Innesti piante

Innesti piante

Gli innesti sono delle tecniche di propagazione vegetale effettuate per migliorare la resa estetica e produttiva delle piante. La loro esistenza viene, dunque, giustificata dagli stessi obiettivi della potatura, che viene attuata sempre a scopo estetico e produttivo. Innesto e potatura, anche se condividono gli stessi obiettivi, si attuano con tecniche completamente diverse. Mentre la potatura asporta delle parti di pianta inutili, malate o produttive, l’innesto aggiunge, alla pianta madre, due o più parti di un’altra pianta, per ottenere una varietà più produttiva, esteticamente gradevole e più resistente alle avversità ed alle malattie. Gli innesti si possono praticare su piante arboree ed ornamentali con fusto legnoso, mentre non si praticano sulle specie erbacee. L’innesto delle specie erbacee può essere possibile sono in casi rarissimi.
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Procedura

innestipiante2-1 Gli innesti delle piante si eseguono unendo tra loro due o più piante tra loro affini. L’innesto non si effettua mai tra piante della stessa varietà, ma solo tra piante affini, cioè appartenenti alla stessa famiglia. L’innesto con due piante uguali non attecchisce facilmente e non produce quasi mai risultati apprezzabili, né in termini produttivi e nemmeno in termini estetici. Spesso, l’innesto di due piante uguali provoca la maturazione di una nuova pianta con frutti più piccoli. Negli innesti delle piante, dunque, i migliori risultati si ottengono abbinando tra loro cultivar ( varietà) diverse. Naturalmente la diversità non deve essere riferita a un’altra specie, perché la pianta innestata potrebbe ammalarsi gravemente manifestando i sintomi della cosiddetta disaffinnità, sintomi che sono molto simili alle comuni malattie vegetali, quali ingiallimento fogliare, blocco della crescita e disseccamento dell’intera pianta. Gli innesti con i risultati migliori si hanno innestando tra loro piante con varietà esteticamente più gradevoli, o più produttive o geneticamente più resistenti ad avversità e malattie. L’esempio di un innesto che dà vita a un’ottima varietà, è quello del pero con il melo. La pianta principale su cui verranno innestati le parti di un’altra pianta viene chiamata portainnesto, mentre le parti inserite nel portainnesto si chiamano nesto. Le varietà coinvolte nella procedura dell’innesto si chiamano bionti.

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Tipi di innesti

Le parti vegetali che vengono inserite nel portainnesto possono essere gemme o rami con gemme chiamati marze. L’innesto di queste diverse strutture vegetali dà vita a diverse tipologie di innesto che prendono essenzialmente il nome delle parti vegetali da innestare. Avremo così gli innesti a gemma e quelli a marza. Le gemme e le marze vengono collocate nel portainnesto con modalità completamente differenti l’una dall’altra. Queste diverse tecniche daranno il nome ai vari tipi di innesti per piante. Se si utilizzano delle gemme si avranno gli innesti a occhio o a scudetto, a doppio scudo e a tassello. Se si innestano rami con due o tre gemme avremo gli innesti a spacco e a corona. L’innesto a occhio o a scudetto consiste nell’inserire una gemma in una fessura a forma di T ricavata dalla corteccia del portainnesto. Questa fessura verrà poi protetta con rafia o mastice. L’innesto a doppio scudo consiste nell’inserire, tra la fessura e la corteccia, una seconda gemma che eviti gli eventuali problemi di disaffinità tra la prima gemma ed il portainnesto. Questa tecnica vene praticata negli alberi da frutto. L’innesto a tassello, detto anche a pezza, consiste nell’effettuare, nella corteccia del portainnesto, un taglio di forma quadrata, in cui verrà inserita una gemma contenuta in una porzione di corteccia sempre di forma quadrata. Questo innesto viene frequentemente praticato per l’olivo. Se nel portainnesto verranno inseriti rami con gemme, ovvero le marze, si praticheranno gli innesti a spacco, divisi in spacco comune e spacco a corona. L’innesto a spacco consiste nel praticare una capitozzatura del tronco del portainnesto, ottenendo una superficie tonda ai cui lati verranno praticati dei fori per inserire le marze. Se le marze collocate saranno due o tre, si avrà l’innesto a corona, se invece si inserirà una sola marza si avrà lo spacco comune.


Piante per innesti a gemma

Le piante su cui è possibile praticare gli innesti a gemma sono gli alberi da frutto ed ornamentali e le piante a fiore, come la rosa e il lillà. Gli alberi che si prestano ad essere propagati tramite gli innesti a gemma sono: pesco, melo, albicocco, ciliegio, olivo, limone, melograno e cachi. In base all’epoca del prelievo delle gemme e dell'esecuzione dell'innesto, si distinguono innesti a gemma dormiente ed innesti a gemma vegetante. Nel primo caso le gemme saranno prelevate nella stagione di riposo vegetativo (luglio-settembre) e verranno innestate immediatamente, nel secondo, saranno prelevate a fine inverno ed innestate durante la stagione del risveglio vegetativo (primavera). Gli innesti a gemma vegetante richiedono una corretta conservazione delle gemme che dovranno essere collocate nel portainnesto in primavera, mentre le gemme dormienti possono essere immediatamente innestate. Le gemme vanno prelevate da rami vigorosi che vanno puliti per circa dieci centimetri. Se le temperature sono miti, gli innesti a gemma possono essere praticati da marzo a settembre. Nelle piante ornamentali, gli innesti si praticano solo sulle specie più giovani. L’innesto maggiormente praticato su queste piante è quello a occhio o a scudetto, che garantisce alte probabilità di attecchimento. Nelle piante a fiore, l’innesto a gemma si pratica prima dell’emissione dei boccioli. Un innesto a gemma dai risultati estetici molto apprezzabili è quello della rosa ad albero che viene innestata con gemme di rose rampicanti. L’innesto attecchisce facilmente ed in tempi brevi, dando vita a varietà di rose dal portamento ondeggiante e sinuoso.


Piante per innesti a spacco

Gli innesti a spacco si praticano per favorire la propagazione di alberi da frutto, viti, agrumi ed alcuni alberi ornamentali, tra cui il frassino e il faggio. Con gli innesti a spacco si innestano marze di specie pregiate su portainnesti meno pregiati. Le marze, di dimensioni quasi simili a quelle del portainnesto, vanno inserite a fine inverno o a primavera. Questi innesti vengono frequentemente praticati per scopi produttivi e per ottenere frutti di qualità migliore rispetto a quelli della pianta madre. Negli alberi ornamentali, come il faggio o il frassino, gli innesti a spacco si praticano a marzo, mentre quelli a gemma si possono eseguire a giugno. Dagli alberi appena citati si ricava sia legna da ardere che per arredamento. Gli innesti consentono di ottenere varietà più pregiate da cui si ricava del legno di alta qualità.



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