Artemisia

Piante per curarsi

Il rapporto tra la natura e l’essere umano è sempre stato molto completo ed intenso, dato che questo enorme mondo che ci circonda ci ha sempre dato tutto e ci ha permesso di svilupparci fino a diventare quello che siamo ora. In modo particolare la natura vegetale è quella parte che include le piante, organismi viventi apparentemente sotto-sviluppati rispetto a noi umani per il semplice fatto che sono stazionari e che non comunicano, ma in realtà ogni esemplare vegetale ha alle sue spalle una storia evolutiva clamorosa, in quanto gli ha permesso di sopravvivere per miliardi di anni (le piante sono tra i primi gruppi esistenti sulla Terra) sul nostro pianeta superando tante prove durissime come glaciazioni, alluvioni, momenti di siccità e tanto tanto altro. Tra le tante cose che l’uomo ha fatto con le piante c’è anche il curarsi: oggigiorno questa è una moda, positiva ma resta una moda, mentre nel passato (come tanti medici ammettono) le piante sono state il primo ed unico metodo di cura per secoli e secoli, prima che i medicinali e le scienze moderne evolvessero pesantemente nel secolo scorso. E’ chiaro che la mortalità all’epoca era più alta in quanto (forse) le piante non possono curare la maggior parte dei malanni come i farmaci, ma esse sono state comunque di grande aiuto.
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Fitoterapia

artemisiaLa trasposizione moderna della medicina primordiale che si basava sulla conoscenza e sull’uso delle piante e dei loro estratti è la fitoterapia: come si può facilmente dedurre dalla sua origine greca, questa parola vuol dire chiaramente “curarsi con le piante”, niente di più esplicativo. Mentre un tempo questo era l’unico modo per farlo, oggigiorno la medicina offre tante possibilità molto varie, perché si dovrebbe scegliere di curarsi così? Innanzitutto bisogna chiarire che da un decennio circa a questa parte è cominciata una moda (una delle tante di cui si caratterizza la nostra società moderna, ma per fortuna questa almeno non è dannosa per la salute come fumo e droga, anzi) che è partita dalla west coast degli Stati Uniti (Hollywood in particolare) e che ha piano piano coinvolto tutto il mondo civilizzato: essa comprende erboristeria e fitoterapia come metodi per mantenere in forma il proprio corpo, sia esternamente (quindi nell’estetica) e sia internamente (quindi nelle funzionalità), non necessariamente come “cura” ma anche come prevenzione, seguendo il concetto di fare star bene il corpo senza bisogno di curarlo ma prevenendo i mali con una vita sana.

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Differenze con l'erboristeria

In generale, per chi non è immerso al cento per cento in questo mondo, spesso erboristeria e fitoterapia vengono confuse. In realtà non è così, perché l’erboristeria è la scienza primaria di questo gruppo, essendo quella che classifica le piante in base alle loro proprietà ed ai benefici che possono portare al nostro organismo, raccogliendo anche le modalità migliori per conservarle e per sfruttare le loro proprietà. La fitoterapia, che si accoppia direttamente all’erboristeria, è invece quella parte di queste scienze che studia quali sono gli effetti positivi che le piante (comprendendo ovviamente tutti i loro possibili estratti) possono apportare alla salute del nostro organismo. La medicina antica era un misto di queste due cose già a suo tempo, perché i medici erano quasi degli “stregoni” che si intendevano di piante e strani miscugli, conservandole in boccettine e contenitori tutti insieme. Modernamente parlando è chiaro che la fitoterapia non potrebbe esistere senza erboristeria e l’erboristeria non potrebbe esistere senza fitoterapia, sono due parti inscindibili dello stesso mondo, entrambe necessarie poi se davvero vogliamo godere dei benefici naturali delle piante. Tante sono le piante appartenenti all’universale catalogo erboristico, vediamone insieme una davvero molto usata.


Artemisia

La pianta che corrisponde al nome di artemisia è un arbusto annuale nativo proprio delle zone meridionali dell’Europa, quindi anche della nostra Italia. Esso si presenta come un piccolo alberello dal colorito verde ingrigito, a causa di una peluria che ricopre soprattutto le foglie ma anche il tronco. In realtà essa è sorretta da uno stelo, che però ben presto diventa legnoso per offrire sostegno alla pianta. Essa è denominata anche assenzio maggiore perché se ne ricavava la bevanda tanto amate e bandita dei secoli passati; attualmente, dal punto di vista fitoterapico, se ne utilizzano le foglie, parte delle radici e le sommità floreali per ottenere degli ottimi effetti analgesici, astringenti, febbrifugo, digestivo, diuretico, antispasmodico, grazie ad elementi naturali come i flavonoidi, i tannini, terpeni e tuioni. Tutto ciò arricchisce la pianta di elementi in grado di intervenire in molti processi del corpo umano, soprattutto quelli che provocano tensione muscolare involontaria degli organi interni, e nello specifico ci riferiamo ad esempio a mal di pancia di causa intestinale o a quelli legati al ciclo femminile. Un decotto di artemisia, preparato con estratti secchi delle sue varie parti ed acqua calda (zucchero a piacimento per migliorare il sapore), è quello che serve quando altri medicinali potrebbe sì apportare sollievo ma con sostanze che in generale possono lenire altre cose.




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