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Per tante persone questo nome scientifico non dirà nulla appena lo si legge o ascolta, ma in realtà tutti noi sappiamo di cosa si tratta perchè le abbiamo di certo viste almeno una volta; la denominazione deriva dal greco e significa “squame sulle ali”, ed infatti ammirando al microscopio è esattamente così mentre a grandezza naturale ci sembrano solo ali vellutate, ma di cosa stiamo parlando? Farfalle e falene! Questi insetti non sono gruppi distinti della stessa specie, ma sono esattamente la stessa specie e questi due nomi diversi derivano dalla cultura popolare che però non è stata accettata scientificamente. Le farfalle, o Lepidotteri, comprendono qualcosa come più di centocinquantamila specie diverse (e nell’ambito degli Insetti sono il secondo gruppo in numero dietro solo ai Coleotteri), che vanno da forme strane e minuscole alle classiche farfalle nostrane, passando per esemplari tropicali di trenta centimetri di apertura alare. Esse sono anche oggetto di un collezionismo estremo e molto elitario, ma soprattutto sono amatissime per la grazia con cui volano e per gli straordinari colori e fantasie con cui le loro ali sono disegnate, sia quando sono in movimento e sia quando sono ferme magari su un fiore, attimo perfetto per splendide foto.
I lepidotteri sono un ordine di insetti molto numeroso, che raggiunge quasi le 160.000 specie: è secondo solo ai coleotteri. Il nome "lepidottero" deriva dall'unione di due parole greche, "lepis" (squ...
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Così come la natura non è tutta splendide cascate, tramonti da lasciare senza parole ed animali docili, ma esistono anche tempeste tropicali, terremoti, uragani e tante altre forme violente anche se naturali, lo stesso vale anche per il mondo animale: non tutti gli animali e non tutti gli insetti sono solo belli da veder volare e fotografare come le farfalle, ma tanti hanno anche lati più negativi del loro comportamento. Ed uno degli esempi migliori sono proprio le farfalle: graziose, eleganti e coloratissime allo stadio adulto quanto voraci e brutte allo stadio larvale. Infatti prima di diventare così belle le farfalle attraversano varie fasi (che vedremo meglio nel prossimo paragrafo), una delle quali – quella di larva – è particolarmente negativa per le piante su cui sono depositate le uova: le larve di quasi tutte le specie di farfalla sono estremamente voraci ed affamate, ed a ciò abbinano anche un apparato masticatorio da veri “mastini”, cioè robusto ed instancabile. Per questo motivo la deposizione di uova di farfalla su una pianta è come un’infestazione, perchè le larve che ne usciranno presumibilmente mangeranno gran parte delle foglie della pianta su cui “abitano”.
Le fasi di sviluppo della farfalla sono quattro: c’è lo stato di deposizione che è in forma di uova, dopo il quale viene lo stato larvale, già citato in precedenza per essere davvero negativo per le piante ed anche per alcune coltivazioni in cui i semi e piccole piante possono rappresentare dell’ottimo cibo; questa fase è quella del bruco, famoso per le favolette dei bambini in cui si trasforma in farfalla. E ciò avviene davvero, perché nella terza fase il bruco diventa una pupa raggomitolandosi dentro seta autoprodotta ed attendo immobile di diventare una vera e bellissima farfalla quando il suo involucro si aprirà. Ma come si fanno a contrastare le larve di farfalla che attaccano le nostre piante? 1) bisognerebbe non contrastare altri insetti che di esse si cibano, come i Ditteri, che però spesso hanno altri aspetti negativi per le piante stesse, 2) esistono dei prodotti specifici che agiscono in vari modi, chi allontanando la farfalla e quindi non facendo depositare le uova (preventivo) e chi impedendo lo sviluppo della larva e quindi conducendola alla morte prima che possa fare danni. In generale però si preferisce evitare utilizzazioni chimiche, tranne quando non c’è una vera e propria invasione e soprattutto un grande rischio economico del produttore.
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