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Innesto piante

Aggiornato il 16 febbraio 20154 capitoli4 domande frequenti
Innesto di pero su melo

Le caratteristiche di un innesto

Gli innesti, sia sulle piante da frutta che sulle piante grasse o succulente, prendono nomi diversi ma seguono la medesima regola base: aggiungere una parte vegetativa differente alla pianta madre. Normalmente gli innesti si eseguono inserendo nella parte bassa della pianta "portainnesto", un rametto o una gemma di una pianta di altro tipo. Vanno effettuati innesti solo tra piante appartenenti alla stessa famiglia o macro famiglia, comunque con piante che abbiano delle affinità. Un esempio classico è l'innesto del pero sul melo. Il risultato è una pianta più resistente alle malattie e i frutti più gustosi e sugosi. Innestare piante lontane geneticamente tra loro, può portare alla morte della pianta "portainensto", quindi sono fortemente sconsigliati. Una forte "disaffinità" altera i tessuti del parenchima vegetale, alterazione che impedisce alla pianta di nutrirsi in modo corretto inibendo la crescita, portandola quindi alla morte.

Innestare una pianta da frutta

Vediamo nello specifico un innesto su di una pianta da frutta. La tecnica più utilizzata per questo tipo di piante si chiama: a occhio o a gemma. Consiste nell'individuare un robusto "portainnesto", ad esempio un melo. Scelto il ramo adatto, che dovrà essere di circa 4 o 5 centimetri di diametro, effettueremo un taglio a T nella corteccia, rialzandola leggermente con il coltellino da innesto. Da una pianta sana di pero, preleveremo invece l' occhio o gemma, che andremo ad inserire nel portainnesto in precedenza preparato. Utilizzando della rafia o nastri apposti, andremo a chiudere per bene il taglio a T, in modo che la gemma sia a stretto contatto con la parte legnosa della pianta madre. Quando avrà attecchito, l'innesto va liberato dal nastro. Così facendo avremo un ramo nuovo, che crescendo darà frutti gustosi. Questi innesti vanno fatti su tutti i rami del portainnesto, quindi sarà bene utilizzare una pianta madre giovane e poco ramificata. I rametti che nasceranno in seguito, dall'innesto in su, saranno della qualità della gemma inserita.

Innesto su piante grasse

Per le "succulente" o piante grasse, valgono più o meno le stesse regole che per le piante da frutta. Su questo tipo di piante, in genere, si utilizza il sistema di innesto detto "a spacco". Consiste nel tagliare orizzontalmente il "portainnesto" e praticare un taglio verticale profondo circa 3 centimetri. Nello "spacco" si andrà, a questo punto, ad inserire il vero e proprio innesto. Invece di utilizzare nastri, rafia o mastici, come per le piante da frutta, sulle piante grasse la parte innestata andrà fermata con l'ausilio di elastici. Verranno poi tolti una volta che la parte "ferita" si sarà rimarginata a dovere, ricostruendo una pellicola a protezione della polpa. Per effettuare un innesto su di una pianta grassa, è necessario utilizzare un coltello molto affilato, in modo che il taglio risulti perfetto. La parte che viene inserita nello "spacco" viene denominata "marza".

Il periodo dell'innesto

I periodi giusti per innestare, ovviamente, variano da specie a specie. Si può innestare sia in primavera che in autunno, ma anche in estate o in inverno. Il tipo di innesto determina anche il periodo. Il primo che abbiamo preso in considerazione, quello a "gemma", andrà effettuato in primavera, in modo che la parte innestata, appunto la gemma, possa attecchire con maggior velocità. In primavera la pianta è in grado di sviluppare il maggior sforzo di crescita, favorita anche dalle condizioni climatiche ottimali, né troppo caldo e né troppo freddo; soprattutto però, in primavera la pianta secerne una maggior quantità di linfa che viene "spinta" verso la parte superiore della pianta, mentre in inverno, sviluppa maggiormente l'impianto radicale. L'innesto a "spacco", invece, viene praticato principalmente a fine inverno, dando così modo alla pianta madre di saldare le due parti, senza che ancora venga innescato il processo di fogliazione, che andrebbe a sottrarre elementi nutritivi alla parte legnosa interessata.

Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti genetici fondamentali per eseguire un innesto con successo?
    L'innesto richiede che la pianta donatrice (marza) e quella ricevente (portainnesto) appartengano alla stessa famiglia o macro-famiglia botanica. È essenziale garantire un'affinità genetica stretta; ad esempio, l'innesto del pero sul melo è un caso classico di compatibilità. Al contrario, unire piante geneticamente distanti provoca disaffinità, che altera i tessuti del parenchima, blocca l'alimentazione della pianta e porta inevitabilmente alla morte del portainnesto. Pertanto, verificare la compatibilità tassonomica è il passo preliminare indispensabile prima di qualsiasi intervento.
  • Come si esegue tecnicamente l'innesto a occhio o a gemma sulle piante da frutto?
    Questa tecnica consiste nell'inserire una singola gemma prelevata da una pianta sana nel portainnesto. Sul ramo del portainnesto, spesso di 4-5 cm di diametro, si pratica un incisione a 'T' nella corteccia, sollevandola leggermente. Si preleva poi l'occhio (gemma) dalla pianta donatrice e lo si inserisce sotto la corteccia sollevata, assicurando uno stretto contatto con la parte legnosa. La zona viene chiusa ermeticamente con rafia o nastri specifici. Una volta avvenuta l'attecchimento, il materiale di fissaggio viene rimosso, permettendo allo stelo di svilupparsi e produrre frutti della varietà donatrice.
  • In che modo differisce la procedura di innesto per le piante grasse rispetto a quelle da frutto?
    Per le succulente si preferisce generalmente l'innesto a spacco, diversamente dall'uso comune della gemma per le piante da frutto. Il procedimento prevede il taglio orizzontale del portainnesto e un'incisione verticale profonda circa 3 centimetri. La marza viene inserita in questa fessura. A differenza dei frutti, dove si usano rafia o mastici, le piante grasse vengono fissate stabilmente con elastici. Questo metodo permette alla ferita di rimarginarsi correttamente, formando una nuova pellicola protettiva. È cruciale usare un coltello estremamente affilato per ottenere tagli netti che favoriscano la guarigione rapida dei tessuti succulenti.
  • Quando è il momento ottimale per eseguire gli innesti a gemma e a spacco?
    Il periodo dipende dalla tecnica: l'innesto a gemma si esegue in primavera. In questa stagione la pianta produce abbondante linfa ascendente, favorendo una rapida attecchimento della gemma grazie alle condizioni climatiche miti. L'innesto a spaccio, tipico delle piante grasse, si pratica a fine inverno. Questo timing permette al portainnesto di saldare le parti prima dell'inizio della fogliazione primaverile, evitando che la nuova vegetazione sottragga energie necessarie alla fusione dei tessuti legnosi. Entrambi i periodi sfruttano fisiologicamente la pianta per massimizzare il successo dell'unione.

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