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Erboristeria · Tintura madre

Biancospino controindicazioni

Aggiornato il 18 febbraio 20154 capitoli4 domande frequenti
il biancospino rilassa

La tintura madre di biancospino

La tintura madre si definisce in tal modo proprio per la sua particolare capacità di trattenere in se tutti i principi della pianta che si sta utilizzando. E' un prodotto erboristico o anche detto fitoterapeutico, e si differenzia da altre tipologie di rimedi naturali dalla sua macerazione in acqua e alcool. In particolare, la tintura madre di biancospino racchiude in se tutti i flavonoidi e tannini contenuti in questa speciale pianta al fine di eliminare i radicali liberi nel nostro corpo; dilata i vasi sanguigni allo scopo di migliorare la pressione arteriosa nei soggetti in cui è presente l'ipertensione, agisce come sedativo del sistema nervoso centrale, nei casi di tachicardia e menopausa. Solo un uso per medi/lunghi periodi, la tintura madre di biancospino da' risultati efficaci, per questo motivo è sempre consigliabile chiedere pareri di erboristi o medici.

Preparazione tintura madre

Per la preparazione della tintura madre di biancospino si necessitano di circa 10/20 giorni di macerazione e poche ore per la preparazione. Raccogliere fiori e foglie di biancospino nel periodo balsamico (Aprile) seccarne una piccolissima parte e pesarla, successivamente con un rapporto di equità è possibile riuscire ad elaborare la proporzione uno a dieci di droga-soluzione alcolica al 65%. E' fondamentale far macerare le parti fresche di biancospino in quanto una volta essiccato se ne perdono le maggiori proprietà. Trascorsi i giorni per la macerazione, che variano a seconda del luogo in cui viene riposto, filtrare il contenuto liquido e conservare in un contenitore di vetro scuro per proteggere meglio il prodotto dalla luce, così da consentirne la conservazione per diversi anni senza che l'estratto di biancospino denoti controindicazioni.

Le poche e blande controindicazioni della tintura di biancospino

Il biancospino, nella soluzione di tintura madre, se assunto in dosi consigliate senza eccedere non presenta sostanziali controindicazioni se non per chi soffre di pressione bassa. Il biancospino in questi casi, svolgendo la funzione di vaso dilatatore, aumenterebbe il problema e rallenterebbe il sistema cardiocircolatorio; non va usato su soggetti bradicardici, su chi fa terapie digitali e, come ogni altro rimedio erboristico è sconsigliabile in gravidanza e allattamento. Questa pianta interferisce in modo non aggressivo con i farmaci inotropi (che aiutano il cuore nella sua forza di contrazione per pompare il sangue) rilassando i muscoli delle vene arteriose e indebolendone la potenza. Risulta sempre buona prassi chiedere il parere di un erborista o di un medico, così che possa trarre conclusioni in funzione alla specificità della persona.

Quando usare la tintura madre di biancospino

La tintura di biancospino è principalmente funzionale nei casi di ipertensione ma questa pianta dalle mille proprietà ci viene in aiuto anche in menopausa attenuando le vampate di calore, nei casi di angina pectoris e laringite con dei gargarismi. Le bacche inoltre hanno una funzione digestiva aiutando la regolazione dell'appetito e stimolando l'assimilazione del cibo. Quando vi sono malfunzionamenti valvolari e colesterolo, il biancospino può venire in aiuto. E' preferibile usarle per diarrea e gonfiore addominale. Non bisogna dimenticare che ogni pianta ha diverse parti di droga utilizzabili, ognuna di esse ha in se la totalità delle proprietà di cui l'erba dispone ma fiori, foglie e bacche (in questo caso) o radici danno la possibilità di agire più efficacemente su un livello rispetto ad un altro, le controindicazioni del biancospino rimangono comunque le stesse.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali indicazioni terapeutiche della tintura madre di biancospino?
    La tintura madre di biancospino è indicata principalmente per supportare la salute cardiovascolare, agendo come calmante e vasodilatatore. È utile per contrastare l'ipertensione, ridurre la tachicardia e alleviare i sintomi della menopausa, come le vampate di calore. Inoltre, grazie ai suoi flavonoidi e tannini, aiuta a eliminare i radicali liberi, agisce come sedativo del sistema nervoso centrale e può essere impiegata come coadiuvante in casi di angina pectoris, malfunzionamenti valvolari e problemi digestivi come diarrea o gonfiore addominale.
  • Chi deve evitare l'uso di tintura madre di biancospino?
    L'uso di biancospino è fortemente sconsigliato per persone con pressione bassa (ipotensione) e soggetti bradicardici, poiché la pianta dilata i vasi sanguigni e rallenta il sistema cardiocircolatorio. Deve essere evitato durante la gravidanza e l'allattamento. Inoltre, è necessario prestare attenzione se si assumono farmaci digitalici o inotropi, poiché il biancospino può interferire con questi medicinali, indebolendone l'efficacia o alterandone gli effetti. Consultare sempre un medico prima dell'assunzione.
  • Come si prepara correttamente la tintura madre di biancospino?
    Per preparare la tintura madre, raccogliere fiori e foglie freschi di biancospino nel periodo balsamico, ovvero ad aprile. Farli macerare in una soluzione alcolica al 65% mantenendo un rapporto di 1 parte di pianta fresca contro 10 parti di soluzione. La macerazione richiede dai 10 ai 20 giorni. È fondamentale utilizzare materiale fresco perché l'essiccazione riduce le proprietà della pianta. Dopo la macerazione, filtrare il liquido e conservarlo in contenitori di vetro scuro per proteggerlo dalla luce e preservarne le qualità per lunghi periodi.
  • Quanto tempo serve per ottenere risultati efficaci dall'uso di biancospino?
    Gli effetti benefici della tintura madre di biancospino si manifestano generalmente solo dopo un utilizzo continuativo per periodi medi o lunghi. Non è un rimedio a effetto immediato per condizioni acute, ma agisce come supporto graduale per riequilibrare il sistema nervoso e cardiovascolare. Per questo motivo, è consigliabile un approccio costante sotto controllo professionale, verificando periodicamente la risposta dell'organismo e adattando il dosamento alle specifiche esigenze individuali.

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