee
Dato che il mondo vegetale contiene un numero a più di sei zeri di specie, è chiaro sia che non possiamo conoscerle tutte (anzi, a detta degli scienziati botanici, ci sono sulla Terra ancora tantissime specie non catalogate e studiate, soprattutto in paradisi naturali inesplorati come alcuni fondali marini e barriere coralline o anche le foreste equatoriali) e sia che non possiamo amarle tutte. Per vari motivi che spaziano dal commerciale allo storico, alcune specie vegetali sono più conosciute ed amate in tutto il pianeta. Molti nostri appassionati lettori avranno di certo pensato come esempio alle rose, bellissime e celebrate ovunque, ma in questo articolo ci dedichiamo alle orchidee: questa specie di pianta di origine asiatica si distingue per l’eleganza con cui arreda ogni ambiente, risultando poco invasiva ma adattabile sia ad un salotto chic e sia ad una bella tavernetta (molto dipende anche dalla colorazione del fiore). Il fiore è il pezzo forte della pianta, perché ha una forma ricercata e molto variabile da specie a specie (ne esistono centinaia di migliaia, senza contare gli ibridi commerciali ovviamente), ma resta sempre un punto di forza apprezzato.
Orchidee selvatiche
Ora daremo una notizia che potrebbe sconvolgervi, ma che è la verità ed è la luce di un mercato vegetale che forse soggioga un po’ troppo alle regole del commercio, ma in effetti non potrebbe fare altro se vuole sostenersi: praticamente tutte le orchidee in vendita non sono altro che ibridi, ovvero specie nate dall’unione guidata di più esemplari diversi in modo da ottenere il mix desiderato di caratteristiche: ci sono quelli a lunga durata, a singolo fiore, a fiori multipli, a colorazione varia, a grandezze diverse e chi più ne ha più ne metta. Ma ciò che è strano è che il tutto accade nonostante l’orchidea sia una tra le piante più forti e dal carattere maggiormente spontaneo: le orchidee selvatiche, nelle zone con clima ideale per la specie, sono molto diffuse e siccome sono rare, vengono ricercate da gruppi di appassionati che spesso si riuniscono in associazioni per condividere gli “avvistamenti”, le esperienze ed i luoghi con più specie. Strano ma vero, nonostante un clima italiano molto lontano da quello umido e piovoso che ama l’orchidea, presenta il suo numero di specie spontanea, tra le dieci e le venti, che possono essere osservate senza troppe difficoltà. Non sarà facile, per chi vuole saperne di più a riguardo, trovare numerosi blog, forum e siti di associazioni sul web che trattano dell’argomento.
Domande frequenti
-
Qual è la differenza principale tra le orchidee in commercio e quelle selvatiche?La maggior parte delle orchidee vendute nei negozi sono ibridi commerciali, ottenuti incrociando diverse specie per stabilizzare caratteristiche come la durata del fiore, la dimensione o la colorazione. Al contrario, le orchidee selvatiche sono specie pure che crescono spontaneamente in natura, mantenendo le loro originali varianti genetiche e adattandosi agli ecosistemi specifici senza interventi umani diretti.
-
Quante specie di orchidee selvatiche crescono naturalmente in Italia?Nonostante il clima italiano sia generalmente meno umido e piovoso rispetto ai tropici, l'Italia ospita un numero significativo di orchidee spontanee. Si stima che vi siano tra le dieci e le venti specie autoctone che possono essere osservate in natura, specialmente in aree protette o ambienti favorevoli come prati aridi, boschi ombrosi e zone rocciose.
-
È possibile coltivare orchidee selvatiche in casa come piante d'appartamento?Coltivare orchidee selvatiche in vaso è estremamente difficile e sconsigliato. Queste piante hanno esigenze ecologiche specifiche legate al loro habitat naturale (simbiosi con funghi micorrizici, umidità precisa, substrato particolare) che sono quasi impossibili da replicare in un ambiente domestico. Inoltre, molte specie sono protette e la loro raccolta in natura è illegale.
-
Come posso osservare le orchidee selvatiche senza danneggiarle?L'osservazione dovrebbe avvenire rispettando rigorosamente le norme locali sulla tutela della flora. È fondamentale non raccogliere i fiori né le radici, poiché molte specie sono a rischio estinzione o protette. Gli appassionati partecipano spesso a escursioni guidate da associazioni naturalistiche che insegnano a riconoscere le specie nel loro habitat naturale, condividendo avvistamenti e promuovendo la conservazione.
-
Perché le orchidee selvatiche sono considerate rare e ricercate?Le orchidee selvatiche sono ricercate dagli appassionati per la loro rarità intrinseca e la bellezza unica dei fiori non modificati dall'uomo. Tuttavia, la loro popolarità ha storicamente portato a un sovrasfruttamento. Oggi sono valutate principalmente per il valore scientifico ed estetico nel contesto della biodiversità, rendendo cruciale la loro protezione contro il prelievo illegale e la distruzione degli habitat.







