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Potatura mimosa

Aggiornato il 31 marzo 20144 capitoli4 domande frequenti
potatura mimosa

Mimosa

Il nome scientifico della Mimosa è Acacia dealbata ed è un pianta appartenente alla famiglia delle Mimosacea. Essa ha origini australiane ed è il simbolo per eccellenza della festività dell’8 marzo, ovvero la Giornata Internazionale della Donna. La Mimosa è molto conosciuta per i suoi inconfondibili fiorellini gialli di forma globosa e molto apprezzata per i suoi utilizzi a scopo ornamentale. In molte zone dell’Italia, la Mimosa, ha trovato le condizioni ideali per svilupparsi infatti sono in molti che la ritengono una pianta mediterranea nonostante le sue origini. Questa pianta venne portata in Europa circa nel 1800 per la bellezza della sua chioma e, le zone con un clima mite, si rivelarono degli habitat ideali per la propria crescita. La pianta di Mimosa si presenta come una sorta di albero con dimensioni non eccessive, raramente supera i 10 metri di altezza. Le dimensioni appena scritte valgono per gli esemplari che crescono nel nostro paese ma, nel loro luogo di origine, possono raggiungere anche i 30 metri di altezza. La chioma delle Mimose si sviluppa in ampiezza e non è mai troppo fitta, le loro foglie hanno una forma bipennata e sono di colore verde scuro opaco tendenti all’argentato.

Coltivazione

La Mimosa è una pianta molto esigente per quanto riguardano le temperature. Non è in grado di affrontare degli inverni troppo rigidi, soffre i venti invernali e quindi va tenuta al riparo. Preferisce essere esposta in luoghi soleggiati, ed anche per questo motivo che cresce bene nelle nostre zone. Il terreno ideale per questi tipi di piante deve essere ben drenato in modo tale da non causare marciumi all’apparato radicale. Inoltre, le Mimose, prediligono terreni freschi e con un pH neutrale o tendente all’acido. Al contrario, non amano la formazione di ristagni idrici e i terreni calcarei. Per quanto concerne le irrigazioni, le piante di Mimosa, non necessitano di annaffiature eccessive o effettuate troppo spesso. Per gli esemplari coltivati in piena terra, le annaffiature, sono addirittura superflue dato che hanno la capacità di soddisfare i proprio bisogni da sole. Durante il periodo estivo è buon uso annaffiarle ogni due/ tre settimane, mentre nel periodo invernale vanno sospese completamente. Le piante di Mimosa vanno concimate periodicamente durante i periodi caldi, mentre vanno sospese nei periodi più freddi. Questo perché le gelate invernali rischiano di distruggere i nuovi germogli della piantina.

Potatura

Le piante di Mimosa sono piante caratterizzate da una crescita piuttosto rapida e, oltre a crescere in altezza, crescono anche in larghezza. In questo modo, la nascita di nuovi rami laterali tende ad appesantire la pianta compromettendo non solo la stabilità di essa stessa ma alterando la forma della chioma facendola risultare disordinata. Inoltre, è bene sapere che i rami troppo lunghi e fitti tendono ad ostacolare la luce del sole che penetra favorendo l’attacco da parte delle cocciniglie. Per favorire la fioritura e per restituire alla chioma una forma dignitosa si effettuano delle potature. Le potature delle mimose devono essere annuali e vanno effettuate solo se la pianta è già adulta. Le potature vanno effettuate nel periodo post fioritura in modo tale da evitare che la pianta subisca il peso dei nuovi germogli e uno sradicamento in caso di venti forti e piogge abbondanti.La fioritura delle piante di Mimosa avviene in periodi differenti variando a seconda delle condizioni climatiche. Generalmente le fioriture si hanno in un periodo di tempo che va dal mese di novembre al mese di marzo.

