Efedra erboristeria

Cenni botanici e preparati erboristici

Con il termine Efedra si fa riferimento ad un intero genere di piante arbustive appartenente alla famiglia delle Ephedraceae. Si tratta di piante cespugliose dall'altezza variabile tra i trenta centimetri e i due metri. Rami brevi, retti, sottili, di colore verdastro, si dipartono da una robusta radice e sono rivestiti da foglie squamose di colore tendente al grigio scuro. La pianta produce delle infiorescenze ermafrodite. I fiori si presentano come scaglie fiorali raccolte in amenti giallastri. Il frutto, rappresenta un falso frutto, costituito da brattee. Maturando il frutto assume un aspetto bacchiforme carnoso di colore rosso. Il genere Ephedra conta più di quaranta specie, tre delle quali hanno utilità commerciale: Ephedra sinica, Ephedra intermedia e Ephedra equisetina. La pianta cresce nelle regioni temperate e tropicali di Europa, Asia, America e Africa. I preparati di Efedra in erboristeria fanno uso di parti della pianta differenti a seconda della cultura: in Europa si raccolgono i ramoscelli verdi mentre in Cina e India vengono raccolti gli steli per la preparazione di tisane e infusi.
Efedra sinica

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Dall'impero cinese ad oggi

Nagayoshi Nagai L'Efedra è da sempre conosciuta dai popoli di tutto il mondo. In Europa, già Plinio il Vecchio, nel I secolo a.C., nella sua opera Naturalis Historiae riporta l'utilizzo della pianta da parte dei medici dell'antica Roma per il trattamento delle affezioni bronchiali. In oriente, invece, le prime tracce sull'utilizzo dell'Efedra si fanno risalire al III secolo a.C., periodo in cui l'imperatore cinese Shen Nung redige il primo testo della storia, conosciuto come Pen T'sao ching o L'origine delle piante, in cui vengono raccolte tutte le sostanze ad attività farmacologica derivanti da minerali, piante e animali, ed in cui si fa menzione della Ma Huang, nome cinese dell'oggi conosciuta Efedra. Solamente nel 1885 il chimico giapponese Nagayoshi Nagai isola il principale alcaloide dell'Efedra: l'efedrina. Da allora il principio attivo è stato strutturalmente e farmacologicamente caratterizzato, insieme al suo stereoisomero meno tossico, la pseudoefedina, trovando nel tempo molti impieghi in ambito farmaceutico, successivamente ridimensionati a causa dei rischi di tossicità insorti.

  • Piante di Efedra con brattee L'Efedra è una pianta che cresce spontaneamente in natura nelle zone con clima mite e temperato come l'Europa, l'Asia, l'Africa e il nord e sud America. Caratterizzata da rami nodosi e sottili di colo...
  • pianta di efedra L'efedrina deve essere assunta per via orale, questa agisce a livello periferico e centrale. Tra gli effetti terapeutici si può evidenziare una vasocostrizione con relativo aumento della pressione san...

Tommaso D'Aquino. Un profilo storico-filosofico

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Gli effetti benefici sulla salute

Prodotto dimagrante L'efedrina e la pseudoefedrina, i due alcaloidi naturali estratti dalla pianta, possiedono una struttura catecolaminergica simile alla metamfetamina, con la quale condividono alcune proprietà tossiche. Tale struttura garantisce ai due alcaloidi tutta una serie di funzioni positive sull'organismo. Le proprietà benefiche dei due alcaloidi sono legate alla stimolazione dei recettori adrenergici e a seconda dei siti di azione danno una variegata serie di effetti: a livello bronchiale provocano una broncodilatazione in grado di contrastare la difficoltà respiratoria dei soggetti asmatici, a livello centrale agiscono da attivanti e ad alte dosi da euforizzanti, agiscono inoltre da vasocostrittori, riducendo così la produzione di muco a livello nasale, e infine hanno un'azione termogenica e lipolitica con riscontri positivi sui soggetti obesi. Efedra in erboristeria viene commercializzata con l’indicazione di fornire un aiuto per perdere peso o come tonico in caso di stanchezza o intensa attività fisica. Spesso viene associata alla caffeina che agisce da rinforzo sulle attività stimolanti dell'efedra.


Efedra erboristeria: Non eccedere con le dosi

In Italia l'efedrina viene oggi considerata doping Se da una parte la natura è in grado di donarci sostanze con proprietà terapeutiche eccellenti, sull'altro capo della medaglia si nascondono gli effetti avversi che rendono queste sostanze un pericolo per la salute se assunte in modo non corretto. I due alcaloidi dell'Efedra presentano una serie di effetti collaterali che hanno portato al ridimensionamento di questi nella terapia medica: l'attivazione dei recettori adrenergici porta ad un aumento della pressione sanguigna conseguente alla costrizione vasale, inoltre possono aumentare il rischio di infarto del miocardio se assunti insieme ad altre sostanze stimolanti, quali caffeina e sinefrina; effetti collaterali secondari sono iperglicemia, insonnia, ansia, nervosismo. Non è un caso che tutti questi effetti siano sovrapponibili agli effetti riscontrati in alcune sostanze d'abuso, infatti con l'assunzione di efedrina e pseudoefedrina vengono attivati gli stessi canali neuronali che portano a stati di dipendenza psicologica ed abuso di sostanze. in Italia l'efedrina è oggi considerata doping, mentre la pseudoefedrina, l'analogo meno tossico, trova impiego solamente come decongestionante nasale.



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