Come potare

La potatura delle Mimose va effettuata in due momenti diversi: il primo consiste nel dare forma alla chioma, il secondo serve per mantenere la forma data. La forma che generalmente si da a queste piante è una forma piramidale, più gonfia ai lati e a punta alla cima. Per dare forma alla pianta bisogna cominciare quando ancora raggiunge completamente l’età adulta. I rami vanno eliminati con un coltellino tagliando solo la punta del rametto da rimuovere, il resto va staccato con le mani con un colpo secco. Per far sì che la pianta mantenga la forma che le è stata attribuita bisogna tagliare i rami che sono diventati troppo lunghi. I rametti vanno accorciati per metà della loro lunghezza nei pressi del nodo. Inoltre vanno rimossi anche i rami ormai secchi o quelle parti di pianta ormai danneggiate. Si ricorda di utilizzare sempre degli strumenti puliti e disinfettati per le potature. Gli attrezzi vanno puliti sia prima dell’uso che dopo e preferibilmente vanno disinfettati alla fiamma. Le ferite che vengono provocate dai tagli vanno curate in modo tale da non causare infezioni alla pianta. Le ferite più piccole si cicatrizzano da sole in poco tempo mentre per quelle più grandi si consiglia di utilizzare dei prodotti specifici per favorire la cicatrizzazione e per proteggere la pianta dagli attacchi di parassiti come pulci, tripidi e afidi. Le potature vanno effettuate sia sugli esemplari coltivati in piena terra che su quelli coltivati in vaso.

Domande frequenti

  • Quando devo potare la mimosa?
    La potatura della mimosa (Acacia dealbata) va eseguita esclusivamente nel periodo successivo alla fioritura, generalmente tra marzo e aprile, a seconda del clima locale. È fondamentale aspettare che la pianta abbia terminato la produzione dei fiori gialli, poiché la fioritura può protrarsi fino a marzo. Effettuare tagli prima o durante la fioritura comporterebbe la perdita dei fiori e lo stress della pianta. Inoltre, la potatura è consigliata solo per esemplari adulti, poiché le giovani piante non ne traggono beneficio immediato e potrebbero soffrire tagli prematuri. Rispettare questa tempistica garantisce la salute vegetativa e la corretta esposizione solare interna alla chioma.
  • Come si effettua correttamente la potatura della mimosa?
    Per potare correttamente la mimosa, inizia rimuovendo tutti i rami secchi, danneggiati o malati utilizzando strumenti puliti e disinfettati, preferibilmente alla fiamma. Per modellare la chioma, che solitamente assume una forma piramidale, taglia i rami laterali troppo lunghi accorciandoli di circa metà della loro lunghezza, facendo attenzione a tagliare vicino a un nodo. Utilizza un coltellino affilato per le punte dei rametti e strappa via il resto con un movimento secco per evitare scheggiature. Non eliminare mai più di un terzo della chioma in una singola operazione per non shockare la pianta. Dopo i tagli, applica prodotti cicatrizzanti sulle ferite più grandi per prevenire infezioni fungine e attacchi parassitari.
  • È necessario potare la mimosa ogni anno?
    Sì, la potatura della mimosa dovrebbe essere annuale per mantenere la salute e la forma della pianta. La mimosa cresce rapidamente sia in altezza che in larghezza, producendo numerosi rami laterali che possono appesantire la struttura e alterare la simmetria della chioma. Una potatura regolare previene l'eccessiva densità interna, permettendo alla luce solare di penetrare meglio e riducendo il rischio di attacchi da cocciniglie e altri parassiti legati al ristagno d'aria. Mantenere una forma ordinata, tipicamente piramidale, aiuta anche la pianta a resistere meglio a venti forti e piogge intense, evitando sradicamenti dovuti allo squilibrio strutturale creato da rami troppo lunghi e pesanti.
  • Quali cure applicare dopo la potatura?
    Dopo aver potato la mimosa, è cruciale prendersi cura delle ferite di taglio per garantire una rapida cicatrizzazione e prevenire malattie. Per i tagli piccoli, la pianta tende a guarire naturalmente in breve tempo, ma per le ferite più ampie è consigliato l'uso di specifici prodotti cicatrizzanti. Questi rivestimenti proteggono il legno nudo dall'invasione di funghi patogeni e dall'attacco di insetti nocivi come afidi, tripidi e pulci. Assicurati inoltre che gli attrezzi siano stati disinfettati prima e dopo l'intervento per non trasmettere eventuali agenti patogeni da una pianta all'altra. Evita di concimare immediatamente dopo la potatura pesante; attendi che la pianta abbia iniziato a emettere nuova vegetazione per supportarne la ripresa energetica.

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